“La CORRENDO NEI GIARDINI si inchina al Delegato allo Sport Fabio Ciampa, grande stratega di questa operazione di riqualificazione che ci ha cortesemente chiesto di organizzare l’accoglienza dell’evento dentro uno stagno perenne per 9 mesi all’anno.” Con queste pesanti parole Franco Iannilli annuncia l’annullamento di una delle manifestazioni sportive più note a Ladispoli.
Iannilli è un fiume in piena e ne ha per tutta l’amministrazione: “In 38 anni di vita di questa manifestazione nel cuore di migliaia di cittadini di Ladispoli e di sportivi di tutta Italia, un tale scempio non era riuscito a nessuno. Questa Amministrazione è riuscita in questo poco edificante record.”
Gli organizzatori della gara però invitano comunque le persone affezionate alla manifestazione ad essere presenti il 15 marzo per un raduno non agonistico.
Nei giorni scorsi erano già volate parole grosse tra Iannilli e Ciampa, fatto che aveva poi portato alle dimissioni del primo. Per capire le ragioni delle dimissioni di Franco Iannilli lo avevamo incontrato nei giorni scorsi per un’intervista che riportiamo di seguito.
Sig. Iannilli, lei ha recentemente consegnato al sindaco Paliotta le sue dimissioni da delegato ai gemellaggi. Non per motivi politici o per un dissenso complessivo sull’amministrazione della città, ma per una questione ben precisa che riguarda una delle zone più preziose di Ladispoli. Ci spiega cos’è successo?
Come avevo già brevemente riferito in precedenza, le mie dimissioni irrevocabili sono legate alla vicenda specifica che riguarda l’area verde del bosco di Palo posta lungo la via Corrado Melone.
La storia parte da lontano. Come Presidente dell’Associazione Millepiedi vorrei ricordare che è dal 1977 che organizziamo la più grande manifestazione sportiva popolare che si tiene sul nostro territorio comunale: la “Correndo nei giardini”, che negli scorsi anni è arrivata ad ospitare quasi 2 mila persone e che riunisce cittadini e amanti del ciclismo e dell’atletica provenienti non solo dalla nostra regione.
Avendo negli scorsi anni collaborato anche con il precedente Assessore allo sport Pietro Ascani, le dico che si è spesso parlato di utilizzare l’area verde in questione per attività sportive aperte alla cittadinanza, ma salvo l’utilizzo per singoli eventi o manifestazioni di una giornata ci si è sempre scontrati con una certa rigidità da parte della Regione, visto che si tratta di una zona sottoposta a cinque diversi vincoli paesaggistici e ambientali per le sue peculiari caratteristiche.
Cosa, questa, per cui c’è sempre stato massimo rispetto. Tant’è che l’unica concessione è stata ottenuta per una scuola di mountain bike per bambini, che si è però concentrata solo nella parte interna del bosco di palo e senza intaccare lo stato naturale dell’area di circa 700 metri di pista naturale in terra battuta. Le cose sono decollate, o meglio, precipitate con una velocità inaudita dal 2013, dopo l’arrivo del nuovo delegato allo sport.
A partire da un bando- di cui non ero affatto a conoscenza, non essendogli stata data alcuna pubblicità -è stata assegnata l’area ad un circolo ciclistico, una Scuola di Mountain Bike. Il tutto con l’assenso della Regione, ottenuto però attraverso la presentazione di una documentazione, composta da perizie e rilievi, raccolta in modo precipitoso senza seguire le procedure previste in questi casi.
E poi la situazione come si è evoluta?
Subito dopo il terreno è stato ricoperto da picchetti, pali e steccati vari che sono stati lasciati lì in modo permanente. E non solo nella parte oggetto delle perizie e dei rilievi, ossia quella dove si svolge il presepe vivente, ma anche nello spazio rimanente. Ho provato a parlare prima col delegato allo sport Fabio Ciampa, poi anche con il sindaco, col quale abbiamo avuto un confronto anche di recente, ma non ho trovato la volontà di tutelare uno dei pezzi di verde più preziosi che abbiamo a Ladispoli. Uno degli ultimi rimasti.
Quindi, a questo punto, cosa dovrebbe fare l’Amministrazione secondo lei?
Insieme ad altre associazioni sportive del territorio abbiamo chiesto, in primis, che vengano rimossi tutti i picchetti e tutte le installazioni che compromettono la conformazione naturale del bosco di palo. Successivamente, siamo favorevoli alla possibilità di valorizzare il bosco di palo attraverso lo svolgimento di attività sportive, corsi di mountain bike per bambini, iniziative per chi è affetto da disabilità e così via, ma senza marcare l’area con nessuna struttura fissa e, soprattutto, tramite un bando pubblico aperto alla partecipazione di tutte le associazioni presenti sul territorio.
Se il Comune decidesse, invece, di lasciare le cose come stanno? Capisco la necessità di trovare un compromesso per poter svolgere una manifestazione importante come la “Correndo nei giardini”, ma perlomeno lo spazio non è abbandonato a sporcizia e degrado. Ci sono altri rischi secondo lei?
Per la manifestazione noi ci limiteremo a chiedere al Comune un patrocinio gratuito. L’organizzazione dell’evento è già partita. Se la situazione è questa saremo poi costretti a spostare la partenza/arrivo a San Nicola. Ma il punto non è questo. Quello che conta è il medio e lungo periodo: fra qualche anno quell’area- attualmente in comodato d’uso- potrebbe diventare totalmente del Comune. E dopo cosa succederà? Noi vorremmo essere sicuri che quell’area rimarrà di tutti i cittadini, che non ci siano cancelli, cancellate, padroni o padroncini impossibili da mandar via. Potrei farle vedere dei filmini in Super 8 dei primi anni 80 in cui viene ripresa la parte della pista ciclabile dove ora risiedono stabilmente le giostre: lì era tutto verde, c’era solo il verde.

