Scuola Valcanneto, Agresti replica alle falsità pubblicate sui giornali - Terzo Binario News
Riceviamo e pubblichiamo

Comprendo che il giornalista autore di un trafiletto pubblicato poco tempo fa non abbia il compito di verificare i fatti citati dalle sue fonti e comunque ritengo positivo che il giornale “smuova” le acque per attirare l’attenzione su temi che dovrebbero sempre essere in primo piano e non sempre lo sono. Mi riferisco al nostro futuro, ai nostri figli, che troppo spesso ci si dimentica, alla Scuola ed al degrado in cui è lasciata perché vengono eletti in Parlamento politici che hanno promesso il taglio delle tasse (e quindi conseguentemente dei servizi al cittadino) e, quel che è peggio, mantengono quelle promesse e conseguentemente lasciano la Scuola senza fondi. Solo gli sciocchi e le persone in malafede fingono di non ricordare che il bilancio statale, come quello di chiunque, è come la famosa coperta che se si tira da un lato, lascia scoperto l’altro.

Prima di tutto quindi desidero precisare alcune inesattezze presenti nell’articolo titolato <<I genitori si sono dovuti rimboccare le maniche per sopperire a diverse criticità riscontrate all’apertura dell’anno scolastico>>.

Innanzitutto i genitori di Valcanneto non sono stati chiamati da nessuno ad attuare manutenzioni “fai da te” alla scuola dell’infanzia, né “devono pensare ad acquistare il materiale didattico per lo svolgimento delle attività all’interno della scuola” o “pulire i locali della struttura e porre rimedio a possibili pericoli a cui potrebbero andare incontro i propri figli” come falsamente riportato nell’articolo. Le manutenzioni ordinarie e straordinarie sono puntualmente eseguite dalla Amministrazione Comunale, le pulizie ordinarie e straordinarie sono puntualmente svolte dal personale collaboratore scolastico e lo Stato fornisce puntualmente i, pochissimi, finanziamenti per i materiali didattici. Già questo basterebbe per definire la fonte del giornalista, ma alla Scuola non interessa querelare nessuno, è sufficiente diffondere conoscenza e cultura contro i generatori di odio e di falsità.

Il foro nella rete nel giardino di Valcanneto, “che dovrebbe separare la scuola dai pericoli della strada”, è stato segnalato fin dai primi di settembre al Comune, che ha garantito l’intervento, anche se ancora rimasto inevaso, ma comunque nessun genitore ha rattoppato nulla o, se lo ha fatto, non ha lavorato bene in quanto il foro è ancora lì, identico agli anni precedenti.

Se vogliamo ipotizzare che le docenti, invece di insegnare e sorvegliare i piccoli, si distraggano guardando il cellulare (il cui uso è proibito loro per primi) e permettano ad un bimbo di tre anni di avere il tempo di arrampicarsi per 20 cm ed infilarsi nel foro allargando la rete, il pericolo è certo. Tuttavia, sebbene non conosca ancora bene tutte le docenti, posso assicurare la loro professionalità e la loro cura ed attenzione verso i bambini loro affidati. Peraltro se qualche genitore temesse della loro capacità attentiva verso il bene più caro che hanno (i propri figli) ci si domanda perché li lascino in mani di cui non hanno alcuna fiducia!

Corrisponde invece a verità la presenza di vari topolini (e dei loro residui) a Scuola. Purtroppo (o per fortuna) il plesso di Valcanneto è prossimo ad un boschetto dove, vivaddio, scorrazzano ancora animaletti selvatici ed anzi abbiamo anche avuto la visita di una piccola biscia nel locale mensa. Ovviamente sono state immediatamente attuate le misure di sicurezza del caso ed il Comune è intervenuto più che prontamente. Sciocchezza assurda è invece che “i giochi dei bambini sono stati letteralmente buttati via perché morsi dai topi e sporchi”. La realtà è che si è approfittato della necessità di dover spostare i giochi, alcuni inutilizzati da anni, per verificare la presenza dei roditori, per “fare pulizia” e gettare via quei giochi che non i topi, ma anni di uso hanno ridotto in cattivo stato. Tuttavia non tutti i giochi sono stati eliminati, perché non tutti erano vecchi, e comunque nessuno ha chiesto alle famiglie di fare cassa, anche se posso confermare che accetteremo con piacere eventuali donazioni in quanto i pochissimi finanziamenti statali non ci permettono di offrire ai bambini ciò che le Scuole private possono destinare grazie alle rette ed ai finanziamenti statali.

Che poi nel giardino ci sia sporcizia (leggasi ghiande e foglie di querce), è un reale problema legato alla stagione autunnale che, comunque, consiglia alle maestre di non uscirvi con i bambini. Questo spazio appare tuttora pieno di foglie e ghiande, a dimostrare che purtroppo nessuno si sia rimboccato le maniche (è meno faticoso digitare su una tastiera che prendere in mano una scopa) ed inoltre l’assurdità che ci sia “solo una scopa” appare come una bugia degna del soggetto che ha sproloquiato con l’autore dell’articolo.

Per concludere mi domando a quali istituzioni questi fantomatici genitori si siano appellati, visto che le segnalazioni (eccetto il famoso foro nella rete) sono giunte in direzione scolastica solo dal personale e non da esterni, ed a tutti è stato confermato che la scuola si sta attivando in tutte le direzioni per rendere la “Don Milani” quella eccellenza che era una decina di anni fa.

Non comprendo la posizione assunta da chi, come il marito che in quella famosa barzelletta, volendo fare un dispetto alla moglie, si tagliò una parte del proprio corpo. Qui mi sembrerebbe che ci siano due possibili “mogli” cui fare il dispetto.

La prima moglie potrebbe essere il Sindaco. Qualcuno, infastidito dal fatto che altri che avrebbero dovuto non hanno curato completamente la Scuola, non vuole l’intervento dei genitori a decorare le aule dei propri figli. Insomma pur di far del male al Sindaco, costoro lasciano in aule grigie i propri figli.

La seconda moglie potrei essere io, ma faccio sommessamente notare che la “Don Milani” è una Scuola pubblica (cioè di tutti noi), che nelle aule grigie e con pareti imbrattate ci resteranno i loro figli e non io che ho l’ufficio altrove.

Faccio notare che se il Comune non interviene è anche perché sono state abbassate le tasse che servono anche per i servizi pubblici. Faccio notare che la “Don Milani” è da me solo diretta (peraltro a stipendio fisso che non aumenta né diminuisce se questa funzioni o meno), cioè io non ne sono il “padrone” e quindi non ricevo alcun beneficio diretto o indiretto dal fatto che questa funzioni o sia addirittura bella.

Insomma, che l’aula sia decorata è solo per il bene dei bambini che frequentano la Scuola e non mio o del Sindaco.

È evidente che i nostri bambini e ragazzi non possono rendere al meglio in aule disadorne, seriali, sciatte e deprimenti. È stato, infatti, abbondantemente provato che i risultati migliorano sensibilmente se si lavora in strutture confortevoli, colorate, personalizzate ed abbellite con gusto e senso estetico. Come pensare che aule sporche, muri imbrattati, banchi distrutti non abbiano influenza sul clima educativo, sulla curiosità e la predisposizione all’apprendere?

Il motivo del coinvolgimento dei genitori nella iniziativa di decorare le aule nasce poi dalla consapevolezza che, secondo una erronea visione civica, troppo spesso ciò che è proprietà di tutti è ritenuta proprietà di nessuno e quindi ritenuta senza valore o comunque violabile senza ritegno. Viceversa ciò che è sentito proprio viene difeso ad oltranza. Nella fattispecie, la Scuola e le sue aule imbiancate dal Comune vengono generalmente deturpate senza riguardi, mentre abbiamo osservato che se l’imbiancatura, ed ancor più la decorazione, sono effettuate da genitori e studenti, le aule restano decorose per anni. Proprio la “Don Milani” ha alcune aule che da anni non vengono imbiancate perché non ne hanno alcuna necessità in quanto i ragazzi rispettano i lavori di decorazione, peraltro pregevoli, eseguiti per loro da persone che li amano, che conoscono o che possono riconoscere. Conviene non dimenticare mai quanto affermato da Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

In quest’ottica crediamo che chi si sia scagliato contro la presenza di volenterosi genitori a Scuola scambiandola per inefficienza della Istituzione, non ne abbia affatto compreso senso e necessità. Per questo motivo insistiamo nell’invitare tutti, docenti, genitori e soprattutto studenti, a riappropriarsi di ciò che è loro, a rimboccarsi le maniche e, senza attendere l’intervento del proprietario delle strutture, a decorare qualsiasi spazio di quel luogo che ospita i futuri cittadini.

Se non se ne ha voglia, si rimanga tranquillamente sul divano a digitare altre falsità, ma si lasci libero di operare chi invece vuole che i proprio figli vivano parte della loro giornata in aule colorate.

Riccardo Agresti

Pubblicato sabato, 28 Settembre 2019 @ 09:56:45     © RIPRODUZIONE RISERVATA