Punta di Palo Ladispoli, annullati i permessi a costruire - Terzo Binario News

Annullati i permessi a costruire nella zona di Punta di Palo. E’ quanto ha deciso con ordinanza il responsabile del settore Roberto Silvi.

La vicenda aveva sollevato non poche polemiche nel mese di giugno quando in consiglio comunale passò la revoca del piano integrato sul terreno della Pezone Srl. Una zona che era sottoposta a due strumenti urbanistici: un piano di lottizzazione ed un piano integrato.

Il provvedimento del responsabile annulla 4 permessi a costruire concessi il 5 giugno del 2017, il numero 9-10-11 e 12. 

Queste le motivazioni che hanno portato all’annullamento:

  1. all’esito dell’approvazione del P.d.L non è seguita la sottoscrizione della relativa convenzione urbanistica (cfr. anche il parere espresso dalla Regione Lazio in sede di Conferenza di servizi prot. 44691 del 21/09/2016); occorre a tal riguardo evidenziare che, per costante giurisprudenza (cfr. TAR Basilicata n.1071 del 28/11/2016), il piano di lottizzazione previsto dall’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, come modificato dall’art. 8 della legge 6 agosto 1967, n. 765 – perde efficacia alla scadenza del termine massimo di dieci anni (così come avviene per il piano particolareggiato): affinché tale strumento possa ritenersi perfezionato è necessaria la stipulazione di un’apposita convenzione (la quale accede al piano stesso), cui resta subordinato anche il rilascio dei titoli abilitativi necessari per la realizzazione delle opere.
  2. nell’atto d’obbligo del 13/02/2017, Notaio Taddei rep. 18546, racc. 11122, la condizione prevista al punto 4 risulta IMPOSSIBILE e quindi non realizzabile, per il combinato disposto di cui ai pareri riportati nella determinazione dirigenziale n. 2080 del 30/11/2016 e della determinazione regionale n. G03445 del 20/3/2017 con la quale è stata decretata l’archiviazione della procedura di V.A.S. del Programma Integrato di Interventi;
  3. il P.I.I. sopra indicato risulta solo adottato dal Comune di Ladispoli e non approvato dalla Regione Lazio poiché l’obbligatoria procedura della V.A.S. è stata archiviata; ciò determina il venir meno dell’intero procedimento e la necessità di procedere alla revoca del P.I.I., da adottarsi in sede consiliare
  4. sulle prescrizioni evidenziate ed impartite dalla Soc. Flavia Acque S.r.l. (ora Soc. Flavia Servizi S.r.l.), indicate nella determinazione dirigenziale n. 2080/2016, sono state riscontrate difformità tra i dati riportati nella relazione tecnica (pag. 21) e quelli trascritti nella tavola progettuale di cui al permesso di costruire n. 09 del 5/6/2017, i quali appaiono tra loro contrastanti e certamente improbabili;
  5. condizione necessaria per la validità dei permessi di costruire e dei progetti ad essi correlati, è la sottoscrizione congiunta di tutti i proprietari delle aree inserite nel compendio immobiliare di cui al P.d.L. originario, così come previsto nella determinazione dirigenziale n. 2080 del 30/11/2016, in conformità al parere regionale prot. 44691 del 21/9/2016

Ora la società potrà ricorrere al TAR contro questo provvedimento.

Nel frattempo va avanti il ricorso presentato sempre dalla società circa l’atto approvato in consiglio comunale. Un ricorso che doveva essere discusso il 30 ottobre scorso ma che è stata rinviato al merito per l’udienza del 26 febbraio 2019.

Pubblicato venerdì, 2 novembre 2018 @ 13:01:12     © RIPRODUZIONE RISERVATA