La cerimonia nella sala della Protomoteca, a settembre la mostra del centenario
Via San Cosimato, cuore di Trastevere. Il calendario segna 15 giugno del 1920: a Roma nasce Alberto Sordi. È figlio di Pietro, direttore d’orchestra e concertista presso il teatro dell’opera di Roma e Maria Righetti, insegnante, ha due sorelle, Savina e Aurelia più un fratello, Giuseppe detto Pino. Oggi sono 100 anni dalla nascita: la Mostra, organizzata per l’occasione presso la storica dimora di Piazza Numa Pompilio, è stata rinviata a settembre a causa dell’emergenza Coronavirus. Attore e regista, è una delle icone della commedia italiana.
La trafila a Cinecittà come comparsa, l’apparizione in Scipione l’Africano, doppiatore di Oliver Hardy, i successi in radio. Poi il 1953, dove Sordi conquista la critica con “I vitelloni” di Federico Fellini e con “Un giorno in pretura” di Steno, il cui personaggio Ferdinando Moriconi detto “l’americano” segna una svolta nel cinema italiano di costume. Fino al 1954, dove in un anno escono 13 film, tra cui i “Il seduttore” di Franco Rossi, “Il matrimonio” di Antonio Petrucci e “Un americano a Roma” di Steno, nel quale reinterpreta Nando Moriconi, il celeberrimo “americano” di “Un giorno in pretura”. Ottiene il “Nastro d’argento” come miglior attore non protagonista per “I vitelloni”. Senza dimenticare La Grande Guerra (1959) di Mario Monicelli.
Nel 1960 riceve il secondo “Nastro d’argento” come migliore attore protagonista e il suo primo “David di Donatello”. Poi “Tutti a casa” di Luigi Comencini, “Il vigile” di Luigi Zampa, “Crimen” di Mario Camerini e “Gastone” ultima collaborazione con Mario Bonnard. Firma un contratto in esclusiva per tre film all’anno con Dino De Laurentiis: un rapporto durato alcuni anni tra dissapori e realizzazioni di grandi progetti.
Nel 1961 altro David di Donatello e La grolla d’oro per “Tutti a casa”. Interpreta altri tre film: “I due nemici” di Guy Hamiton accanto a David Niven, “Il giudizio universale” di De Sica e “Una vita difficile” di Dino Risi.
Nel 1963 con “Il diavolo” raggiunge la notorietà negli Stati Uniti dove riceve il “Globo d’oro”; con lo stesso film vince anche “L’Orso d’oro” a Berlino. Nelle sale arrivano anche “Il boom” di De Sica e “Il maestro di Vigevano” di Elio Petri.
Nel 1966 con “Fumo di Londra”, che in Italia è accolto meglio al Centro-Sud che al Nord, riceve il “David di Donatello”. Escono altri film da lui interpretati: “I nostri mariti” (l’episodio “Il marito di Roberta” di Luigi Filippo D’Amico) e “Le Fate” (l’episodio “Fata Marta” di Antonio Pietrangeli). Sempre più interessato alla regia che alla sola interpretazione, ad agosto inizia le riprese di “Scusi, lei è favorevole o contrario?”, in cui sarà anche protagonista e co-sceneggiatore insieme ad Amidei. In televisione prende parte, con Mina e le sorelle Kessler, a “Studio Uno”.
Nel 1969 per “Il medico della mutua” riceve il “David di Donatello”. Dirige e interpreta “Amore mio, aiutami”. Nel film di Luigi Magni “Nell’anno del Signore” schizza la figura di un ingenuo frate. Mentre nel 1972 escono “Lo scopone scientifico” di Luigi Comencini e “La più bella serata della mia vita” di Ettore Scola e riceve il “David di Donatello” per “Detenuto in attesa di giudizio”.
Grande successo, nel 1977, con “Un borghese piccolo piccolo” diretto da Mario Monicelli: l’interpretazione gli varrà il “David di Donatello” e “La grolla d’oro. Nel 1979 ece “Il testimone” di Jean-Pierre Mocky, girato in Francia. In televisione, su Raidue, dal 18 marzo al 22 aprile ogni domenica sera alle 20,45, va in onda la serie “Alberto Sordi – Storia di un italiano”, selezione di spezzoni dei suoi film e di brani di repertorio dell’Istituto Luce relativi alla storia italiana ed europea del Novecento. Gli elevatissimi indici di ascolto si aggirano intorno ai 12 milioni di spettatori a puntata. A Roma riceve un altro riconoscimento americano: Rosalyn Carter gli conferisce la cittadinanza onoraria di Plains, in Georgia. Durante le riprese de “Il malato immaginario”, di Tonino Cervi, tratto da Molière, prepara “Storia di un italiano II serie”. Questo secondo ciclo di 6 puntate, in onda dal 4 novembre al 9 dicembre sempre su Raidue, continua a riscuotere grande successo.
Durante il Natale del 1980 escono due film: “Io e Caterina” di cui è regista e interprete e “Il marchese del Grillo” diretto da Monicelli. Raidue trasmette la III serie di “Storia di un italiano” in 8 puntate dal 19 aprile al 7 giugno 1981.
È poi la volta del 1982. Nel film “Io so che tu sai che io so”, di cui è anche regista, si ricostituisce la coppia Alberto Sordi – Monica Vitti. Nell’estate, sempre su Raidue, vanno in onda le repliche della prima e seconda serie di “Storia di un italiano”. Il programma continua a riscuotere notevoli successi. A Natale sbanca i botteghini con “In viaggio con papà” nel quale si incontrano/scontrano due diverse generazioni di comicità “alla romana”: quella di Sordi e quella di Verdone.
Nel 1986 altro grande successo arriva con il film “Troppo forte” in cui Albertone è diretto da Carlo Verdone. Va in onda su RaiDue per 11 puntate la IV serie di “Storia di un italiano”, curato dallo stesso Sordi e da Nicoletta Leggeri, che raggiunge, come sempre, elevatissimi indici di ascolto. In primavera, il Museum of Modern Art di New York organizza la “Comedy, italian style”, una manifestazione cinematografica durante la quale vengono proiettati circa 60 film in lingua italiana con sottotitoli in inglese. All’inaugurazione gli ospiti d’onore sono Alberto Sordi e Monica Vitti. La rassegna viene estesa ad altre città: Berkeley (San Francisco), Los Angeles, Boston, Chicago e Houston. Nel mese di settembre a Darfo-Boario Terme, in Val Camonica, viene incoronato “Re della risata” durante il “Funny Film Festival”.
E ancora film, fino al 1997, quando Los Angeles e San Francisco gli dedicano una rassegna di 24 film. La manifestazione riscuote talmente tanto successo da essere considerata da Sordi il suo maggior riconoscimento alla carriera.
Il giorno dei suoi 80 anni, il 15 giugno 2000, fu sindaco per un giorno. Nella Sala della Protomoteca – oggi alle 11,30 – verrà ricordato. È morto a 82 anni, il 24 febbraio 2003, ma è ancora tra noi. Mito, leggenda, unico.
In due parole: Alberto Sordi.
