“La disponibilità di Astral non può essere ignorata. Servono trasparenza sui conti, garanzie occupazionali e una visione chiara sul futuro della municipalizzata.
La decisione dell’Amministrazione comunale di rinunciare all’ipotesi del subappalto del trasporto pubblico locale merita un approfondimento serio e un ripensamento. Parliamo di una soluzione che era stata presa in considerazione dalla stessa Amministrazione e sulla quale, secondo quanto emerso pubblicamente, sono state manifestate aperture da parte di Astral e del suo amministratore unico, Giuseppe Simeone.
Di fronte a questa disponibilità, non possiamo limitarci a prendere atto di una rinuncia motivata esclusivamente da ragioni economiche senza conoscere nel dettaglio i numeri, le valutazioni e le alternative che hanno portato a questa scelta. Se il subappalto non è più sostenibile, è giusto che vengano illustrati con chiarezza i costi, le criticità e le ragioni che renderebbero impraticabile questa strada. Ma proprio per questo chiediamo che il confronto venga riaperto, prima che una decisione così importante diventi definitiva nei suoi effetti.
Il trasporto pubblico non è soltanto una questione di bilanci e chilometri percorsi. È un servizio essenziale per una comunità, soprattutto per le persone anziane, per chi ha difficoltà motorie, per chi non dispone di un mezzo privato e per tutti coloro che devono raggiungere strutture sanitarie e servizi fondamentali. Le esigenze di Campo dell’Oro e il collegamento con l’hospice oncologico dimostrano quanto sia necessario costruire un sistema di mobilità attento alle fragilità e ai bisogni concreti del territorio.
Accanto alla qualità del servizio c’è poi il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori di Civitavecchia Servizi Pubblici. La perdita della gestione diretta del TPL da parte della municipalizzata non può essere considerata un semplice passaggio amministrativo. Occorre capire quali conseguenze avrà sull’organizzazione aziendale, sull’occupazione, sulle condizioni contrattuali e sulla stabilità economica della società.
Non possiamo ignorare, inoltre, le preoccupazioni già emerse in relazione al servizio OEPAC, dove il tema delle condizioni occupazionali e delle prospettive professionali ha assunto un peso rilevante. Le esperienze già vissute devono servire da monito: ogni riorganizzazione dei servizi pubblici deve essere accompagnata da garanzie concrete, trasparenti e verificabili per chi ci lavora.
C’è poi una questione politica e istituzionale che non può essere elusa. Una scelta di questa portata, capace di incidere sul futuro di CSP e di centinaia di famiglie che guardano alla società come a un presidio occupazionale, avrebbe meritato un confronto pubblico approfondito. È necessario chiarire in quali sedi siano stati discussi gli scenari alternativi, quali analisi economiche siano state effettuate e quali prospettive siano state individuate per la municipalizzata.
Il rischio è che la perdita progressiva di servizi e attività finisca per indebolire CSP, compromettendone gli equilibri economici e riducendone il ruolo pubblico. Per questo è necessario sapere quale sia la strategia dell’Amministrazione: si intende mantenere e rafforzare la società partecipata, individuando nuove prospettive di sviluppo, oppure si sta andando verso una progressiva dismissione delle sue attività?
Se esiste un progetto di ridimensionamento della municipalizzata, fino a una possibile privatizzazione per singoli servizi, è doveroso che venga dichiarato apertamente e discusso con la città, con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori. Non è accettabile che il futuro di un’intera azienda venga deciso attraverso passaggi successivi, senza una visione complessiva e senza un confronto trasparente.
Per queste ragioni chiediamo all’Amministrazione comunale di riaprire il confronto con Astral e la Regione Lazio sull’ipotesi del subappalto, di rendere pubbliche le valutazioni economiche che hanno portato alla rinuncia e di presentare un piano chiaro per il futuro di CSP, con garanzie occupazionali verificabili e impegni precisi sulla qualità del servizio.
Le scelte che riguardano il trasporto pubblico locale non possono essere ridotte a una mera operazione contabile. Devono tenere insieme diritto alla mobilità, tutela delle persone più fragili, dignità del lavoro e salvaguardia del patrimonio pubblico della città.
Su questi temi servono trasparenza, responsabilità e una prospettiva chiara. I lavoratori e i cittadini di Civitavecchia hanno diritto di sapere quale futuro li attende”.
Luca Grossi
Capogruppo FI
