TVN, Civitavecchia: Condacons contro archiviazione della richiesta i sequestro della centrale • Terzo Binario News

TVN, Civitavecchia: Condacons contro archiviazione della richiesta i sequestro della centrale

Apr 7, 2015 | Ambiente, Civitavecchia, Politica

enel-centraleRiceviamo e pubblichiamo – Mentre dalla centrale di Vado Ligure partono 40 camion al giorno pieni di carbone che Tirreno Power ha ormai deciso di svendere dopo che la centrale è stata sottoposta a sequestro per violazioni dell’Aia dal Capo della Procura di Savona Francantonio Granero nell’ambito dell’indagine per disastro ambientale che vede ad oggi oltre 40 indagati per i danni alla salute della popolazione, la Procura di Civitavecchia ha invece ben pensato di archiviare l’ennesimo esposto-denuncia del Codacons relativamente alla centrale a carbone di Civitavecchia.

Archiviazione alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze e mezzi.

Ci sembra incredibile come la Procura di Civitavecchia abbia deciso di procedere all’ennesima archiviazione senza comunicarci di aver svolto alcuna attività d’indagine,  ma semplicemente motivando che le argomentazioni addotte dal Codacons sono basate anche su ” di un un generale rischio di gravi danni per la salute non suffragato da elementi atti a dare riscontro all’ipotizzato pericolo”.

Riteniamo che forse, allora,  la Procura di Civitavecchia, nell’interesse della collettività, potrebbe prendere esempio da quella di Savona, e cercare di capire come è riuscita la Procura ligure ad ottenere il risultato che ora permette ai cittadini di Vado Ligure di poter respirare finalmente senza più la paura di morire: sappiamo che il Procuratore Guarnero per dimostrare il nesso causale tra le emissioni della centrale e la morìa della popolazione, ha – tra le altre tecniche d’indagini –  fatto misurare le emissioni al camino della centrale.

Purtroppo non rientra nei compiti della nostra Associazione poter misurare le emissioni al camino di Tvn, ma certamente, sta a noi denunciare alla Procura, alla quale riteniamo spetti, invece, il dovere di indagare e dimostrare l’eventuale nesso causale tra le emissioni nocive e l’eccesso di patologie tumorali, in modo di dare – o meno – ” riscontro all’ipotizzato pericolo”, e tutelare e garantire i cittadini e le loro possibilità di sopravvivenza futura in un territorio dove gli studi epidemiologici li pongono primi nel Lazio e terzi in Italia per i decessi da tumore. Dove la centrale, ricordiamolo,  è tre volte più potente di quella di Vado Ligure. La più grande d’Italia.

Ovviamente ci aspettiamo  che anche  il primo responsabile della salute dei cittadini , il Sindaco di Civitavecchia,  la smetta di “dialogare” e perdere tempo con Enel e si associ alla nostra denuncia, esponendo egli stesso in Procura la situazione di allarme sanitario che tutti i giorni può registrare tra i suoi concittadini, al fine di far avviare finalmente un’attività di indagine per tutelare realisticamente la salute dei civitavecchiesi. Di questa e delle generazioni future.