Il ruggito di Mazzarino: "Il vero rischio per Kimba sono state le buche del Cerreto" • Terzo Binario News

Il ruggito di Mazzarino: “Il vero rischio per Kimba sono state le buche del Cerreto”

Nov 14, 2023 | Ladispoli, Politica

Il Cardinale evidenzia come in realtà si possa porre un freno agli spettacoli con animali

“Quasi banalmente viene subito in mente Jannacci con il suo “Si potrebbe urlare aiuto aiuto è scappato il leone, e vedere di nascosto l’effetto che fa”.

Sabato movimentato a Ladispoli, un sabato da caccia grossa con tanto di leone ruggente a spasso per il Cerreto e notizia rimbalzata dalla BBC di Londra fino a Sidney per tornare in Germania.

Ormai i fatti sono ben noti: il leone Kimba si è preso una pausa caffè dalla monotonia quotidiana ed ha passeggiato qualche ora fino ad essere riportato nella sua gabbia debitamente sedato.

Una notizia che, per noi, offre più chiavi di lettura: la prima improntata al classico ‘tragedia sfiorata’, con possibilità di qualche incontro dietro l’angolo che effettivamente avrebbe potuto tradursi qualcosa di grave. Dopo poco però l’animale era stato rintracciato e seguito da vicino con tanto di fans degni dei Maneskin.

Abbondano i filmati pubblicati su Facebook della povera bestia che camminava per le vie del Cerreto, e sarebbe stato quantomeno curioso trovare chi avesse voglia di infastidirlo, ma alla fine Kimba è stato catturato e messo al sicuro, ma al sicuro soprattutto dagli umani. A dire il vero sembrava più in cerca di un citofono per chiedere dove fosse la via di casa che di carne per saziare il suo appetito.

La seconda chiave è sociale, già perché è ormai sentimento comune sia giunta l’ora di farla finita con questi spettacoli con animali più o meno esotici, l’arte circense è nobile e non ha bisogno di queste esibizioni di selvagge creature che oggi chiunque può vedere in ambienti più adeguati, sia in natura che negli zoo che non sono il massimo ma almeno ne rispettano la dignità senza farne fenomeni da baraccone contro la loro natura.

Bisogna dire che la legge esiste ma, come al solito, mancano da anni i decreti attuativi per cui i circhi continuano questa prassi non certo edificante o educativa.

Nell’affrontare il problema bisogna essere comunque equilibrati perché dietro ci sono famiglie che ne vivono e, soprattutto, buona parte di questi animali sono impossibili da ricollocare, e non solo in natura ma anche in centri specializzati che sono troppo pochi e costosi.

Quindi bisogna attuare la legge, ma anche ponderare le azioni per la filiera economica che permette a questi circhi, anche attraverso finanziamenti pubblici, di far sopravvivere umani ed animali nel loro insieme che ormai è legato come una famiglia.

La terza chiave di lettura è, senza offesa per Kimba, abbastanza comica come quella rappresentata in tantissimi splendidi meme, una lettura ironica nata dai filmati che immortalano il vagare del leone per il Cerreto mentre più che carne da sbranare sembrava cercare citofoni per chiedere che lo venissero a riportare al circo prima di cena.

Inutile raccontare di social giustamente animatissimi su questa notizia fra allarmismi circa presunti cittadini usciti con il fucile, e sicuramente più pericolosi del leone stesso.

Fin troppo facile immaginare il disappunto di Kimba in giro per il Cerreto, fra rischio di rompersi una zampa nelle buche sui marciapiedi, o avvelenarsi bevendo l’acqua di Monteroni, o anche prendersi il tifo con gli scarichi delle fogne nel fosso alla ricerca di una casa da acquistare visto che abbondano assai più del verde pubblico.

Da ultima la chiave di lettura etica, ovvero tutto il teatrino nato intorno a questa notizia che non ha offerto uno spettacolo dignitoso.

Il sindaco Grando sui social non ha trovato nulla di meglio da fare che avvisare la popolazione mettendo subito le mani avanti con una classica excusatio non petìta (ergo accusatio manifesta): “…Per quelli che cominceranno a chiedere Perché il sindaco ha autorizzato il circo? La risposta è che io non ho autorizzato nulla …”. Dichiarazione incomprensibile visto che ben due regolamenti comunali descrivono inequivocabilmente le procedure ed i controlli dovuti dal comune conformemente alla legge 337 del 18/3/1968. Queste prassi sono ben chiare visto che con Determinazione 1485 del 28/7/2022 era stata rigettata una richiesta analoga presentata da un circo “Omissis”, uno dei tanti misteriosi Omissis che affliggono il comune di Ladispoli che decisamente ne abusa impropriamente.

Ed il sindaco è il rappresentante pro-tempore del Comune pertanto queste scuse ponzio-pilatesche sono fuori luogo e non certo esempio di coraggio e senso delle Istituzioni.

E’ vero che la legge non permette, in prima battuta, di vietare gli spettacoli usando animali solo perché mancano decreti attuativi, e sarebbe da chiedersi per quale motivo da molti anni ciò accada, ma è dal 1968 esistono regole che il comune, non pizza e fichi, debbono far rispettare e che non ci sembra siano state rispettate, visto che almeno una DD doveva esserci e se c’è il sindaco, questi la rappresenta.

La vera inadempienza è che il Comune avrebbe dovuto identificare le aree per gli spettacoli viaggianti ed aggiornarlo ogni anno. Si sarebbe dovuto aver cura di identificare aree opportunamente distanziate dalle abitazioni non foss’altro per motivi igienici e relativi al rumore ed agli scarichi, almeno al pari di allevamenti di media dimensione. E ciò non risulterebbe essere stato fatto.

Senza contare che il Comune è responsabile per il rispetto delle linee guida del mantenimento degli animali nei circhi e del rispetto delle linee guida degli spettacoli viaggianti, strana questa improvvisa amnesia del sindaco circa le proprie responsabilità.

In fondo il sindaco Grando manca anche di riconoscenza al povero leone che gli ha regalato una comparsata in tv senza neanche il bisogno di diventare ambientalista, ed ha portato Ladispoli alla ribalta italiana e mondiale molto più di quanto non sia riuscita a fare la Sagra del Carciofo in molti decenni.

A noi restano solo immagini, come quella di un comandante dei vigili in abbigliamento da libera uscita campagnola che chiude una via di grande comunicazione per isolare il circo da chi protestava, e ci sembra senza un’ordinanza scritta che la motivi, mentre gettava la sigaretta in terra e con fare greve ed impacciato.

L’immagine di un circo che cerca scuse complottiste e non spiega per quale motivo, essendo svariate volta che accadono fatti simili, non abbia aumentato la sicurezza e posto delle videocamere, magari chiedendo consiglio al comandante dei vigili già che c’era, senza contare che il fatto sarebbe accaduto in pieno giorno con il personale che lavorava per cui poco credibile.

Ma ci rimane anche l’immagine del povero Kimba che cerca disperatamente di tornare in quella che, purtroppo, è la sua casa, sicuramente deluso di non aver trovato la sua savana ma solo i ramoscelli secchi di quella che doveva essere Arbolia e nel tentativo di orientarsi fra le mura del Cerreto, orgoglio di urbanistica moderna a sentire certi amministratori.

Quindi è tornato a ‘casa’ certo che lui pur se in cattività resta un leone, mentre in giro ha trovato solo molti conigli. Tutti a giudicare lui selvaggio e pericoloso, ma chissà lui cosa avrà pensato di quel che ha trovato lui girando per Ladispoli. Ciao Kimba, tranquillo, è stato solo un brutto sogno”.

cardinal Mazzarino