Studenti di Ladispoli scuotono la testa: "Stupiti dalle affermazioni dell'assessore Milani" - Terzo Binario News

“Abbiamo appreso, leggendo su una testata locale, che l’assessore alla cultura ha da poco rilasciato interessanti dichiarazioni in merito alla biblioteca comunale e ad alcune “istanze che chiedono (…) di infrangere le leggi dello Stato”. Non possiamo che dirci stupiti da tali affermazioni”. Così gli Studenti di Ladispoli.

“Esprimiamo innanzitutto le nostre felicitazioni per il previsto ultimamento dei lavori presso la biblioteca e il nostro ringraziamento verso tecnici e dipendenti della stessa; è grazie a chi si dedica con indefessa abnegazione alla trasmissione e alla preservazione della cultura che possiamo dirci un “popolo civile”.

“Ciononostante ancora una volta l’amministrazione si tiene sul vago, parlando di “apertura a breve” invece che di date chiare ed esplicative. Parlandosi di manutenzione di un pubblico edificio, non vediamo la necessità di non rivelare al pubblico informazioni così innocue. Quello che lascia veramente sconvolti sono il tono paternalistico e i concetti erronei presenti in tali dichiarazioni”.

“Si potrebbe opinare che non sono stati fatti né nomi né cognomi, ma la puntualità di tali affermazioni a meno di una settimana dal nostro ultimo comunicato sono sufficienti a escludere la “coincidenza” da qualunque ragionamento logico.
Si è fatta menzione di “istanze che ci chiedono di infrangere leggi dello Stato”. Il nostro comunicato è pubblico e chiunque dotato di una connessione internet può visionarlo. In tale comunicato abbiamo infatti ribadito la totale assenza di collaborazione o attenzione reale per le nostre istanze e per la comunità
studentesca ladispolense; nonché il sistematico rifiuto da parte del primo cittadino di incontrarci di persona”.

“Abbiamo inoltre scritto molto chiaramente (e qui citiamo) : “Ora le restrizioni da zona rossa impongono chiusure stringenti per ogni settore, e ovviamente questo esclude ogni possibilità per la riapertura della sala studio che noi condividiamo”.

“A questo punto le possibilità sono tre. O ci si è fermati a leggere solo i titoli sui giornali oppure le nostre parole, anche piuttosto chiare, sono state male interpretate. La terza possibilità è quella che più ci inquieterebbe. La possibilità che siano state deliberatamente alterate le nostre affermazioni per farci apparire come irresponsabili, insolenti e financo inclini a contestare le disposizioni di legge in materia di prevenzione epidemica. Eppure ci sembrava di ricordare che fosse la
giunta comunale (vincitrice della maglia nera nella lotta al virus) ad annoverare fino a pochi giorni fa un noto contestatore di suddette norme nella compagine del governo cittadino”.

“La nostra speranza infatti è che la riapertura della sala studio avvenga in condizioni di totale sicurezza e nel rispetto delle indicazioni delle alte autorità sanitarie e statali. Lo abbiamo sempre detto, e chi tenta di dissimularlo fa un torto alla sua intelligenza e a quella di tutti i cittadini di Ladispoli”.

“Siamo però inclini a pensare che si sia trattato di un fraintendimento e non di un velato attacco. Perché se così fosse noi siamo pronti a perorare le nostre istanze in sede di udienza col sindaco; così come lo siamo stati fino ad ora nonostante l’atteggiamento da “gnorri” di certe personalità pubbliche di palazzo Falcone.
Teniamo anche ad aggiungere che non tutte le sale studio del Paese sono chiuse, infatti tutte le maggiori università della Capitale hanno ritenuto che fossero luoghi che ben si prestano ad essere tenuti aperti seguendo tutte le precauzioni necessarie. Questa iniziativa ha già portato l’utenza studentesca (vale a dire
la maggior parte di quella totale) della biblioteca di Ladispoli a doversi recare a Roma, arrischiandosi sui mezzi pubblici, per poter usufruire di questo servizio durante il periodo di “zona gialla”, quando gli spostamenti tra comuni erano permessi.”

“E questo non perché gli studenti impazziscano di gioia a saltellare
in giro per le strade di Roma a sbandierar cocktail e allegria, ma perché ne hanno necessità”.

“Garantire nuovamente e al più presto questa possibilità garantirebbe maggiore sicurezza e minor rischio di contagio, e questo è un dato di fatto. Veniamo ora alle leggi. La legge 14 luglio 2020 n.74 (che converte in legge ordinaria il decreto legge 16 maggio 2020 n.33) che è tutt’ora in vigore (eccetto per quanto concerne le misure straordinarie del decreto legge 13 marzo 2021 n.30 previste solo fino al giorno 6 di aprile) stabilisce all’art. 1 comma 9 che in “zona gialla”:

“Il sindaco puo’ disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.”

Non vi sono infatti menzioni esplicite riferite alle biblioteche; così era solo nei primi decreti durante la “prima ondata”. Da lì in poi si è lasciato ampio spazio alle iniziative delle autorità locali, con la sola eccezione dei periodi festivi intensi come Natale e Pasqua. Se aprire o no (quando in zona gialla come siamo stati per mesi) spetta al primo cittadino, e questo lo dice la legge”.

“Fatta un po’ di chiarezza sui nostri intenti e su cosa dicono veramente le leggi, auspichiamo quanto prima che la situazione epidemologica a Ladispoli migliori, che la curva dei contagi si abbassi, che i lavori siano ultimati entro una data certa dopo tutti questi mesi dall’inizio e che, non appena verrà ripristinata la zona
gialla, la biblioteca e la sua sala studio riaprano; sempre che le autorità cittadine siano in grado di assicurare adeguatamente le disposizioni di sicurezza previste dalla legge. Se ci saranno altre parentesi simili, noi risponderemo ancora, smontando le falsità pezzo per pezzo come abbiamo fatto oggi. E questo perché siamo IGNORATI MA NON IGNORANTI”.

Pubblicato domenica, 28 Marzo 2021 @ 12:32:32     © RIPRODUZIONE RISERVATA