Riceviamo e pubblichiamo – Dopo aver confinato in un cassetto il progetto per il Centro Storico di Cerveteri del Premio Oscar Gianni Quaranta, approvato dalla stessa amministrazione Pascucci, al suo esordio, uguale la sorte toccata alla progettazione de “La città ideale” firmata dal professor Paolo Portoghesi, destinata a sorgere in località Beca-Zandra. Un progetto che prevede un Centro Culturale per il Comune, un grande Centro Sportivo,un albergo, una multisala, un teatro, una sala concerti per i cittadini ceretani che ad oggi non dispongono nemmeno di una di queste provvidenze. Tra l’altro Sforza Ruspoli al quale va il merito di aver chiamato a Cerveteri un’alta personalità come Portoghesi, architetto di fama mondiale, si stava adoperando per creare in quell’area Beca- Zandra una Universita’ Internazionale che avrebbe consentito ai giovani ceretani di studiare nella loro città.
Una progettazione assai completa, dunque, dell’esimio architetto che, caldeggiata, a suo tempo da Pascucci ed apprezzata dalla Regione Lazio, è stata illustrata ai giornalisti e alla cittadinanza il 5 giugno nella sala del Cavallino Bianco alle 11,30. Con l’effetto di aver prodotto sconcerto e rammarico tra gli astanti per il suo incredibile accantonamento, data la conclamata fama dell’autore e la bellezza dell’importante ideazione. Dire che tale progetto che si adagia sulla Beca con sublime leggerezza, era inserito, fin dal 2013 tra le opere da realizzare come mostra la lettera che riproduciamo dell’allora direttore dell’area urbanistica, Ferrante, il quale si dimise per motivi che ignoriamo. “La città ideale” di Portoghesi, da quattro anni e più é stata, dunque, messa in sonno da Pascucci.
E tuttora dorme profondamente nei cassetti del Comune mentre il sindaco uscente, dal 2014, quando si è verificato un suo cambiamento di rotta, non ha avuto altro che un chiodo fisso: mettere in atto i più svariati tentativi per sanare l’insanabile lottizzazione abusiva Ostilia del Gruppo Bonifaci. Basta prendere visione di talune delibere comunali nonchè di sue dichiarazioni che tuttora nuotano nel web per rendersene conto. Si è impegnato oltremodo in questa impresa impossibile visto che l’abusivismo di una lottizzazione non può essere sanato, ma Pascucci sembra non aver voglia di demordere, chissà perché. Certo è che l’Ostilia è inserita finanche nel nuovo piano regolatore, quello varato dal sindaco uscente il due maggio scorso. Ci vuole, da parte sua, una bella faccia tosta per attribuire ad altri la volontà di far colare il cemento a gò gò nelle campagne quando la cementificazione prevista dal piano regolatore pascucciano, emesso, oltretutto, in prossimità delle elezioni amministrative, è di ben 450mila metri cubi. Roba che ingoierà parte delle cantine sociali degli agricoltori ceretani, visto che prevede un mastodontico centro commerciale nonchè una selva di innumerevoli palazzine di venti metri ciascuna che cancelleranno per sempre l’area artigianale.
A proposito si mormora che quest’area, nata su iniziativa di Giuseppe Giordano della FederLazio, avrebbe ricevuto un contributo della Regione destinato all’attività degli artigiani. Ma tornando alla colata di cemento di Pascucci ( e che colata!) , la località prescelta dista solo mille metri da dove doveva sorgere “La città ideale” di Portoghesi. Ed è francamente stupefacente che sia possibile in questo nostro paese che non tutela il decoro urbanistico cancellare un’ideazione di grande respiro firmata da un’eccellenza italiana, per varare a poca distanza un mostro di calce e struzzo con una densità otto volte superiore. Sempre con l’Ostilia di mezzo.
