Vigili del fuoco senza servizio mensa, Ciofi (Fns-Cisl): “Vertenza a ogni livello finché non ci sarà un pasto degno” - Terzo Binario News

Il segretario generale di Roma Capitale e Rieti: “La mensa è un diritto inalienabile”

di Claudio Bellumori

Il dibattito è aperto. “Il Dipartimento del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha eliminato il servizio mensa e imposto il buono pasto ai Vigili del Fuoco operativi del Lazio. Una scelta assurda e mortificante. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione e chiediamo un intervento dei parlamentari del Lazio per porre fine a questa assurdità e ridare alle lavoratrici e i lavoratori il servizio finora previsto”: questo quanto detto nei giorni scorsi da Fp-Cgil, Fns Cisl e Confsal di Roma e Lazio, in seguito alle decisioni prese dal Dipartimento facente capo al ministero dell’Interno. I pompieri, in pratica, nella giornata di servizio (turni dalle 8 alle 20 o dalle 20 alle 8) dovranno rinunciare al regolare servizio mensa e consumare il loro buono pasto in un esercizio pubblico.

Caos servizio mensa per i Vigili del fuoco

Terzo Binario ha interpellato Riccardo Ciofi, segretario generale Fns-Cisl Roma Capitale e Rieti, che ha commentato: “Dopo le carenze di organico e degli automezzi, dal primo maggio è stata aggiunta un’altra tegola: il servizio mensa”.

Le difficoltà

“Ci sono difficoltà sulla questione mensa anche in altri comandi, vedi Rieti, Frosinone e Latina – ha detto Ciofi – il nuovo cambio appalto è per il triennio 2021-2024”. Ma cosa succede in concreto? Restando al Comando di Roma, questo è il quadro: “Cinque sedi operative (Monte Mario, Palestrina, Subiaco, Velletri, Prati) avranno il buono pasto solo la sera. Altre 11 sedi (Anzio, Bracciano, Cerveteri, Colleferro, Eur, Frascati, Ostia, Sommozzatori, Tivoli, Campagnano, Fluviale) avranno il buono pasto sia a pranzo che a cena. In pratica, il pompiere deve pensare in autonomia al pasto di servizio. È chiaro – ha proseguito – che non è questa una strada percorribile. Rimanendo al Comando di Roma, facciamo 55mila interventi all’anno. Ci sono sedi che effettuano 3500-4mila interventi in dodici mesi”.

Il diritto alla mensa “è inalienabile”

Il diritto alla mensa, per il segretario Ciofi, è “inalienabile. Il primo maggio, tanto per rendere l’idea, il personale di alcune sedi operative – come Anzio e Cerveteri – non ha effettuato un pasto completo nel turno di dodici ore. Oggi alcune sedi si sono appoggiate a quelle limitrofe, come ha fatto Cerveteri con Civitavecchia (quest’ultima ha il catering completo) o Anzio con Pomezia ma stiamo parlando di provvedimenti tampone. Non c’è una garanzia per la salute e la sicurezza. I vigili del fuoco non sono impiegati, non svolgono un lavoro sedentario, hanno bisogno di un determinato apporto calorico”.

La vertenza

“Bisogna trovare una soluzione – ha terminato Riccardo Ciofi – anche fossero soluzioni interne. La vertenza andrà avanti, a ogni livello, finché non ci sarà erogato un pasto degno”-

Pubblicato domenica, 2 Maggio 2021 @ 22:35:31     © RIPRODUZIONE RISERVATA