Presentato a Trevignano Romano il documentario "Vuoto a Rendere”, di Paola Pasquali - Terzo Binario News

 Domenica 22 settembre alle ore 11,00 presso il cinema Palma di Trevignano Romano, è stata proiettata la prima del documentario “Vuoto a Rendere”, di Paola Pasquali, prodotto dalla Patò Film. 

Riempite le due sale del cinema, molti aspiranti spettatori sono rimasti tali, fatto che impone una replica. Presenti cariche istituzionali del Parco del lago di Bracciano.-Martignano, del Consorzio, e del comune di Trevignano. Purtroppo presenti solo alla proiezione o del tutto assenti rappresentanti istituzionali di altri comuni. Ricco di riflessioni e di stimoli il dibattito che ha seguito il film.  

In continuità con il precedente documentario, “Lappedelì” , è ancora il lago di Bracciano ad essere il protagonista, ma questo volta la regista sostituisce allo sguardo poetico del tempo che scorre del primo documentario, uno sguardo tecnico-politico.

Il lago di Bracciano vive, nel 2017 un’eccezionale riduzione del livello delle acque; l’habitat, gli equilibri ne escono sconvolti, il lago, come ha spiegato  Paolo Bravi, responsabile della Fotografia del film e della scelta delle tonalità delle immagini, è grigio come un organismo ferito. Tuttavia è vivo, con la sua flora e la sua fauna e come tutti gli ecosistemi non si arrende, si riadatta, Omeoresi, ci insegna il prof. Rossi (Ecologo Università di Roma), è il nome di questa tendenza perenne degli ecosistemi a ritrovare un equilibrio. 

Attraverso “sequenze di fotografie” spettacolari, inquadrature studiate per testimoniare la bellezza del nostro territorio, raffinati accompagnamenti musicali (di Alessandro Pacetta) viene raccontata la “malattia” del lago di Bracciano, denunciando, al contempo, le responsabilità e le paralisi istituzionali, i danni e i disastri irreversibili. 

Manca un paio di metri di lago dice Stefano Gazzella (Gestore di circolo velico), il lago non sarà più quel lago – ci dirà nel dibattito – il prof. Rossi – sarà un altro lago… 

E’ questa l’irreversibilità del danno. 

Ma non solo gli aspetti ambientali e le ricadute economiche e “affettive”. Molteplici sono le voci che la Pasquali porta sullo schermo, ci sono le dure accuse dell’avvocato Francesco Falconi (Comitato di difesa del lago di Bracciano), le rivelazioni del prof. Giuseppe Cordiano (Archeologo Università di Siena) sui danni ai siti romani, la testimonianza del Comandante della motonave Sabazia II,  Alessandro Pierdomenico e, infine,  il pennello della illustratrice naturalistica Elisabetta Mitrovic i cui acquarelli sono uno specchio del mutare dell’ecosistema lacustre. 

Occhi diversi, sguardi diversi, punti di vista diversi, uniti però dall’essere tutti denuncia di quel mutamento violento e innaturale che una perversa gestione del lago come “riserva d’acqua” ha causato. 

Vuoto a rendere, appunto,  è il titolo del documentario. Vuoto a rendere è ora il nostro lago. 

Un documentario a perdere è invece il sottotitolo del film, a ricordare che, forse (anzi, sicuramente!), non ci sarà ritorno economico, non ci sarà successo, non ci sarà un riscontro istituzionale (forse di alcuni enti, ma non di tutti), non ci sarà un recupero del lago, non ci sarà più nulla da fare e che a poco servirà questo documentario… 

… ma quel finale aperto, stemperato, come lo ha definito la regista, rimanda a qualcosa di più fiducioso – a qualcosa che ancora deve essere raccontato e che va scritto insieme – ci sollecita Paola Rimanda a responsabilità singole e collettive, a scelte politiche diverse, alla difesa dei beni comuni, alla lotta al profitto, al rispetto dei risultati referendari (acqua pubblica). Rimanda al nostro essere non più spettatori-vittime ma cittadini attivi, protagonisti, soggetti “riapproprianti”. 

Per questo il film documentario di Paola Pasquali deve uscire dal nostro territorio, perché ad essere ferito non è solo il nostro il lago ma è il nostro mondo. 

Vuoto a rendere è una significativa e potente metafora descrittiva che non va limitata al solo territorio del lago di Bracciano” , ma deve estendersi al nostro intero pianeta, interamente vittima delle stesse scelte politiche per niente lungimiranti perché determinate dalle sole categorie “economiche”. 

Allo stemperato finale rispondo: non so come continuerà il film…  mi piacerebbe però che il prossimo titolo fosse “Pieno a ri-prendere!”

Grazie a Paola e alla sua equipe.  Grazie alla Patò Film. 

Roberta Leoni
Resp. Cultura Movens

Pubblicato domenica, 22 Settembre 2019 @ 20:31:32     © RIPRODUZIONE RISERVATA