“Durante il carnevale gli uomini indossano una maschera in più” (Xavier Forneret). Carnevale è da poco finito ma un richiamo ci stava bene, perché ora cadono alcune maschere e qualcosa diventa più chiaro.

Così crediamo sia chiaro a tutti ormai che le mille bufale preelettorali raccontate dal sindaco Grando abbiano chiarito che il bel giovane faccino pulito che si presentò alle elezioni del 2017 invocando il Grando Cambiamento fosse una maschera.

Infatti già pochi mesi dopo essersi accomodato in poltrona, egli si palesò come semplice continuazione dello stesso sistema cambiando qualche pedina ed aggiungendo al nutrito gruppo di soliti beneficiari del potere qualche personaggio a lui vicino.

Ma oggi sono cadute anche le maschere di quelli che continuano a fare opposizione urlata o dal retrobottega, per coprire le proprie pesanti responsabilità su quello che stiamo vivendo.

Andiamo al sodo di questi giorni visto quello che sarà il prossimo Consiglio Comunale.

La variante di PRG e la colata di cemento che oggi vediamo è sostanzialmente stata impostata nel 2010 dal sindaco Paliotta e non è cambiata di molto se non per qualche peggioramento.

Grando, dopo aver vinto le elezioni con le trombe del Grando-Cambiamento si è allineato, ha, forse, ridotto i residenti ma ha peggiorato la distribuzione delle cubature e non può certo dire che sia a proprio svantaggio. Purtroppo alcuni di quelli che oggi si stracciano le vesti contro questo o quel singolo piano integrato non hanno titolo morale visto che votarono la variante Paliotta che è la radice di tutti i mali cementizi che vediamo oggi a Ladispoli. Grando ne è solo stato prosecutore peggiorativo, e nel secondo mandato addirittura rafforzato da chi di Paliotta era vicesindaco, tanto che le cose sono andate più speditamente e si sta addirittura completando la VAS.

Per questo motivo riteniamo che alcuni argomenti siano soltanto falsi obiettivi che, in realtà distolgono da quelli che ci sembrano i problemi reali che andrebbero discussi. Innanzitutto la VAS non è stata approvata e Grando ha incassato una serie di prescrizioni che ora vedremo se siano state soddisfatte o si sia piazzata la solita foglia di fico a coprire le pubenda ma lasciando scoperta la sostanza contestata dalla Regione, risolta mandando avanti il solito consulente ex di Regione a mo’ di ambasciatore coperto dal solito politico. Passiamo al problema Centri commerciali via Aurelia km 38 più ora 37.

Il problema è stato creato dalla variante Paliotta, confermata da Grando, che ha accettato che l’area passasse da agricola a D3 ‘Sviluppo Produttivo’ oggi il proprietario può farne ciò che vuole nei limiti della legge. Per bocciare la sua proposta servivano allora argomenti che nessuno però ha trovato. Magari scopriamo che chi fa battaglie ‘politiche’ sull’Aurelia evita poi di girarsi verso Punta di Palo dove lo scempio urbanistico, anch’esso cominciato con la variante Paliotta e terminato, in peggio, dalla variante Grando, ha fatto perdere posti di lavoro per le aree ricettive.

Ed è facile trovare qualche conflitto di interessi. Con strutture ricettive molti ragazzi, magari dell’alberghiero, avrebbero potuto trovare lavoro evitando di andare a cercarlo altrove e portando tasse da utilizzare per buoni scopi. Viceversa vediamo discutere poco degli altri temi che abbiamo più volte portato su queste pagine. Il PUA che ancora langue nelle sabbie mobili. Il tema del numero di licenze edilizie, o autorizzazioni, a favore di soggetti riconducibili alla famiglia del sindaco, come lamentato da Ladispoli Attiva.

A tal proposito abbiamo scoperto una vivace attività in via dell’Infernaccio dove però ricostruire i fatti reali sarà più facile ora che una sentenza di cassazione ha reso possibile utilizzare le immagini di Google Hearth per scoprire l’evoluzione dei territori (https://www.altalex.com/documents/news/2022/11/28/fotogrammi-google-earth-prove-documentali-interviene-cassazione).

Questa sentenza potrebbe tornare molto utile per la Cenerentola di Ladispoli, ovvero il Piano di Lottizzazione Olmetto, pieno di lacune e strane nuove costruzioni. Olmetto che attende fra le proteste di alcuni lottisti che hanno addirittura accusato, da queste pagine, di falsi negli atti. Cambiando argomento non ci risulta che qualcuno sia riuscito ad approfondire la strana storia del Concerto di Capodanno sulla quale, al di là della riuscita garantita dal nome e non certo dall’amministrazione, pesano dubbi gravi di spese pazze e poco compatibili con le regole della spesa pubblica perché di soldi pubblici si parla.

La Pro Loco sembra quasi diventata un nuovo Centro di Costo del Comune ma somiglia più ad una nebulosa visto che non è tenuta la rispetto delle stesse regole ed è certamente più facile spendere da lì che dagli uffici comunali.

Sul Gotha, al di là delle parentesi nuziali che vi si svolgeranno, non si è più parlato dell’immotivato silenzio dei vigili urbani che ha permesso di partire con una struttura che ricade in una zona per la quale esistevano vincoli. Operazione bissata subito dopo da un’altra struttura riconducibile ad un altro famoso ex amministratore anche se di altra sponda.

Continuando non abbiamo più sentito parlare delle fototrappola strapagate e addirittura mai trovate mentre l’abbandono dei rifiuti in strada continua. Tutto tace anche sul fronte antenne, nonostante la mozione Trani approvata a maggioranza, anche dal sindaco, che faceva rilevare che Ladispoli sia fuori norma perché non ha un piano Antenne, ma stranamente le installazioni sono continuate in modo selvaggio e discutibile per inerzia burocratica. Ecco, ci sembra che questi siano i temi da portare in Consiglio, e sopra a tutti il fatto che gli accessi agli atti non vengano rispettati da parte di chi dovrebbe garantire la trasparenza, questo a sentire le lamentele di alcuni consiglieri.

Ma a costoro diciamo che, ove questo sia confortato da PEC e date il luogo giusto per lamentarsi non è il Consiglio ma la Procura perché si tratta di reati penali.

D’altra parte per giudicare il livello di trasparenza del Comune di Ladispoli basta provare a cercare il Piano Regolatore Vigente o anche i dati obbligatori per legge a proposito di consiglieri e amministratori.

L’arroganza di questa amministrazione si manifesta in ogni Consiglio Comunale ed essa rappresenta solo la parte di cittadini più lontana dal buon governo, ma è pur vero che ‘chi pecora si fa il lupo se la mangia’, e questo vale anche per i cittadini che dovrebbero trovarsi sui social ma poi dare un seguito concreto che non vediamo quasi mai. Inutile sperare che un buon samaritano. Anche qui ci st bene una citazione, “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.” Martin Luther King.

cardinal Mazzarino

Pubblicato venerdì, 23 Febbraio 2024 @ 06:57:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA
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