Dal primo febbraio scorso la discarica di Cupinoro non riceve più i rifiuti dai comuni. Un blocco dovuto quanto improvviso, annunciato dalla Bracciano Ambiente poco più di una settimana fa.
I comuni sono corsi ai ripari trovando nel giro di poche ore un nuovo sito dove conferire i propri rifiuti, onde evitare una vera e propria emergenza rifiuti. Alcuni di questi, tra cui Cerveteri e Ladispoli, hanno individuato in Aprilia una soluzione temporanea, che comporterà nel frattempo un aggravio di costi per i cittadini.
L’obiettivo per chi si preoccupava dell’ambiente è stato raggiunto. La discarica è ferma, ma difficile cantare vittoria in quanto ci sono ancora una serie di nodi da sciogliere prima di dire fine alla discarica di Cupinoro.
L’AMPLIAMENTO IN SOSPESO – Il primo riguarda l’ampliamento, richiesto dalla Bracciano Ambiente e sponsorizzato dal Sindaco Sala presso la Regione Lazio. Il piano aziendale della partecipata fa perno sulla questione rifiuti ed al momento il rilascio dell’AIA per l’ampliamento VAIRA-1 è fermo. Da un lato c’è il pesante parere del MIBACT, che si oppone con parole pesanti come macigni all’autorizzazione concessa dal Comune di Bracciano per la realizzazione delle prime opere infrastrutturali necessarie all’ampliamento. Dall’altro ci sono i 3 ricorsi pendenti al TAR, promossi da associazioni e dai comuni di Ladispoli e Cerveteri.
IL FUTURO DELLA BRACCIANO AMBIENTE – Dall’altro c’è la questione societaria. Come intende trasformarsi la Bracciano Ambiente dal momento in cui Cupinoro non fungerà più da salvadanaio? Al momento questa risposta interessa non solo i cittadini di Bracciano. Il default della partecipata ricadrebbe come un macigno sul bilancio comunale, ma anche sui dipendenti della stessa società. Quanti posti di lavoro si perderanno una volta che Cupinoro non sarà più attivo?
I PROSSIMI PASSI – Tra i consiglieri comunali Elena Rosa Carone insiste da tempo per la redazione di un piano B della Bracciano Ambiente, proprio in previsione di un momento di stallo come questo. La consigliera comunale ha richiesto formalmente lo scorso 31 gennaio una conferenza dei capigruppo che abbia come scopo la convocazione di un consiglio straordinario aperto alla cittadinanza. La stessa richiesta è stata rivolta da un gruppo di cittadini.
Vedremo nei prossimi giorni la linea che seguirà il Sindaco Sala. Per ora tutto tace.


