
Sabrina Anselmo
La nota della sindaca Anselmo circa la sua condanna per calunnia nel 2008 apre degli scenari ancora più complessi di quelli delle ore che hanno preceduto il comunicato.
Prima di tutto l’ammissione da parte dell’amministrazione dell’inadeguatezza nel gestire situazioni così delicate pone seri interrogativi sul futuro di questa amministrazione. Perché è illogico dire che quello che sta accadendo non può avere interpretazioni politiche e non solo a carattere locale, ma anche a carattere nazionale, in quanto il Movimento sarebbe minato proprio nei principi di onestà e trasparenza su cui si fonda.
L’altro aspetto è l’ammissione del fatto che si è cercato fino a venerdì scorso di negare, con la famosa sfida alla pubblicazione del casellario giudiziale. Un fatto che, come hanno tutti commentato, non aveva alcun senso, mentre il nocciolo della questione era la veridicità o meno della sentenza divulgata. Una veridicità confermata sulla quale però si cerca di trovare addirittura una giustificazione quando si dice che “la questione nacque da una denuncia fatta dalla stessa per smarrimento di assegni (patteggiato in primo grado, per sopravvenuta impossibilità economica nel proseguire la causa) avanzata alla luce di sospetti concreti e con un fondamento, se li avesse “saputi innocenti” non avrebbe sicuramente agito in tal senso”. Perché, se le parole appena riportate sono da attribuirsi alla sindaca colpevole, vi sarebbero gli estremi per ritenere di nuovo colpevoli le vittime di allora, in una sorta di calunnia nella calunnia.
A tratti ingenua la scusa per la quale di tale procedimento sarebbe stato tenuto all’oscuro del Movimento. Infatti ogni questione o condanna è comunque un fatto personale a meno che non sia commesso contro la pubblica amministrazione. Ma in questo caso una condanna comporterebbe di fatto un’interdizione dai pubblici uffici e la questione sarebbe non di carattere procedurale del Movimento, ma di carattere giurisprudenziale.
Altra banalità il fatto che un’episodio del genere non “ha precedenti nel nostro paese”. Affermare questo significa quasi non conoscere la storia della nazione in cui si vive.
Ma in attesa di un pronunciamento ufficiale del Movimento 5 Stelle nazionale, se da un lato sembra un atto conciliatorio il fare dietrofront sulle accuse a Virginia Raggi, dall’altro dire che l’amministrazione andrà avanti con o senza movimento è un atto che difficilmente Grillo & Co possono accettare, così come gli elettori. Non tutti infatti hanno dato il voto alle persone, in tanti l’hanno dato proprio per l’appartenenza al movimento.
Tutti i consiglieri dell’amministrazione Anselmo sono disposti ad essere epurati? Questo si vedrà, resta il fatto che in pochi riusciranno ad accettare scuse sulle quali si cerca disperatamente di arrampicarsi agli specchi.
Caso Anselmo, gli eletti: “L’amministrazione andrà avanti con o senza Movimento 5 Stelle”
