Tor Bella Monaca: Scipioni e i dem ai ferri corti. Migliore: "E' l'esempio di ciò che il Pd non è. Chi non vota la sfiducia è fuori dal partito" • Terzo Binario News

Tor Bella Monaca: Scipioni e i dem ai ferri corti. Migliore: “E’ l’esempio di ciò che il Pd non è. Chi non vota la sfiducia è fuori dal partito”

Lug 17, 2015 | Politica, Roma

torriE’ guerra aperta ormai tra il presidente del VI Municipio Marco Scipioni, esponente del Partito Democratico, e i vertici del suo partito.

Nella giornata di ieri, Scipioni ha scritto al ministro Alfano “per informarlo personalmente, qualora necessario, della richiesta di dimissioni ‘forzate’, fatte pervenire anche ai consiglieri del Pd del VI Municipio a rischio di essere cacciati dal partito, che ha rivolto il commissario del Pd, Matteo Orfini”.
secondo il minisindaco si tratterebbe di “una richiesta immotivata poiche’ non vi e’ alcun provvedimento a carico di alcuno ne’ in merito all’inchiesta Mafia Capitale ne’ in merito ad altre indagini di natura diversa”.
Per tutelare la maggioranza e la volontà espressa da oltre 44.000 cittadini che hanno eletto i consiglieri e il presidente del Municipio “in libere elezioni”, Scipioni chiede ad Alfano “un parere su tutta la vicenda che prefigurerebbe un vero e proprio attentato alla Costituzione, trattandosi di cariche elettive”.

“Ho superato l’ostacolo delle primarie, con la mia maggioranza abbiamo vinto le elezioni nonostante i circoli del Pd fossero stati chiusi e nonostante i nostri avversari interni al partito avessero dato vita ad una lista contro il partito – aggiunge Scipioni -. Dal 17% al quale il mio partito era fermo nelle elezioni regionali siamo riusciti a portarlo al 62% con la nostra elezione”.
“Abbiamo trovato una situazione drammatica dal punto di vista dell’assetto territoriale e ho ridato vita a un territorio devastato dal cemento, dalla mancanza di servizi primari quali scuole e strade e ora il commissario inventa pretesti pur poterci cacciare via. Pertanto ritengo opportuno, alla luce di quanto suindicato, richiedere chiarimenti al Ministro Alfano in persona sulla legittimita’ della procedura posta in essere da Orfini. Per concludere riteniamo che non si possono intimare dimissioni immotivate a cariche elettive senza compiere nel contempo un atto autoritario contrario ai principi della democrazia costituzionalmente garantita”.

Non si fa attendere la replica del Partito Democratico, attraverso la voce di Gennaro Migliore, commissario dem per il VI Municipio. E l’attacco è sferzante: “Il Presidente del VI Municipio, Marco Scipioni, e’ l’esempio esatto di cio’ che non rappresenta il Pd. Attaccamento alla carica, personalizzazione della polemica politica, superficialita’ istituzionale e continua evocazione del voto popolare come giustificazione per ogni comportamento amministrativo”.
“Dopo aver inopinatamente evocato a suo sostegno il prefetto Gabrielli e l’assessore Sabella, che smentirono le parole di Scipioni, oggi tocca al ministro Alfano essere destinatario di un parossistico allarme per ‘l’attentato costituzionale’ messo in atto da Matteo Orfini che, in qualita’ di commissario del Pd, insieme al sottoscritto, lo ha sfiduciato – argomenta Migliore -. Non c’e’ nessuna richiesta di dimissioni forzate. C’e’ una trasparente presa di distanze del partito capitolino dal presidente del VI Municipio, per gli episodi di opacita’ amministrativa e per il sistematico tentativo di considerare il Pd di quel territorio a disposizione del proprio interesse elettorale. La richiesta di sottoscrivere la mozione di sfiducia che il Pd intende presentare e’ dunque una logica conseguenza di questa valutazione. E’ evidente che coloro i quali non sosterranno la sfiducia a Scipioni decideranno in piena liberta’ di porsi al di fuori e contro il partito che dovrebbero rappresentare. E’ una questione di coerenza politica – conclude Migliore – si lasci in pace, almeno in questa occasione, la Costituzione”.