Rapper a Ladispoli, la pezza di Grando è peggio del buco (economico) • Terzo Binario News

Rapper a Ladispoli, la pezza di Grando è peggio del buco (economico)

Nov 28, 2023 | Ladispoli, Politica

Quando sono uscite le cifre relative al costo della notte di Capodanno, ai più è venuto un colpo: quasi 350mila euro per avere sul palco i rapper Emis Killa e Gué Pequeno, quest’ultimo neanche in esclusiva visto che parteciperà ad altre due serate una alla Fiera di Roma e l’altra a Castel Romano.

Ora, al netto di una cifra cospicua la riflessione va indirizzata una serie di aspetti.

Quello principale riguarda non tanto i 350mila euro in sé ma il modo in cui si intende spenderli.

Se l’obiettivo è quello di investire prevedendo un ritorno economico importante per la città allora ha senso. È questo il caso? No, per una serie di motivi.

Intanto, con tutto il rispetto musicale, Emis Killa e Gué Pequeno non sono né Vasco Rossi né Jovanotti. Non muovono quelle masse di persone ma un pubblico di età media bassa, molto settoriale e che – proprio in virtù dell’età – non spende granché. Scrive Grando: “L’obiettivo dell’amministrazione comunale è proprio quello di creare un grande evento, gratuito per il pubblico, che dia la possibilità ai nostri ragazzi di passare la notte del 31 a Ladispoli, senza doversi recare altrove in una serata che troppo spesso, purtroppo, è stata scenario di gravi incidenti stradali”. Dando per scontato erroneamente che i rapper piacciano a tutti i ragazzi di Ladispoli e che questi non decidano di fare la notte di San Silvestro altrove.

Da come sembra, il palco non verrà allestito in piazza Rossellini ma in piazza Falcone. La distanza fra i due spazi non è siderale ma è nella sostanza che la differenza è abissale. Piazza Rossellini è il cuore pulsante della città dove per giunta si affacciano tantissime attività commerciali ben contente di aprire per la notte di Capodanno. A piazza Falcone c’è un deserto dei Tartari, se si esclude il centro commerciale. Dunque un posto che non si presta per una manifestazione simile.

Altra questione è perché la cifra sia così alta per due rapper che, come sottolineato da Ladispoli Attiva per esempio, in altre città molto più importanti di Ladispoli hanno accettato cachet decisamente più modesti. Perché invece qui si stanziano somme tanto superiori?

Questo è un aspetto che l’amministrazione deve chiarire, per rispetto e trasparenza verso i cittadini che vedono spesi i loro (tanti) soldi in un evento che certamente non sentono loro.

Il vizio di offendere i concittadini Grando non sembra toglierselo (“mentalità da paesello”), come se il concerto di due rapper fosse quel trampolino di lancio verso chissà quale salto culturale della cittadina dimenticandosi che è stato lui ad apporre una targa per ricordare una frase di una commedia di Carlo Verdone in cui Ladispoli neanche appare. E skretciare sul palco non è paragonabile a un ciclo di concerti del maestro Nuti o alle lectio magistralis del professor Barbero.

E l’evento che caratterizza Ladispoli da sempre ovvero la Sagra del Carciofo rimane confinato in un ambito neanche regionale ma proprio territoriale visto che nessuno ha mai pensato di farlo uscire fuori, di proporlo altrove, di trasformarlo in un appuntamento di respiro ampio che faccia veramente conoscere Ladispoli, che sia da calamita per mostrare il territorio oltre la Sagra stessa magarim allargandola veramente al territorio. Invece è un rituale che si consuma, come la processione del santo patrono: sempre uguale, stessi problemi, senza novità. E se ad aprile piove, e può capitare, è la fine. Con queste premesse, è impossibile pensare a qualsivoglia salto di qualità.

Va detto che stavolta alcuni rappresentanti dell’opposizione hanno avuto un sussulto “contestatorio”, tirando fuori la questione e animando un dibattito necessario. Meglio sorvolare sull’uscita del consigliere delegato Rosolino che ha citato Elvis, a sproposito.

Il sindaco ha poi riportato le cifre spese da altre città, ben superiori rispetto a Ladispoli cioè (nell’ordine) Agrigento, Cagliari, Messina, Olbia, Teramo, Sassari, Palermo e Salerno. Chissà se volutamente o meno, ha scelto centri urbani tutti capoluogo di provincia, due di regione (Cagliari e Palermo), i più piccoli sono Teramo, Agrigento e Olbia con 54mila il primo e questi ultimi con circa 59mila abitanti (cioè con una popolazione del 25% maggiore di Ladispoli) e sei dei quali rientranti in regioni a statuto speciale, dove i meccanismi di finanziamento sono diversi rispetto al resto d’Italia. In altre parole, gli esempi scelti sono totalmente inadeguati, se non proprio sbagliati.

Non solo sotto l’aspetto del confronto con le città ma anche guardando il calibro degli artisti ingaggiati ossia Achille Lauro, Blanco, i Negramaro, Max Pezzali e Rappresentante di Lista, Nek e Renga, Zucchero e Salmo. Cioè musicisti che spostano veramente migliaia di persone, che hanno seguiti importanti per i quali – detto in modo gergale – “la spesa vale l’impresa”.

In conclusione: Ladispoli possiede del potenziale da far esprimere ma questo potenziale non emerge certo con 350mila euro spesi per Gué Pequeno ed Emis Killa.

a.v.