Reati contro animali: salgono i procedimenti, i dati della Procura di Civitavecchia - Terzo Binario News

Diminuiscono gli indagati, il rapporto Zoomafia della Lav

Il Rapporto Zoomafia 2020, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, alla sua ventunesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2019 e ha il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto.

Per quanto concerne la Procura ordinaria, a Civitavecchia ci sono stati 37 procedimenti e 2 indagati per uccisione di animali; 32 procedimenti e 14 indagati per maltrattamento di
animali; 4 procedimenti a carico di ignoti per uccisione di animali altrui; 14 procedimenti con 13 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili.

E poi un procedimento con un indagato per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
In totale nel 2019 sono stati registrati 88 procedimenti con 30 indagati. Rispetto al 2018 i procedimenti sono aumentati del +14% passando da 77 a 88, mentre il numero degli indagati è diminuito del -23% passando da 39 a 30.

“I crimini contro gli animali assumono diverse forme, hanno origini molteplici e sono plurioffensivi, ma sono altamente sottovalutati nella loro pericolosità. – afferma Ciro Troiano – Per questo è importante conoscere e analizzare il loro andamento delittuoso, per meglio adottare misure preventive e repressive”.

“Nel Lazio sono diversi i segnali che indicano l’esistenza di forme di maltrattamento organizzato di animali ad opera di sodalizi criminali; esiti in tal senso arrivano dal traffico di cuccioli provenienti dall’estero, dai combattimenti tra animali, dalle infiltrazioni malavitose nell’ippica e dalle corse clandestine di cavalli – dichiara Troiano. – Le relazioni della DIA segnalano diverse infiltrazioni della criminalità organizzata nella regione anche per aspetti relativi ad attività zoomafiose, come quelle del clan Zaza che, insieme ad altri affari, è dedito alla gestione di scuderie di cavalli da corsa; quelle dei Casalesi, dei Misso, e dei Mazzarella
specializzati nel settore del gioco e delle scommesse sportive ed ippiche; o, ancora, quelle di alcune ‘ndrine calabresi che, tra le altre cose, hanno fatto investimenti nel settore dell’allevamento di bovini e caprini. Penetrazioni criminali sono state registrate
anche nel settore ittico con soggetti legati al clan camorristico Contini o con quelli della famiglia dei Rinzivillo, dediti al controllo del mercato del pesce in determinate aree”.

“Preoccupante – continua Troiano – è il fenomeno del furto di cavalli, con diverse
decine di vittime in pochi mesi. Per quanto riguarda il bracconaggio, la costa e le isole pontine rappresentano zone calde, black spot, indicate nel piano nazionale antibracconaggio. Insomma, – conclude Troiano – sono diversi i profili di preoccupazione che investono la regione relativamente ai reati contro gli animali”.

Pubblicato sabato, 5 Settembre 2020 @ 05:30:23     © RIPRODUZIONE RISERVATA