“Come avrete avuto modo di leggere questa mattina, la riapertura delle scuole si è caratterizzata per l’ennesimo disservizio del Campidoglio: le mense sono andate in tilt. Tante bambine e tanti bambini hanno ricevuto con estremo ritardo un pasto freddo e in molti casi, addirittura, non hanno mangiato affatto. La gestione tutta centralizzata dal Campidoglio ancora una volta si dimostra non sostenibile per la nostra città”. Questo il duro intervento di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII.
“La storia è semplice – ha continuato – un appalto voluto e gestito totalmente dal Campidoglio e che sarebbe dovuto partire nel 2017 diventa operativo solo oggi, dopo 3 anni, e per un brevissimo periodo. L’accordo sindacale per il passaggio del personale dal vecchio al nuovo appalto (che scadrà già a giugno) è stato siglato a fine anno ma alla ripartenza il mancato coinvolgimento diretto dei Municipi ha prodotto disservizi almeno sulle scuole di 6 diversi quadranti della città”.
“Da parte nostra ci eravamo mossi già a dicembre quando il Municipio aveva provveduto al recupero delle eccedenze alimentari presenti nelle cucine per evitare che andassero distrutte, distribuendole assieme alle ACLI alle famiglie bisognose. Per questo non abbiamo fatto passare questo ennesimo disservizio cittadino nello sconforto di una città che non funziona più – ha specificato – ho chiesto immediatamente conto alla ditta appaltatrice di quanto accaduto e li ho convocati in Municipio ricevendo rassicurazione che episodi del genere non si ripeteranno. Noi andiamo avanti per liberare Roma e per rimettere la scuola al centro del villaggio, per tutta un’altra città”.
“Il servizio di ristorazione educativa e scolastica risulta regolare su tutto il territorio. Ringrazio gli uffici capitolini, gli operatori e tutte le persone che si sono impegnate in questo storico cambio appalto. Abbiamo messo fine al meccanismo delle proroghe sine die, ristabilendo un virtuoso meccanismo di mercato a tutela del servizio, dei lavoratori, dei bambini e di tutti i cittadini”. Così l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.
“Si tratta infatti – ha continuato – di una delle più complesse gare per la ristorazione scolastica in ambito comunitario, che riguarda un bacino di circa 150 mila utenti tra bambini dei nidi e alunni delle scuole. Ricordo che l’intera procedura è stata sottoposta alla vigilanza dell’Anac proprio al fine di garantire massima trasparenza”.
“Ritengo – ha aggiunto – quanto mai grave utilizzare isolati casi di disservizio di ieri per disseminare dichiarazioni ingiustificatamente allarmistiche sull’intero cambio appalto. Voglio rassicurare le famiglie sull’attivazione di verifiche specifiche, nell’ambito del monitoraggio già programmato su tutta la città”.
