Sciopero della sete per salvare il lago di Bracciano • Terzo Binario News

Sciopero della sete per salvare il lago di Bracciano

Giu 25, 2017 | Ambiente, Bracciano, Città, Comune

Sciopero della sete per salvare il lago di Bracciano. A promuovere l’iniziativa è stato il presidente nazionale del movimento ecologista Ecoitaliasolidale. “L’emergenza siccità di questi giorni – ha detto Benvenuti – rappresenta una delle grandi criticità sottovalutate e che tra le altre cose sta facendo morire proprio di ‘sete’ il lago di Bracciano nel Lazio. Per questo ho deciso da oggi di fare lo sciopero della sete per chiedere di bloccare immediatamente la captazione delle acque dal bacino di Bracciano”. 

E tra le situazioni critiche, cè proprio quella del lago di Bracciano, a grave rischio a causa della siccità e delle captazioni da parte di Acea. “Per questo – ha detto il presidente di Ecoitaliasolidale – ho deciso personalmente di intervenire con un’iniziativa simbolica come quella dello sciopero della sete siano a quando non vi saranno interventi adeguati per la salvaguardia del valore ecostitemico e delle bellezze ambientali e paesaggistiche del lago di Bracciano. Il tutto affinché finalmente si prenda atto dei gravi ritardi nella prevenzione del territorio e la tutela ambientale venga messa al primo posto e considerata solamente davanti all’ennesima emergenza”. 

Ad aderire alla protesta non sarà solo Benvenuti, ma tutti i dirigenti apicali di Ecoitaliasolidale. “Vogliamo che si rifletta sulle tematiche inerenti la dispersione delle risorse idriche, una delle cause è che gli acquedotti in Italia sono ormai per il 60% realizzati oltre 50 anni fa, con una dispersione media pari al 35%. A Roma la dispersione è del 44,4%, a Frosinone oltre il 75% mentre i cittadini utenti pagano in bolletta quote per l’ammodernamento delle reti idriche. Per intenderci – ha spiegato Benvenuti – mediamente in Italia su 100 litri se ne sprecano 35”. E poi c’è il problema della qualità delle acque superficiali “e quindi dell’inquinamento da pesticidi che raggiunge una percentuale del 63,9% con punte, secondo i dati Ispra, del 95%. Una situazione globalmente preoccupante che oltre alle buone pratiche da distillare ai cittadini andrebbe affrontata con largo anticipo, con una programmazione adeguata fatta di interventi operativi e adeguate risorse”. Per Bevenuti, vista la situazione, i provvedimenti presi dalle amministrazioni comunali per arginare il problema (le ordinanze anti-spreco) “sembrano inutili”.