Polifunzionale, Palermo (Ladispoli Città): "Imprecisioni e distrazioni dell'amministrazione" - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamo – “Durante l’ultima seduta di consiglio il Sindaco Grando e l’assessore Cordeschi hanno investito parte del loro tempo, pagato dai cittadini di Ladispoli, ad apostrofare la categoria delle insegnanti, ed in particolare la sottoscritta, col termine “politicizzate” come se avere a cuore gli interessi collettivi equivalesse ad una parolaccia o a qualcosa di cui vergognarsi. Eppure, poco più di un anno fa, non erano di certo le “insegnanti politicizzate” a mettere negli zainetti dei bambini i santini elettorali di qualche candidato locale. Così, oltre a respingere al mittente le accuse e le illazioni e a ribadire che più di trent’anni di insegnamento non possono essere certamente sminuiti dalla mera propaganda di chi si arrampica sugli specchi per non rispondere ai veri quesiti riguardanti la Scuola a Ladispoli, vorrei condividere con i cittadini altre riflessioni, scaturite dagli interventi di consiglio, che meritano di essere rese pubbliche e chissà se poi saranno degne anche di risposte da parte degli amministratori locali:

L’assessore Cordeschi ha promesso un piano di efficentamento energetico delle strutture pubbliche, in particolare di quelle a servizio della scuola: a quando quello della sala Polifunzionale? Sulla questione della certificazione da parte della ASL, la storia ci risulta “annosa”: ricordiamo, diversi mesi fa, una spiacevole storia che coinvolse tra l’altro anche l’assessore Milani e che portò l’ispettore ASL a far visita al Polifunzionale, sostenendo che mensa e spettacoli non possono convivere se non rispettando specifiche norme di igienizzazione degli ambienti. Il sindaco Grando all’epoca negò di aver letto la nota della ASL – pur essendo nella mailing list della Corrado Melone in qualità di genitore – e, nella sua veste pubblica, ha poi sostenuto che è il Comune a stabilire cosa fare nei locali di sua proprietà. Dunque, se è possibile garantire l’igienizzazione, qual è l’ostacolo che impedisce la convivenza tra mensa e uso polifunzionale dello spazio?

I lavori per la nuova mensa alla Fumaroli e per reperire quattro ulteriori aule didattiche, sono iniziati durante l’estate: risulta che l’amministrazione abbia cercato di reperire spazi presso altri Istituti Comprensivi che, attualmente, hanno aule libere ma che gli stessi ne abbiano negato la disponibilità. Se questo corrisponde al vero, con quale criterio sono stati negati questi spazi dai Dirigenti? Non è il Comune (come dice il Sindaco) a disporre delle aule vuote di proprietà pubblica? Sarebbe stato quindi possibile evitare di spendere denaro pubblico per adattare nuove aule di fortuna? E, tornando al nodo centrale, l’ex sala professori è sufficiente per ospitare tutti gli alunni del tempo pieno? Risulterebbe di no e sarebbe spiacevole se il Comune si trovasse costretto a dover reperire una seconda (nuova) mensa, spendendo altri soldi oltre agli oltre 18.000 euro già affidati per l’ex sala Professori della Fumaroli.

Anche sul fronte delle iscrizioni le imprecisioni riportate dagli amministratori locali sono numerose: si è sostenuto che gli Istituti Comprensivi di Ladispoli si fermano ad un limite massimo di iscrizioni oltre il quale non vanno. Falso. La legge stabilisce un tetto massimo di iscritti per ogni Istituto Comprensivo quale termine indicativo oltre il quale i comuni, con successivi Piani di Dimensionamento, dovrebbero prevedere l’istituzione di ulteriori Istituti Comprensivi ma, nel contempo, non fissa alcun limite alle iscrizioni o alla scelta della scuola da parte delle famiglie. Un tempo i criteri erano stabiliti dai comuni e, anche a Ladispoli, esisteva ad esempio il criterio geografico, possibilità esclusa agli enti con l’autonomia scolastica. Sono le famiglie a scegliere dove iscrivere i propri figli; i Dirigenti a raccogliere le iscrizioni e a chiedere le classi al MIUR e i comuni a provvedere, entro i tempi stabiliti (ovvero prima dell’apertura delle iscrizioni al nuovo anno scolastico) la quantità di spazi disponibili o di nuovi spazi da poter mettere a disposizione delle scuole. In assenza di comunicazioni, o se queste risultano parziali, le scuole non sono tenute a porre alcun limite alle iscrizioni qualora il Ministero riconosca loro le classi.

Per concludere, il Sindaco ha parlato dell’occupazione del refettorio da parte di un’insegnante con problemi di deambulazione, non si è capito bene per sostenere quale tesi. Lo ha fatto senza verificare ciò che stava dicendo e, anche in questo caso, l’unica risposta possibile è: falso. Il Sindaco (o chi per lui) non deve aver osservato abbastanza per capire che l’insegnante era seduta su quel supporto per aiutare un bambino con una gamba ingessata a capire come muoversi.

E forse, chissà, è proprio nella capacità di sguardo e di approfondimento che chi ci amministra pecca, facendo ricadere le proprie distrazioni sul settore che, più di tutti, contribuisce a dare forza al futuro della nostra comunità”.

Maria Concetta Palermo
Consigliere del Movimento Civico Ladispoli Città

Pubblicato martedì, 2 Ottobre 2018 @ 10:25:32     © RIPRODUZIONE RISERVATA