Martedì notte a Civitavecchia i passeggeri di due convogli rimasti fermi sono stati assistiti dalla Prociv locale
Un tentativo di suicidio inscenato alla stazione di Tarquinia ha paralizzato la Fl5, con i treni fermi a Civitavecchia (quelli diretti a nord) e a Montalto per i convogli destinati alla direzione sud.
Per questo motivo la Prociv di Civitavecchia è dovuta intervenire nello scalo civitavecchiese a portare acqua ai passeggeri di due treni rimasti fermi in attesa del semaforo verde.
Intorno alle 19.30 di martedì, un nordafricano ha cercato – senza riuscirci – di lanciarsi su un treno in corsa allo scopo di togliersi la vita. Qualcuno ha assistito alla scena, avvertendo il 112.
Polizia e Carabinieri tarquiniesi si sono messi a caccia del magrebino mentre sono partiti gli agenti della Polfer di Civitavecchia sia per le ricerche che per la gestione del traffico ferroviario. L’uomo probabilmente si è nascosto nei pressi dello scalo ma rendendosi invisibile. Inutile infatti anche lo scandaglio della Fl5 con la marcia a vista a 20km/h: dell’uomo, nessuna traccia.
Nel frattempo ovviamente sono passate delle ore, con tanto di comunicazione ufficiale da parte di Rfi, che ha parlato di «persone non autorizzate in prossimità dei binari, con intervento delle forze dell’ordine e, oltre ai ritardi, sarebbero state possibili variazioni e cancellazioni».
La caccia all’uomo è terminata intorno a mezzanotte, quando la circolazione è potuta riprendere regolarmente.
Nel frattempo, dei poveri passeggeri rimasti bloccati a Civitavecchia sono stati assistiti dalla Prociv cittadina. Circa un migliaio di persone, divise sui due convogli fermi, hanno ricevuto l’acqua che i volontari di Civitavecchia coordinati da Valentino Arillo hanno portato loro. Un supporto necessario con il caldo che non è sparito neanche di notte.
