Storie e riflessioni dal mondo (27/10 - 03/11) - Terzo Binario News

Un popolo di analfabeti – Lo scorso 8 ottobre l’OCSE ha pubblicato uno studio in cui confronta le competenze di base della popolazione adulta, quella compresa tra i 16 e i 65 anni, di 24 paesi. L’indagine si è occupata di valutare la capacità di lettura e comprensione dei testi scritti (literacy), le competenze logico-matematiche (numeracy) e la capacità di risolvere problemi mediante le tecnologie (problem solving). Impietosi i risultati per l’Italia: ultima nel literacy con un punteggio di 250/500 e penultima nel campo matematico dove ha ottenuto un risultato di 247/500, meglio solo della Spagna. Nel problem solving il nostro paese non è riuscito a completare la ricerca. Al Giappone spettano i primati in numeracy e literacy, mentre in Svezia gli adulti con buone conoscenze informatiche sono ben il 44%, più che in ogni altro paese.

Finlandia e Paesi Bassi si confermano nella top three in tutte e tre le categorie. Dalla ricerca comprendiamo come le nostre conoscenze di base regrediscano sempre più con il passare degli anni. I fattori che maggiormente influenzano la regressione sono, oltre all’età che avanza, anche la qualità del primo apprendimento e lo stile di vita. Emerge chiaramente il dato che nei paesi in cui non è fortemente presente una cultura della lettura di libri e giornali e del tenersi informati la regressione è più evidente. Paesi dove si legge di più e dove l’accesso alle informazioni è più semplice sono nelle prime posizioni (vedi Giappone, Finlandia e Nord Europa). Per chiudere un’ultima considerazione, come fa notare Tullio De Mauro sulle pagine de “L’Internazionale”, anche fattori storici continuano ad influenzare la situazione attuale. Scrive il giornalista:”Non sarà un caso che i paesi più colpiti dalla illiteracy siano, sei su sette, a dominante tradizione cattolica. I meriti di san Giuseppe Calasanzio, dei salesiani o di don Lorenzo Milani e padre Pino Pugliesi non tolgono che le gerarchie ufficiali della Chiesa di Roma si siano prestate nei secoli ad assecondare scelte oscurantiste dei ceti dominanti”.

EUROPA
Repubblica Ceca – Trionfo del populismo e comunisti in Parlamento – Si sono tenute lo scorso 25 e 26 ottobre le elezioni parlamentari in Repubblica Ceca. Molte le sorprese. Il primo partito resta il Cssd (Partito Socialdemocratico) che però con il 20,45% delle preferenze non ha i numeri per poter governare. Risultato storico invece per il Partito Comunista che entra in Parlamento per la prima volta dal 1989, ovvero dopo la cosiddetta Primavera di Velluto. L’affermazione più sorprendente resta senza dubbio quella dei due partiti populisti del “Ano2011” e di “Alba della democrazia diretta” che ottengono rispettivamente il 18,65% e il 6,88% dei voti. Il primo è il partito fondato dall’imprenditore Andrej Babis che in campagna elettorale ha promesso di gestire lo Stato come un’azienda. La compagine di Babis, conquistando 47 seggi in Parlamento, si afferma come la seconda forza del paese e lo stesso imprenditore-leader ha già affermato che non siglerà alcuna intesa con i socialdemocratici. “Alba della democrazia diretta”, guidata da un altro imprenditore, Tomio Okamura, ottiene 14 seggi facendo leva su slogan populisti e promettendo, come dice il nome stesso, la democrazia diretta. Calo vertiginoso dell’Ods il partito liberale di centrodestra che ottiene un misero 7,72% dei suffragi. Il settimanale ceco “Respekt” afferma che la Repubblica Ceca sarà “un laboratorio europeo dell’agitazione”, scenario piuttosto inquietante. Alla luce della composizione del Parlamento composto da forze così eterogenee, il paese rischia di diventare ingovernabile, e lo spettro di elezioni anticipate resta dietro l’angolo. Solo un’alleanza tra Cssd e comunisti potrebbe garantire stabilità al futuro governo.

Turchia – Marmaray: Via della Seta 2.0 – Inaugurato lo scorso 29 ottobre il tunnel sotto il Bosforo che collegherà la riva europea di Istanbul a quella asiatica in soli 4 minuti. Si tratta del più profondo al mondo con i suoi 62 metri sotto il livello del mare ed è stato ribattezzato dalla stampa turca la “Via della Seta 2.0”. L’opera è costata circa 3 miliardi di euro e si estenderà per 13,6 km, 1,4 dei quali saranno sottomarini. L’infrastruttura abbatterà notevolmente il traffico nella più importante città turca e il treno, che collegherà le stazioni di Kazlicesme e Sogutlucesme, costerà appena 70 centesimi per il milione e mezzo di passeggeri previsti giornalmente. A meno di ventiquattro ore dalla sua inaugurazione, però, sono sorti già i primi inconvenienti. Infatti un black out ha costretto i treni a fermare la propria corsa causando disagi agli sfortunati pendolari. Nonostante ciò, la mega opera che sarà ultimata nel 2015, permetterà di avvicinare ulteriormente le due anime della metropoli turca.

ASIA
Cina – Attentato nella Città Proibita – Piazza Tienanmen, 28 ottobre, un suv lanciato ad alta velocità si schianta nel luogo simbolo della capitale cinese, la Città Proibita, e uccide 5 persone ferendone 38. Gli inquirenti hanno parlato di attentato terroristico e stanno seguendo la pista del separatismo uighuro. Il 30 ottobre la polizia ha arrestato cinque sospettati, tutti originari dello Xinjiang, regione situata nella Cina Occidentale dove risiede una grande comunità musulmana turcofona. Negli ultimi mesi lo Xinjiang è diventata una delle zone più calde del paese dove le tensioni sociali, tra musulmani e cinesi, sono all’ordine del giorno e dove sembrano essere attive cellule legate al terrorismo islamico.

Arabia Saudita – Donne al volante nonostante gli imam – Un famoso religioso saudita aveva intimato che guidare l’automobile può nuocere alle ovaie e avere conseguenze gravi sul feto. L’assurdo proclamo del religioso non ha fermato le automobiliste saudite che hanno deciso, nonostante i mariti e gli imam, di mettersi al volante per le strade di Ryad. Alcune di loro hanno deciso anche di caricare video su YouTube e Twitter. La via dell’emancipazione in Arabia Saudita passa anche dalle quattro ruote.

SUD AMERICA
Uruguay – Governo pronto alla liberalizzazione della marijuana – Il governo di Montevideo potrebbe essere il primo al mondo ad autorizzare la produzione, la distribuzione e la vendita di marijuana. Infatti il provvedimento ha già superato il vaglio della Camera Bassa del Congresso e presto sarà discusso in Senato. Se quest’ultimo dovesse dare il via libera alla norma, dalla seconda metà del 2014, nel piccolo paese sudamericano sarà possibile, esclusivamente per gli adulti, acquistare al prezzo di un dollaro, un grammo di marijuana. Lo scopo principale è quello di smantellare il commercio illegale, infliggendo un duro colpo alla criminalità organizzata uruguagia.

AFRICA
Madagascar – La lunga strada verso la democrazia – Il 26 ottobre scorso si sono tenute le elezioni presidenziali in quella che è la maggiore isola del continente africano. A distanza di quattro anni dal colpo di Stato di Andry Rajoelina, il paese è tornato al voto e secondo gli osservatori internazionali si è trattato di elezioni trasparenti svoltesi regolarmente e che potrebbero aprire una nuova stagione democratica in Madagascar. I risultati definitivi non sono ancora disponibili, anche se dalle prime indiscrezioni sembrerebbe molto vicina l’ipotesi di un ballottaggio al secondo turno tra i due candidati Robinson Jean Louis (per ora in testa) e Hery Rajaonarimampianina. Il paese oggi vive in una situazione socio-economica tragica con un indice di povertà in continua ascesa, il tutto aggravato da forti problematiche legate alle precarie condizioni sanitarie e dall’embargo internazionale imposto al paese a seguito del colpo di stato del 2009. Chiunque sarà il prossimo presidente, il governo di Antananarivo dovrà affrontare sfide durissime verso la via della stabilizzazione, che sembra ancora molto lontana.

Pubblicato mercoledì, 6 Novembre 2013 @ 12:39:06     © RIPRODUZIONE RISERVATA