“La vicenda Royal Bus ha portato alla luce il caso “Port Mobility”: manager dall’ignoto curriculum da 20 mila euro al mese che portano tutti lo stesso cognome e lavorano nella stessa realtà. E’ inconcepibile in una concessionaria che agisce in un settore pubblico, con tariffe pubbliche e vincolate in regime di assoluto monopolio e senza alcun rischio mercato”.
Lo dichiarano congiuntamente l’ex sindaco Pietro Tidei e Fabio Angeloni responsabile Economia del PD provinciale che proseguono: “Questa è la pessima eredità della precedente gestione ed è chiaro che il PD non c’entra. Quindi ora fa bene il presidente Di Majo a metterci le mani, stabilendo un tetto per gli stipendi da favola di Port Moblity e delle altre Concessionarie dove pressappoco la situazione è la stessa”.
“Non dimentichiamo – ricorda Tidei- che il presidente dell’Authority è stato indicato dalla Regione e nominato dal Governo. Deve rispondere cioè a Zingaretti e Del Rio e, se non agisce in fretta, rischia di mettere entrambi in difficoltà in piena campagna elettorale”.
“Attualmente – precisa Angeloni – un euro su 10 sborsato dai croceristi va nelle tasche di questi presunti manager e dei loro consulenti (un milione e 200 mila euro l’anno). Si tratta di un quarto del totale delle spese del personale con troppe differenze tra dirigenti-tutti-parenti e i comuni lavoratori”.
