Questione vaccini: il punto di vista di Alessandro Lombardi - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamo – Oltre 100 anni fa, in Italia, nei primi 2 mesi di vita, morivano circa 400 bambini ogni mille a causa delle malattie e delle infezioni contratte; oggi, la percentuale si è ridotta al 3 per mille. È indubbia, e non è in discussione, quindi, la necessità e l’utilità della vaccinazione in sé.

Ciò che solleva controversie, specie nella prima stesura del Decreto “Lorenzin”, sono le modalità e l’obbligatorietà della somministrazione di 10 vaccini in un’unica soluzione, specie in assenza di epidemie; a questo si aggiunge il timore che tale cumulo di vaccini sia dannoso, addirittura mortale, per bambini così piccoli, il cui sistema immunitario, si teme, non sia in grado di sostenere una tale carica patogena. Fermo restando che nessun vaccino è esente al 100% da possibili controindicazioni, il dato da considerare è che non è stata mai provata alcuna correlazione, o nesso di causalità, tra la somministrazione vaccinale e l’insorgenza di malattie o di danni neurologici.

Inoltre, non esistono accertamenti preliminari, che possano riconoscere – per tempo – reazioni gravi, mentre è stato dimostrato che non vi sono effetti collaterali diversi tra le somministrazioni di vaccini esavalenti o separati. Ancora, posticipare il momento della vaccinazione per avere un sistema immunitario più sviluppato, non aumenta la sicurezza del vaccino, né diminuisce la probabilità di una reazione avversa.

L’elemento più contestato dei vaccini è il conservante (il mercurio) in essi contenuto e ad esso sono stati attribuiti i danni conseguiti alla somministrazione, e pure se risulta che tale conservante non sia più, cautelativamente, presente già dal 2002, fonti accreditate riferiscono che non è mai stata accertata una responsabilità diretta tra la sua somministrazione e l’insorgenza di malattie o di danni neurologici nei pazienti.

Però, ci chiediamo, se sia possibile che non esistano riscontri scientifici, che dimostrino i rapporti tra l’assunzione di una data sostanza ed i suoi effetti collaterali? E’ possibile che – per contro – esistano, ma che non vengano comunicati? … ma qui, entriamo in un campo in cui vale tutto, e pure il suo contrario. Quello che, sacrosantamente, spaventa i genitori è non sapere – nella gran confusione che si è creata – se quel vaccino farà davvero bene o se farà addirittura “troppo male” al proprio figlio ed, oltretutto, non poter scegliere nel merito.
E’ pur vero che l’interesse della collettività è da sempre considerato prioritario rispetto a quello del singolo ed è evidente come non possa essere lasciata al singolo individuo la discrezionalità della vaccinazione, accettando, così, la possibilità dell’insorgenza di conseguenti fenomeni epidemici.

Prendiamo, ad esempio, il morbillo: fonti ufficiali dell’ISS riferiscono di 3672 casi nel primo semestre 2017, con 3 decessi e l’89% non vaccinato. Eppure il morbillo è una delle malattie più conosciute, ma non è eradicato, non è assente ed ha prodotto morte in Europa sino a qualche giorno fa.

Un’altra paura è data dai “vaccini inquinati” per la presenza al loro interno di nano-particelle di metalli pesanti; in realtà, parlando comunque di quantità infinitesimali, sembrerebbe che sia impossibile filtrarli al 100%, così come è impossibile rendere assolutamente sterile ogni ambiente o composto; se, poi, si compara la presenza di metalli pesanti nei vaccini a quella, che viene giornalmente assunta negli alimenti (piuttosto che respirata), il dato è infinitamente superiore in questi ultimi casi.

È evidente, per stessa ammissione del ministro Lorenzin, che vi sia un enorme interesse economico, diretto ed anticoncorrenziale delle grandi case farmaceutiche alla produzione di vaccini esavalenti ed è evidente che il governo non lo contrasti, piuttosto lo assecondi; questo è un aspetto di grande colpevolezza agli occhi dei genitori, i quali – tra paure, disinformazione e sfiducia – a volte, sembrano preferire l’ignoto o sembrano limitarsi a subire l’imposizione di uno strumento, che è davvero un “salvavita” (il vaccino), ma che -come nella migliore tradizione italica- soffre di interferenze ed errata informazione (o vera e propria disinformazione), che ne minano l’importanza.

Poi, personalmente, tra un Gino Strada, che da una vita chiede vaccini per i bambini d’Africa ed un consigliere psicologo, che organizza convegni su vaccini inquinati e “non democratici”, non avrei davvero dubbi circa la persona cui affidare i miei figli.

Alessandro LOMBARDI
 Laboratorio Civico

Pubblicato martedì, 25 Luglio 2017 @ 09:01:40     © RIPRODUZIONE RISERVATA