AnimaVerde Ladispoli preoccupata: "Ambientalisti dipinti come il male della città" • Terzo Binario News

AnimaVerde Ladispoli preoccupata: “Ambientalisti dipinti come il male della città”

Dic 13, 2020 | Ladispoli, Politica

“A scrivere queste righe sono cittadini che hanno a cuore la città ma soprattutto l’ambiente, binomio semplice e addirittura ovvio.

Siamo molto preoccupati dell’acqua che alcuni “mulini” stanno tirando a sé, presentando situazioni irreali e cercando di tenere l’attenzione, con titoloni e paroloni, che ne raccontano un’unica visione, per denigrare un pensiero, nobile e sincero, che possiamo indirizzare verso l’ambientalismo.

Siamo molto preoccupati, perché alcuni, hanno mezzi di comunicazione che, normali cittadini, non hanno.

I commenti, da “leone o da coniglio”, che dir si voglia, che compaiono sui Social (a parte qualche parola fuori posto da cui ci discostiamo), rappresentano la punta di un iceberg, di cittadini che non trovano spazio per esprimere la loro idea o il loro pensiero, leggendo i toni irrispettosi, e partigiani, di chi vede, nella figura degli ambientalisti, un pericolo addirittura per la società.

Tralasciando la politica – perché a parlare del nostro pianeta e quindi del nostro futuro, siamo singolarmente noi i responsabili – in cui, dal livello locale al nazionale, stentiamo a riconoscerci su una determinata linea, non vogliamo nemmeno rientrare, in questo calderone accusatorio.

Torniamo brevemente sugli alberi tagliati, di cui qualcuno prima o poi dovrà svelarci le carte di un destino segnato, cercando anche di chiudere, una volta per tutte, una polemica che nasconde un ideale ben più preciso e più alto, di quello che volete mostrare al resto dei cittadini.

Non abbiamo, perché non possiamo conoscere la verità (verità che si trasforma, passando da alberi malati a alberi pericolosi, a seconda di chi interviene al discorso), e ci sembra inconcepibile, il passaggio da albero a scultura, non conoscendo lo stato di salute di pini, che apparentemente, risultavano sani.

La polemica ingigantita, sulle sculture, e presa d’assalto da alcuni per propria visibilità personale o perché spinti da chissà chi (e addirittura chiamati sulle bacheche personali di Facebook, per intervenire in loro aiuto) , senza diritto di replica, non la accettiamo.
Anche a noi piacciono quelle sculture ed apprezziamo il lavoro che sta compiendo l’associazione, che in parte non ha colto le parole in loro favore.
La polemica semmai è contro chi voleva mettere i chioschi per manutenere i giardini per risparmiare sui soldi comunali e non sappiamo come è andata a finire.

Chi ancora ci risponde che è meglio trasformare i tronchi in arte, piuttosto che in combustibile da camino, sta sviando il discorso, arrampicandosi sugli specchi.
Vogliamo sapere da quale malattia fossero affetti questi alberi, ci sembra chiaro.

Che gli alberi creino problemi per la manutenzione stradale è evidente.
Primo, perché chi asfalta le radici, compie un’azione criminosa e letale. Secondo perché chi non si appresta a fare manutenzione sugli alberi, è complice di questa azione e mette in pericolo tutti.

Se tutto ha un costo, anche abbatterli ne ha.

Ma gli ambientalisti sono sempre stati causa di qualcosa andato storto, a Ladispoli.
Pensiamo al concerto di Jovanotti spostato a Cerveteri per colpa degli ambientalisti.
Nonostante ci fossero enti pubblici a prendere la decisione, la colpa è incredibilmente ricaduta sugli ambientalisti.

Dov’è finito il giornalismo di inchiesta che informa i cittadini, indaga e racconta, con la propria cronaca, i fatti realmente accaduti?
Come mai, se gli ambientalisti sono negazionisti come quelli che non credono al Covid, questi ultimi non vengono attaccati allo stesso modo?

In una cittadina, dove tutti si conoscono, c’è spesso la volontà di alcuni a dividerci in guelfi e ghibellini, dai ladispolani di nascita con quelli di adozione.
E sono tante le persone che seguono questo pensiero. Qualcuno ti toglie il saluto, qualcuno ti addita, qualcuno ti ignora.

E ringraziamo proprio chi ha voluto scrivere contro di noi, perché ci lascia la possibilità, immensa, di fare pubblicamente domande a cui teniamo.

Come mai molte persone hanno paura di esprimere il loro pensiero personale, a Ladispoli, magari andando contro determinati personaggi?
Come mai, quando qualcuno tenta di esporsi, ci si ritrova sempre qualcuno deciso a farti cambiare idea?
Come mai, 4 negazionisti pseudo ambientalisti, capziosi, ricevono tutta questa attenzione, se parlano di fesserie e nessuno gli dà retta?
Come mai, alcuni vengono bloccati dalle pagine Facebook locali o addirittura censurati, per evitare polemiche?

Tutti pronti ad offrire caffè al bar per parlare, pur di fermare un’idea…
Coinvolgi la cittadinanza su un tema e ti ritrovi l’infiltrato speciale, pronto a metterti i bastoni tra le ruote…

È sotto gli occhi di tutti che Ladispoli non è più la città del turismo balneare ma una città in forte espansione edilizia.
E tanto cemento, non sempre è apprezzato.
Anche da chi non si occupa di ambiente ma ha scelto di vivere fuori da città caotiche.

Neanche tutte le associazioni, che continuano a nascere, riportando nomi “ambientalisti”, riescono a distogliere i cittadini da questo blando tentativo di “greenwashing”. O forse, i nomi vengono scelti per creare confusione, chissà…

L’ambientalismo per alcuni è un vero pericolo, soprattutto quando c’è necessità di tirare su più palazzine possibili.

Gli ambientalisti di Ladispoli non sono improvvisati. C’è chi propone modifiche sull’ambiente, tutt’ora in discussione al Parlamento Europeo, chi lavora con gli alberi, chi ne pianta di nuovi, chi si prende cura degli animali, chi addirittura si porta le taniche per annaffiare gli alberi perché nessuno si decide a mettere una fontanella. E anche chi si prende cura degli umani.
Senza mettere i manifesti e senza improvvisarsi, con le proprie risorse, per amore.

Piantare nuovamente dei lecci, non ha bisogno di fanfare mediatiche poiché si sta rispettando solamente la legge.
Che dire di tutti gli altri alberi abbattuti e mai ripiantati?

Ritornando a noi, senza dilungarci su un discorso ben più ampio, speriamo di essere stati incisivi e cristallini.
Altrimenti siamo disposti ad un confronto pubblico sui Social, con chi vorrà dialogare con le tante realtà e persone che hanno a cuore l’ambiente, senza interessi, spinti da un sentimento che non si può politicizzare o marchiare.

Ci avete attaccato, come vostri nemici acerrimi ma noi non abbiamo partecipato a nessuna battaglia.
Abbiamo altre proposte ed idee ed abbiamo bisogno di amici a cui tendere la mano, per ricevere altre idee e vi ringraziamo, per la visibilità che ci offrite senza chiedervela.

Sventoliamo amichevolmente, bandiera bianca.
Anzi, bandiera verde.

Aspettiamo di vedere la vostra!

ANIMAVERDE LADISPOLI