A Ladispoli sei strutture confiscate alle mafie, una a Cerveteri. I sindaci: "Non lo sapevamo" • Terzo Binario News

A Ladispoli sei strutture confiscate alle mafie, una a Cerveteri. I sindaci: “Non lo sapevamo”

Giu 3, 2013 | Cerveteri, Ladispoli, Politica, Senza categoria

statistiche_beni_confiscatiChi sostiene che nel nostro territorio la mafia non esiste si sbaglia. Nel Lazio gli immobili confiscati alla criminalità organizzata sono più di 645 e nella sola provincia di Roma 479, di cui 335 a Roma e 144 nel resto della provincia.

E Ladispoli? Anche nella città costiera ci sono sei beni confiscati alla criminalità organizzata. Nel dettaglio si tratta di cinque abitazioni, tra cui una villa, e un fabbricato. Di questi due risultano in gestione e quattro sono etichettati come “immobili destinati consegnati” con ente destinatario “ministeri”. I dati sono contenuti nel sito dell’ANBSC, l’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei Beni confiscati alla criminalità organizzata, che non ha voluto fornirci maggiori dettagli.

L’agenzia è stata istituita con decreto legge n.4 del 4 febbraio 2010 alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno per gestire l’enorme quantità di beni sequestrati alle mafie. La struttura, cui è assegnato un contingente di trenta unità di personale, ha sede principale a Reggio Calabria e sedi secondarie a Roma, Palermo, Milano e Napoli. A capo dell’Agenzia Nazionale è nominato un Prefetto.Visto il gran numero degli immobili ancora da destinare e stando alla relazione dell’agenzia, le risorse umane che vi lavorano sono insufficienti rispetto alla mole di lavoro da fare. 

I beni sequestrati alla mafia, grazie alla legge 109/96, devono essere destinati a un uso sociale e non devono essere rivenduti per evitare che, attraverso stratagemmi e manovre, possano tornare in mani mafiose.

anbsc

Molti gli esempi di immobili sottratti alla criminalità e restituiti ai cittadini. A Roma decine di beni sono stati acquisiti dal Comune e da associazioni. Esemplare il caso dell’attuale Casa del Jazz creata nel 2002 in una villa Nel 2002 una villa da 10 milioni di euro in via di Porta Ardeatina. Apparteneva alla banda della Magliana, sequestrato a Enrico Nicoletti, ex cassiere del gruppo criminale.

Roma con è la settima provincia in Italia per beni confiscati alle mafie, tra immobili e aziende, e il Lazio, nella stessa classifica, è la sesta regione. Eppure, tranne qualche caso isolato, di questo patrimonio si sa poco o nulla. Per colmare questo deficit di conoscenza e d’informazione nel 2011 è stato avviato il progetto ‘Riprendiamoci il maltolto’, che ha preparato un dossier sull’attività di ricerca e monitoraggio sui beni confiscati e consegnati nel Comune e nella provincia di Roma. L’iniziativa era stata promossa dalle associazioni Libera, Equorete, Action per i diritti, Cnca del Lazio, daSud Onlus e Gioventù Attiva.

CRESCENZO PALIOTTA

Il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta

A Ladispoli il sindaco era conoscenza solo di una villa a Marina di S. Nicola, appartenuta a esponenti vicini alla Banda della Magliana, sulla quale quasi dieci anni fa il Ministero aveva deciso di gestirla direttamente per i suoi servizi.

Dopo la segnalazione del nostro giornale, il sindaco Crescenzo Paliotta si è subito attivato inviando una lettera all’ANBSC per chiedere informazioni sui beni presenti nel comune. Per un Comune che spende centinaia di migliaia di euro in affitti per le scuole e per i locali come quello di via delle Azalee dove andrà la Polizia municipale, sarebbe una manna dal cielo poter disporre di tali immobili.

“Abbiamo preso atto della presenza di tali immobili – ha affermato il sindaco – e abbiamo inviato una lettera all’Agenzia per chiedere quali criteri abbiano seguito per l’assegnazione dei quattro immobili già dati in gestione e che vengano destinati al Comune gli altri due ancora da destinare”.

Anche a Cerveteri risulta un immobile confiscato. Il sito dell’agenzia indica come ente destinatario il Comune, che però non è a conoscenza della disponibilità di tale bene. “Sapevo della presenza a Valcanneto di una villa appartenente a esponenti vicini alla Banda della Magliana, ma credo sia stata poi restituita – ha detto il sindaco Alessio Pascucci – mi impegno comunque a reperire informazioni il prima possibile”.