La lettera – molto polemica – che Elena De Paolis ha rivolto al Pincio
“Cari Amministratori di Civitavecchia, con profonda tristezza guardo al bilancio di questo anno appena finito….cosa è stato fatto per l’inclusione?? Poco o nulla, anzi sono state create nuove barriere sono stati spesi soldi pubblici non per abbattere ma per creare.
Opere esistenti lasciate inutilizzate e quindi con probabili problemi nella riattivazione come i servoscala per la Terrazza Guglielmi e i sottostanti servizi igienici oppure reti di copricavi per illuminare opere di discutibile gusto e che non permettono l’utilizzo della marina e del lungomare alle persone con mobilità ridotta, ai ciechi ed ai carrozzati in quanto non superabili se non aiutati da terze persone anche esperte ma perché?
Allora riducete le tasse….macché neanche per sogno….tasse locali ai massimi consentiti per non poter usufruire di servizi pubblici dovuti.
Caro sindaco….in campagna elettorale tante promesse….mille assicurazioni in materia mai risultati? siamo delusi, amareggiati e perché no anche molto incazzati da questo modo di gestire la cosa pubblica.
Strade dove si riformano continuamente le buche segno evidente di interventi riparatori non a regola d’arte, tanti marciapiedi ancora impraticabili ai disabili…..tecnici comunali che andrebbero educati all’inclusione e che invece per pura nescienza continuano a commettere errori progettuali ovvero non verificano errori progettuali su lavori affidati a terzi…..Inoltre non controllano coloro che con tanto di autorizzazione non rispettano i dettami impartiti insomma una vergogna… sfogo amaro di inizio anno che raccoglie oltre alle esperienze personali anche il grido di protesta di tanti cittadini che si trovano ogni giorno con vecchie e nuove barriere….. Non cambierà nulla purtroppo neppure con mille sfoghi di cittadini amareggiati….alfine si deve giocoforza condividere chi, esasperato, si rivolge alla Magistratura. Si deve arrivare a questo? Auguro a tutta l’amministrazione, politici e tecnici.
Un anno di difficoltà nel risolvere le problematiche anzidette.
Ho usato la parola difficoltà perché affrontare questa tematica è spesso difficile ma occorre farlo. Una persona con mobilità ridotta le difficoltà le incontra e non le può evitare.
Fatelo anche voi”
Elena De Paolis
