TolfArte si chiude alzando il livello di qualità - Terzo Binario News

di Cristiana Vallarino

Un attore di nome e due artisti “made in Tolfa” hanno chiuso la terza giornata della specialissima Limited edition del Festival Internazionale TolfArte, con una 16a edizione “sold out”, nonostante il Covid. Senza artigiani o street food,ma con 50 spettacoli di livello, sotto la direzione artistica di Claudio Coticoni di Scuderie MarteLive, che sono riusciti ad affermare il senso di resistenza, fiducia e ottimismo che l’Associazione di Promozione Sociale TolfArte ha voluto trasferire al suo pubblico.

tolfarte 2020

Domenica la giornata ha visto, fra l’altro, al Polo culturale la performance “Theia mania, la divina follia” ideata dall’artista Simona Sarti – di casa da tempo nel paese collinare – in cui l’idea di libertà si esprime in una sintesi tra pittura, danza e voce narrante. Protagonisti dell’interessante momento la Sarti, Martina Cristetti che ha messo a disposizione della pittrice il suo corpo e Gabriella Sabbadini come voce narrante.

Sempre il suggestivo scenario del Polo col suo chiostro ha accolto il live dell’attore e performer Edoardo Pesce (David di Donatello per il ruolo in “Dogman”) che ha portato sul palco di TolfArte la periferia capitolina (lui è cresciuto a Tor Bella Monaca) insieme al chitarrista Stefano Scarfone. La serata ha visto l’attesa esibizione della Piccola grande Aurora: abbandonata la location della Rocca per il troppo vento, la giovanissima e brava artista tolfetana ha giocato col fuoco nella raccolta piazza Bartoli. Dove, poco prima, aveva suonato il duo di chitarristi davvero bravi Musica Muta, con una serie di cover famose arrangiate con particolari effetti. Una cover riarrangiata in maniera molto ritmata, la “Bocca di Rosa” di De Andrè, ha siglato il concerto seguitissimo di Vincenzo Bencini. Per applaudire il giovane artista originario di Tolfa si sono presentati all’anfiteatro della villa comunale molti più spettatori di quanti si erano prenotati, un po’ di tutte le età, e i ragazzi dell’organizzazione hanno dovuto chiedere una mano alle forze dell’ordine per limitare gli accessi extra-entrata ufficiale. I presenti sono a riusciti, a fatica, a non scatenarsi nelle danze: il Covid impone di agitare solo le braccia! Prima del cantante, si erano esibiti sullo stesso palco Eya Y Compaña e i ClownSpaventatiPanettieri tra acrobatica, magia e lo straordinario numero delle “pizze in faccia” che ha divertito e un po’ infarinato gli spettatori. Molto frequentati, con curiosità, i due splendidi palazzi antichi – Buttaoni e Dell’Orologio -, sede di mostre e di installazioni particolari. Felicissimi i più piccoli che hanno goduto dei laboratori e degli intrattenimenti nei pomeriggi di TolfArte Kids.

Comunque, nel complesso, tutto si è svolto senza intoppi, le regole imposte dall’emergenza sanitaria – mascherine, misurazione della temperatura e distanziamento delle sedute – sono state rispettate sia dall’organizzazione che dagli artisti e soprattutto dal pubblico.

Affollati tutti i locali che costeggiano la centrale via Roma, per le tre sere chiusa alle auto per permettere la sistemazione di molti tavolini all’aperto. Dai bar ai ristoranti, alle gelaterie alle pizzerie si è registrato il tutto esaurito. Frequentati pure i negozi che hanno deciso di restare aperti, in primis quelli che realizzano le “catane”, le tipiche borse in cuoio made in Tolfa.

Stanca ma soddisfatta del lavoro svolto dal team di volontari, Francesca Ciaralli, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale TolfArte:
“Passano gli anni e le stagioni, crollano alcune certezze, ma Tolfarte resiste a tutto – il suo commento il mattino dopo, alla vigilia di una meritata vacanza -: resistiamo noi volontari appassionati, resistono gli incedibili artisti che ospitiamo, resiste il paese che accoglie sempre con fervore e gioia tutto quello che il Festival porta e comporta”.

“Il valore di quello che, tutti insieme, abbiamo costruito, è davvero inestimabile, a livello artistico e culturale ma sopratutto sociale – prosegue -: oggi ci sentiamo come un movimento, una corrente di rinascita e cambiamento, che non si arresta mai, che trova sempre risorse nuove all’interno di se stessa, che si rinnova con il tempo e le situazioni e che non si arrende davanti alla realtà più sfavorevole. Perché? Perché crediamo nell’arte di strada come motore di rinnovamento, come riscoperta delle emozioni che spesso teniamo nascoste e, soprattutto, come occasione di crescita per tutta l’umanità”. L’Associazione ci tiene – e lo ha fatto sui social – a ringraziare tutti quanti hanno partecipato a questa particolare edizione anche a nome degli artisti per molti dei quali si è trattato del primo impegno dopo il lockdown, la prima e foorse una delle poche occasioni di guadagnare qualcosa, grazie ai cachet offerti dall’organizzazione, grazie agli sponsor (Fondazione Cariciv, Enel, BCC Banca di Credito Cooperativo di Roma e SICOI), e alla generosità degli spettatori facendo “cappello”.

Pubblicato lunedì, 10 Agosto 2020 @ 19:38:10     © RIPRODUZIONE RISERVATA