Peculato, arrestato ad Anguillara Gaetano Mercadante di Bracciano - Terzo Binario News

L’imprenditore arrestato si chiama Gaetano Mercadante, 58 anni, di Bracciano, in provincia di Roma. Le Fiamme Gialle gli hanno notificato ieri mattina ad Anguillara Sabazia, nella sede di una delle società a lui riconducibili, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip ravennate Janos Barlotti su richiesta dei Pm Alessandro Mancini e Angela Scorza. Si trova ora nel carcere di Civitavecchia in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Gli altri tre indagati per peculato in concorso, tutti delle province di Roma e di Napoli, avevano avuto ruoli nella medesima società, la Novamusa srl, di cui Mercadante era stato amministratore di fatto.

Il provvedimento restrittivo è scattato sulla base delle verifiche sulle condotte dei quattro rappresentanti della srl, a cui la direzione regionale per i beni culturali dell’Emilia-Romagna del Mibac aveva affidato nel 2011 la gestione dei servizi di biglietteria e bookshop dei monumenti. Alla luce di quanto emerso, il Gip ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie della società e dei quattro indagati per circa 550 mila euro. Secondo le indagini della Guardia di Finanza ravennate, il contratto di concessione dei servizi prevedeva che la società, che attraverso sue consociate svolgeva analoghi servizi anche per numerosi musei e monumenti della Capitale e per i maggiori siti archeologici della Sicilia, versasse all’ente pubblico un canone fisso annuo di 36.100 euro, un aggio pari al 73,10% degli introiti derivanti dal servizio di biglietteria oltre a royalties pari al 8,20% sul fatturato conseguito da servizi di bookshop come prenotazione, prevendita, noleggio di audio-guide e whisper; ma anche visite guidate, vendita prodotti editoriali e oggettistica, vendita e-commerce, assistenza didattica. Dalle informazioni preliminari, ha spiegato la Finanza, era però emerso che la società non versava tutte le somme dovute, così sottraendole alle casse ministeriali. La conseguente indagine ha consentito di accertare che dal 2013 al 2017, i tre amministratori unici succedutisi nel tempo e l’amministratore di fatto della società avevano omesso il versamento di canoni annui per 100mila euro e di entrate destinate all’Erario a titolo di aggio sui servizi di biglietteria e royalties sui servizi di bookshop per 462 mila, distraendo pure somme derivanti dalla gestione dei servizi in concessione, per oltre 112 mila euro , non transitati sui conti della società affidataria . Nel gennaio 2018 Mercadante era stato assolto dal Tribunale di Civitavecchia, con sentenza passata in giudicato, per una vicenda dai contorni analoghi che riguardava incassi di siti culturali siciliani. Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, dopo essersi complimentato con Finanza e Procura, ha precisato che là dove «il quadro venisse confermato, ci troveremmo di fronte a condotte gravissime a danno di cittadini, turisti e dei principali monumenti della nostra città e del nostro Paese, patrimonio riconosciuto dell’Umanità». 

Pubblicato sabato, 13 Luglio 2019 @ 13:56:40     © RIPRODUZIONE RISERVATA