Elezioni Cerveteri e Ladispoli, Orlando: "La Destra ha paura, mancando i contenuti rifugge i confront nascondendosi dietro simboli e ricercando nomi altisonanti" • Terzo Binario News

Elezioni Cerveteri e Ladispoli, Orlando: “La Destra ha paura, mancando i contenuti rifugge i confront nascondendosi dietro simboli e ricercando nomi altisonanti”

Giu 9, 2022 | Cerveteri, Ladispoli, Politica

“Le due campagne elettorali che stanno giungendo a conclusione tra Cerveteri e Ladispoli potrebbero rappresentare un autentico spartiacque.

Potrebbero, ad onor del vero, chiudere una stagione ed aprirne un’altra tutta nuova, oppure, al contrario, potrebbero inserire una marcia-indietro cancellando l’epoca appena trascorsa.

Da giornalista con una certa esperienza nelle materie politiche ed elettorali, ho osservato con attenzione mosse e contromosse messe in campo negli ultimi mesi.

Sarebbe lungo e complesso descriverle tutte, con un’ampia e severa digressione sul ruolo del Partito Democratico locale (oppure, dei Partiti Democratici, al plurale…) ma qui interessa soprattutto un dato abbagliante: il comportamento della Destra.

Non mi riferisco alle destre civiche e moderate, in cui tutto sommato si è delineato un certo desiderio di servire alla causa pubblica: Amelia Mollica Graziano a Ladispoli e Anna Lisa Belardinelli a Cerveteri si sono messe in gioco con determinazione, portando idee, critiche, ma anche programmi.

L’analisi che atterrisce e sgomenta l’osservatore politico locale è il comportamento delle Destre quelle con i simboli: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia. Simboli dietro i quali si cela il vuoto più totale. Compagini costruite solo “in contrapposizione a”, senza reali spunti programmatici che non siano gli interessi personalistici di nomi e cognomi che non sta a me rivelare. Eppure, chi vorrà mi potrà anche cercare di smentire…

Mancando i contenuti, si rifugge dai confronti, ci si nasconde dietro i simboli, si ricercano nomi altisonanti. E la lista è lunga, a partire dai “leader” nazionali chiamati a fare comizi mal riusciti (Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi, si vocifera di Giorgia Meloni), alla schiera di ex-sindaci, ex-assessori, ex-presidenti, ex-consiglieri, ex-segretari, attori, cantanti e personaggi pubblici di piccola visibilità.

Tutti chiamati a gonfiare liste che, una volta sgonfiate dallo scrutinio del 13 giugno, non lasceranno che pochi nomi e poche idee.

Gravi, o quanto meno discutibili, sono stati i continui tentativi di sottrarsi ai confronti pubblici dei candidati sindaco delle destre, Gianni Moscherini a Cerveteri, Alessandro Grando a Ladispoli, e quando questi si sono poi svolti, a parere di chi scrive la “claque” chiamata a schiamazzare e a cercare di innervosire gli altri candidati non ha rappresentato uno dei più alti esempi di democrazia.

Dal canto loro, nel centro sinistra i candidati Alessio Pascucci a Ladispoli ed Elena Gubetti a Cerveteri, hanno realizzato una campagna elettorale coerente con i personaggi che rappresentano, molto spesso ospitandosi sul palco a vicenda.

In ultima analisi, quindi, sembrerebbe proprio la stizza, la paura del confronto, e la paura di perdere su tutta la linea un territorio importante e strategico alle porte di Roma, avrebbe – secondo me – spinto Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia a puntare su cavalli apparentemente vincenti, ma di fatto zoppicanti. Moscherini, e la sua palese mancanza di conoscenza del territorio, e Grando, un po’ troppo superbo, non hanno saputo dimostrare in maniera univoca di tenere le redini di un territorio estremamente complesso, sì, ma anche estremamente bisognoso di risposte concrete.

Fumosità e paura, questo emerge scorrendo i nomi delle liste elettorali a supporto di certe coalizioni. Sempre con un pensiero critico in più a quel Partito Democratico, che a Cerveteri sta da una parte, e a Ladispoli sta un pezzo di qua e un pezzo di la.

Dopo il 13 Giugno vedremo se ho saputo leggere al meglio la situazione”.

Matteo Orlando giornalista