“I punti di riferimento economico di questa città, sono stati nel tempo, porto, commercio o terziario più in generale,enel e Fondazione Cariciv. Il porto con andamento altalenante, è stato l’elemento trainante:per ragioni che non sto a specificare, e per colpe esclusivamente politiche, non è mai riuscito a fare sinergia con la città;Civitavecchia è ancora una città con il porto, ma non una città porto.
Anzi troppo spesso sono mancate politiche comuni, policy sinergiche, piani regolatori, progettualità che andassero nella stessa direzione; la città ha visto il porto come una isola felice, mentre Le veniva lasciato inquinamento, traffico.
Il commercio ,in un tempo aureo, faceva da ammortizzatore sociale al porto; quando non si lavorava gran parte dei banchi del mercato erano gestiti da famiglie portuali; il mercato aveva una funzione sociale preponderante, e dava linfa a tutto il sistema commerciale della città.Un rilevante sistema commerciale ,che solo in parte aveva avuto una ulteriore spinta dalle crociere, trovate per caso e senza mai essere stati capaci di intercettare le enormi ed incredibili potenzialità.
Un terziario che per numero di aziende e per occupazione è il primo settore economico di questa città,ma sottostimato e relegato al ruolo di cenerentola economica.
Ricordo solo per capire meglio,come è stato ridotto il mercato, vero centro commerciale naturale, da tutte le varie giunte ,e di come molti problemi tipici di un settore(decoro urbano,pulizia,dehors) siano state irrisolte e diventati problemi eternizzati.
L’Enel ha avuto nel passato una funzione occupazionale rilevante, devastando però la parte più bella, turisticamente, della nostra città, e con la scellerata scelta del carbone in pratica ha messo un macigno sullo sviluppo turistico,e su quella vocazione turistica che la città aveva nel passato.
La scelta di una nuova centrale a gas, sarebbe una scelta scellerata e alternativa a quella turistica; una creazione di un “bosco di ciminiere” renderebbe impossibile uno sviluppo
termale,turistico,tantomeno la possibilità di una creazione di una marca turistica, di un vero sistema turistico, con le città vicine.
La fondazione che nel passato aveva avuto un ruolo primario nella cultura e nel sociale, forse andando oltre ai propri scopi sociali, spesso si era sostituita ad una politica incapace, oggi vive una situazione di difficoltà; avrebbe avuto un ruolo determinante da un punto di vista sociale e sanitario.
Di questi punti di riferimento ne rimane in condizioni accettabili solo uno:l’Enel,che a mio avviso dovrebbe andarsene o solo investire nel no fossile, in un territorio devastato e che per anni ha avuto servitù di ogni tipo.Forse l’unico che risente meno della crisi.
Commercio,turismo,vivranno situazioni tragiche, con il rischio di vedere una città priva della propria identità, con eccellenze che vivranno periodi di panico, nell’incertezza della
riapertura,con le mancate entrate del crocierismo,e con mesi di chiusura che si ripercuoteranno sui bilanci.
Il porto, con l’indotto,i servizi di trasporto ,rischia di vivere una situazione di sbando ,e di impossibilità di ripresa; passeranno mesi, prima di recuperare, con bilanci anche in questo caso in rosso profondo.
Senza interventi, nei prossimi mesi questa città, avrà cassa integrazione,dove possibile, chiusura di imprese che davano occupazione, dissesto di un sistema sociale senza precedenti.
Ci troviamo davanti ad un qualcosa di epocale, che non ha riscontro nel passato.Qui ci troviamo davanti alla scomparsa di domanda ed offerta che andrà a colpire in gran parte quei settori che in questa città erano primari e senza alternativa.La situazione sarà difficilissima, il tasso di disoccupazione sarà altissimo(già lo era senza la crisi).
Bisogna prendere decisioni al di fuori di quelle che sono le risposte classiche,perche non si tratta di una crisi classica.
Avviene per questa città quello che avviene per il porto:alternativo alle crociere non c ‘è niente, ne’ tantomeno merci.Alternativi ai 4 punti esposti non c’è’ niente ,tantomeno un reale tessuto industriale ed agricolo, che possa funzionare da ammortizzatore.
Ci troveremo in balia di marosi mai sperimentati.Bisogna farsi trovare pronti, e che non succeda come è successo dal punto di vista sanitario
Istituzioni,amministrazione,sindacati imprese,,tutte le intelligenze si comportino come contro il corona virus.Ne va del tessuto economico e sociale, dello sviluppo.
O meglio della sopravvivenza di questa città”.
Tullio Nunzi – Meno Poltrone Più Panchine
