I freddi numeri che arrivano dalle urne dicono – oltre a chi si contenderà lo scranno di primo cittadino a palazzo del Pincio – che qualcuno è stato premiato, qualcuno invece bocciato. Ecco il responso.
Tedesco vince ma non stravince. Avesse tagliato il traguardo del 50%+1 dei voti sarebbe stato un trionfo il suo, con la vittoria al primo turno. Nel ballottaggio del 9 giugno con Tarantino parte avanti, dovrà mantenere il distacco.
Tarantino bene, non benissimo. Il medico porta a casa un 22% che lo manda al confronto diretto con Tedesco. Era la speranza sua di arrivare al ballottaggio, c’è riuscito anche se la percentuale è bassa avendo nel suo contenitore praticamente l’intero centro sinistra cittadino.
Lucernoni bocciata. Forse le avrà portato sfortuna quell’hashtag #promossi spammato in giro sui manifesti e sulle grafiche (poi rimosso) ma sta di fatto che quel giudizio autoreferenziale si è rivelato quanto meno azzardato. Ma a parte tutto, dopo cinque anni filati di amministrazione – e di vice sindaco per la candidata – si è tornati alla stessa percentuale del primo turno 2014. In altre parole, come se non fosse successo niente. Evidentemente la città ha valutato negativamente l’esperienza grillina al Pincio.
Petrelli vince ma… “la città è irriconoscente”. Come ha detto in diretta a Terzobinario.it “i civitavecchiesi non hanno capito il io messaggio e sono stati penalizzato dalla tiritera con Grasso”. Il 7,5% per un civico senza nessuno alle spalle rimane una bella medaglia da appuntarsi sul petto.
Mele e Di Francesco ci hanno provato. Per gli esponenti rispettivamente di Casapound e La Sinistra rimane l’esperienza della candidatura.
Fra i partiti, la Lega pareggia con Forza Italia e di per sé è una notizia per le camicie verdi e per gli azzurri. Il Pd è 7 punti sotto il dato nazionale, segno che la ricostruzione è ancora agli inizi. Il M5S precipita e sfiora lo schianto, salvato solo dal governo cittadino.
