Tolfa Jazz entra nel vivo - Terzo Binario News

di Cristiana Vallarino

Tolfa Jazz celebra i suoi primi dieci anni alla grande. Venerdì 19, la prima serata della tre giorni nel nome dello spirito di New orleans, è iniziata come di consueto “in rosa”, con l’allegra parata delle donne, promossa dalla Susan G. Komen Italia, onlus che si occupa di prevenzione dei tumori al seno.

Insieme a loro, hanno sfilato quattro bande musicali del comprensorio (Verdi Tolfa, D’Aiuto Canale Monterano, Puccini Oriolo Romano e Ponchielli Civitavecchia): il corteo con tanto di majorettes ha percorso il centro per raggiungere il palco alla villa comunale, decorato da un installazione creata ed eseguita dal collettivo artistico coordinato da Simona Sarti. Qui, introdotti dalla presentatrice Manola Camilletti, i consueti saluti saluti e ringraziamenti da parte del sindaco Luigi Landi e l’assessore alla Cultura Cristiano Dionisi, con i rappresentanti dell’associazione Etra, che firma da un decennio l’evento: Egidio Marcari, presidente, e Alessio Ligi, direttore artistico.

Mentre le gradinate dell’anfiteatro Tagliani si riempivano velocemente, fino ad essere strapiene, il palco accoglieva ben 60 coristi: quelli che, in occasione del decennale di Tolfa Jazz, il maestro Timothy Martyn ha riunito. Ai Purple Voices, nati a Tolfa un anno fa, si è aggiunto l’Amazing Grace Choir, gruppo storico di Martyn. Una moltitudine di eleganti signore in nero nelle prime file, più arretrati i cantanti, che ha seguito Martyn intonando spirituals e muovendosi all’unisono. Un ensemble di ottimi musicisti, belle voci, con qualche solista di rilievo, su cui spiccava quella del tenore afroamericano che ormai è di casa a Tolfa. Un momento coinvolgente, con il pubblico chiamato a cantare e a battere le mani.

Un intervallo durato giusto il tempo di sistemare la scena, con l’accompagnamento della Tiger Dixie Band di Natalino Marchetti e Gabriele Coen, e il folto coro ha lasciato il posto al pianoforte di Danilo Rea. L’artista, fra i più acclamati in Italia, che ha suonato con Mina, Paoli, Baglioni e molti altri, ha regalato al pubblico, ormai numerosissimo, un concerto strabiliante, dal titolo appunto “Piano solo”. Le mani hanno volteggiato sui tasti in una lunghissima sequenza – del tutto improvvisata, come ha spiegato lo stesso Rea – che ha accostato arie liriche a canzoni di De Andrè, brani come Moon River e Over the Raimbow ai Beatles e Elton John e perfino al disneyano “I sogni son desideri” . “Non so mai cosa suono – ha detto l’artista – mi era molto piaciuto il gospel e mi sono lasciato guidare dalle sensazioni che mi aveva dato, con un classico americano, e poi sono partito per la tangente”. “Del resto a New Orleans – ha continuato – c’era di tutto, si suonava pure l’opera, la commistione tra generi era abituale”. Rea, sia prima dello spettacolo che dal palco, ci ha tenuto a ringraziare l’organizzazione del festival per averlo invitato. “Persone simpatiche che hanno confezionato una bella manifestazione, ospitata in una eccezionale sala all’aperto – ha continuato – Per noi musicisti che suoniamo soprattutto d’estate, la soddisfazione più grande la dà proprio il concerto, il suonare per un pubblico che ti restituisce l’emozione. E questo fa sopportare il dover viaggiare continuamente, da nord a sud dell’Italia”. Rea, arrivato a Tolfa di buon ora nel pomeriggio, ha raccontato di avere del paese dei piacevoli ricordi di gioventù, quando veniva a trovare degli amici, e si è rammaricato di non poter restare a dormire in collina: “Sono sicuro che fermarsi in questo splendido posto sarebbe stato davvero rinvigorente, ma sono atteso domani a Stresa e poi a Umbria Jazz, per suonare con l’amico Roberto Gatto”. Danilo Rea, dopo aver concesso l’inevitabile bis richiesto dal pubblico che gli ha tributato la standing ovation, è stato anche disponibilissimo con quanti lo hanno voluto salutare nel retro palco, prima di riprendere il trolley tornare a casa, a Roma. La notte di Tolfa Jazz è poi proseguita con la jam session al giardino.

La seconda giornata, oggi sabato 20, prevede un cartellone altrettanto succulento. Per la gioia dei bambini alle 19 ci sarà la parata Disney, con la Tiger Dixie Band, mentre, prima alle 18, a palazzo Buttaoni “jazz parlato” con il critico Stefano Zenni che spiega come “Riscoprire Satchmo“. Alle 20 bikestage a piazza Matteotti, ovvero musica a pedali, alle 21, il duo sax e fisarmonica di Coen-Marchetti. L’anfiteatro della villa comunale, alle 20 “Fjord og fjell”, gruppo jazz norvegese cui seguirà la “Storyville Story” di Fabrizio Bosso e Mauro Ottolini. Si tratta di una prova generale di un inedito progetto, dedicato a New Orleans, che domenica sarà presentato a Umbria Jazz.

Naturalmente, anche oggi in piazza Vittorio Veneto, stand di artigiani e food truck. Si mangia pure al giardino dove dopo mezzanotte si tira all’alba con la jam session.

Pubblicato sabato, 20 20 Luglio19 @ 12:28:25     © RIPRODUZIONE RISERVATA