Rebus mini Imu, Crimaldi: "Per ora non si paga, ma attendiamo disposizioni dal governo" • Terzo Binario News

Rebus mini Imu, Crimaldi: “Per ora non si paga, ma attendiamo disposizioni dal governo”

Gen 8, 2014 | Ladispoli

crimaldi

Il delegato al Bilancio Giovanni Crimaldi

Si paga o non si paga questa mini Imu? A sentire il Comune di Ladispoli i cittadini non devono pagare nulla, mentre altri comuni limitrofi hanno richiesto il pagamento dell’imposta. Secondo l’ex assessore Roberto Oertel quel che rimane della seconda rata Imu va pagato in quanto l’amministrazione di Ladispoli ha aumentato l’aliquota nello scorso anno. Quel che è certo che la vecchia Imu non esiste più e quel che rimane è un’imposta ridotta all’osso, la minu Imu appunto, che dovrà essere pagata solo nei comuni che hanno innalzato l’aliquota oltre il 4 per mille. Ma le interpretazioni sono diverse. A fare il punto della situazione il delegato al Bilancio Giovanni Crimaldi.

“A Ladispoli – spiega l’esponente dell’Idv – l’Imu è stata innalzata al 5 per mille ma nel 2012 e non nel 2013. Il decreto del governo è nebuloso: sembrerebbe che il pagamento sia dovuto solo da chi abbia apportato modifiche lo scorso anno, dopo giugno, e non negli anni precedenti”.

Ma gli altri comuni stanno andando in ordine sparso?

“Ci sono comuni che ci hanno marciato, provando ad aumentare tra la prima e la seconda rata pensando di poter addebitare la spesa al Ministero dell’Economia ed ora giustamente gli si richiedono i soldi indietro. I grandi comuni invece, come Roma e Bologna – che ha aumentato fino al 6 per mille- pretendono che a pagare siano anche quelli più piccoli che hanno modificato l’aliquota dopo giugno. Su questo attendiamo anche un parere dell’Anci e del governo”.  

Alcuni sostengono che si debba pagare anche a Ladispoli.

“Noi crediamo di no, anche perché a settembre lo Stato ci ha già girato 2.282.000 euro e questo dimostra che siamo nel giusto. La cosa più negativa che potrebbe succedere è che si dovrà pagare l’1 per mille di eccedenza, di cui il 60% lo paga lo Stato e il 40% i cittadini. A conti fatti su 800.000 che costituiscono quell’1 per mille sono 320.000 da recuperare. Una cifra irrisoria che, se divisa per i cittadini, ci dà un importo inferiore ai 10 euro e pertanto non riscuotibile dal Comune”. 

Intanto la scadenza del 24 gennaio è alle porte …

“Aspettiamo direttive dall’alto.”