Tolfa, Stefano Riversi il buttero stuntman protagonista sui set - Terzo Binario News

Un cavaliere con la lancia in resta galoppa per il pendio, seguito dai commilitoni. È una scena della fiction di Rai 1 “Il nome della rosa”, che la rete ammiraglia della tv pubblica trasmette il lunedì. Quel cavaliere è di Tolfa e quel pendio è la Vaccareccia di Allumiere.

Nello sceneggiato c’è tanto di collinare. In primis Stefano Riversi, di professione impiegato Asl che presenta tracce equestri nel suo dna. I cavalli sono la sua vita ed è diventato uno stuntman, o per meglio dire, uno “stunthorse”. Una passione che lo porta spesso sul set come racconta lui stesso, in riferimento all’ultima apparizione: <Le riprese sono durate un paio di settimane, girando con mio fratello Remo, fra Roma Tuscolano e Chieti e appunto alla Vaccareccia. La scena prevedeva una cavalcata in groppa a un frisone nero armato di alabarda e capofila di una colonna di soldati>. Nel cast figurano nomi del calibro di Jonh Turturro e Ruper Everett: <Non capita spesso di incrociare le star di Hollywood ma ci siamo visti al trucco. D’altronde il tempo si passa tutto insieme ai cavalli. Comunque posso dire di non aver sostituito nessuno a cavallo, quindi è come se – scherza Stefano – avessi interpretato me stesso>. Dalla produzione si sono appoggiati alla scuderia Carrozze d’Epoca di Roma, <nostri amici che hanno persino allestito un museo. Inoltre le selle esposte sono frutto del lavoro del nonno di Lamberto Bartolozzi, un altro tolfetano>.

Più che stunthorse, Stefano Riversi è un vero e proprio buttero: <Come mio padre Antonio. Come sono diventato una controfigura equestre? A forza di cadere, anche se davanti alla macchina da presa non si cade spesso, semmai sono richiesti gli inseguimenti>. Prossimi appuntamenti: Suor Benedetta in uscita al cinema e un curriculum con una trentina di film. <Anche con un somaro portato fino a Erice, in Sicilia, per In Guerra per Amore con Pif, poi Ben Hur, la Certosa di Parma, Elisa di Rivombrosa, il Falco e la Colomba>. Quindi l’attività in paese, essendo il capitano del rione Bassano. <Nel mondo dei cavalli, essere di Tolfa è un passaporto per il mondo>. Non vuole essere schiavo solo del mondo equestre, al punto che <da 15 anni vado a Pamplona per la festa di san Firmino. Una bella emozione anche se è pericoloso. Qualche compaesano venuto con me se ne è reso conto di persona> la conclusione di Stefano Riversi.

Ale.Val.

Pubblicato venerdì, 15 Marzo 2019 @ 09:50:24     © RIPRODUZIONE RISERVATA