Pd Cerveteri, la replica di Falconi - Terzo Binario News
Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,

Vorrei brevemente rispondere all’articolo apparso oggi sul suo quotidiano online. 

Per prima cosa né io, né i miei compagni abbiamo immobilizzato il PD e forse a questo riguardo credo di dover rammentare a lei ed ai suoi lettori come sono andate veramente le cose. Nel congresso del 5 Febbraio 2017 che opponeva due liste, la mia e quella di Alessandro Gnazi, vinse la mia lista. Mi sarei aspettato che Alessandro Gnazi e la sua lista combattessero le loro battaglie con serenità nel Partito, invece non fu così. Fu un periodo di assenze ingiustificate ai Direttivi, di ostruzionismo, e poi, giunti alle elezioni comunali del 2017, i componenti della lista Gnazi uscirono improvvisamente dal Partito e senza averne discusso nei Direttivi ai quali regolarmente erano assenti, passando armi e bagagli a sostenere il sindaco uscente Alessio Pascucci con una loro lista civica.

Dire pertanto che il Pd si è ridotto ad uno “sparuto” 5% è forse disonestà intellettuale: è stato come se al un campione di ciclismo avessero tolto una ruota alla bicicletta, non le pare? 

Definire poi una battaglia politica di opposizione, una “faida andata avanti per anni, più per questioni personali che politiche, a suon di congressi ed occupazioni abusive dei posti di gestione del circolo. La minoranza ormai fuoriuscita era stata capace anche di negare il commissariamento autoproclamandosi al comando di via Mazzini” mi sembra di nuovo un esercizio di malizia, per non dire disonestà intellettuale. Intanto vorrei farle presente che la sede era in Viale Manzoni e non a Via Mazzini, poi vorrei puntualizzare un’altra sua affermazione. “La minoranza ormai fuoriuscita” non si è mai autoproclamata “al comando di Viale Mazzini [Manzoni]” negando il commissariamento. Noi abbiamo fatto sì che il Partito non morisse definitivamente, visto che il Commissario l’avremo visto sì e no 3 o 4 volte (per i tesseramenti ed il congresso) e tutto quel po’ che abbiamo potuto fare con le sole nostre forze è servito a non far scomparire il PD dal panorama politico di Cerveteri. 

Se abbiamo combattuto l’attuale Amministrazione non è per ragioni personali, ma per motivi politici. Ma qualcuno ha preferito presentarla come una faida personale, invece erano delle verità. Eh, lo so, la verità fa male, ed allora si racconta sempre una storia addomesticata, come è successo con noi.

Infine, all’ultimo congresso del 2019 ci siamo presentati con una lista unitaria, pensando di riuscire a riunire i cocci di un partito così litigioso, ed invece la situazione è peggiorata rispetto al passato. A questo punto, abbiamo preferito uscire dal Direttivo. Speriamo sia stato il sasso che muove le acque di una morta gora, speriamo, ma ne dubitiamo molto: ci dispiacerebbe vedere il PD diventare come quei tanti che salgono e scendono dalle amministrazioni come fossero un autobus. Insomma, parafrasando Enrico IV re di Francia “Una poltrona val bene un cambiamento di casacca”?

Altro non ho da dire. Al momento starò, staremo alla finestra a vedere quel che succede. Credo sarà uno spettacolo divertente.

Cordiali saluti

Maurizio Falconi Consigliere Comunale PD

Per diritto di controreplica

Gentile Maurizio Falconi,

prendiamo atto della sua debolissima replica. Mi ricorre ricordarle che il 5% attribuito al PD è un dato oggettivo delle ultime comunali, non una opinione intellettualmente disonesta. Né regge il confronto con la bicicletta senza ruota, perché un ciclista prima di partire per una gara controlla se le ruote sono ben fissate. Partire con una ruota in meno per poi giustificare la propria disfatta è un gioco fin troppo banale. Mi ricorre l’obbligo di ricordarle che ad abbandonare la nave che affondava c’era anche il consigliere De Angelis, che avete difeso strenuamente fino ad attribuirgli un posto in segreteria nonostante non avesse diritto ad essere tesserato, e che alle elezioni preferì candidarsi a supporto del centrodestra.

Abbiamo dovuto convincerci (anche se sapevamo bene come stavano le cose) che lei scriveva comunicati stampa e che non fossero invece altri a prepararle le note inviate alle redazioni. Abbiamo anche dovuto raccontare che era segretario anche quando da Roma avevano mandato un commissario.

Sarebbe forse il caso, almeno una volta, di prendere atto della realtà invece di continuare a sostenere che chi commenta le “gesta” politiche del PD lo fa perché indirizzato da qualcuno. Se il circolo di Cerveteri è ridotto in questo stato non è di certo per gli articoli di giornale.

Se poi per lei i motivi politici sono quelli rappresentati dalla foto in alto allora dovrei credere che lei è tutt’altro di sinistra. Ma questo sarebbe intellettualmente disonesto, per questo preferisco pensare che lei, accecato dall’odio per l’altra parte politica, non si è accorto di aver oltrepassato ogni steccato politico fino ad allearsi con Forza Nuova.

Solo su una cosa ha ragione nella replica: l’errore della via del vecchio circolo. Stia tranquillo però che quello che abbiamo raccontato si riferisce all’indirizzo giusto.

Pubblicato lunedì, 14 20 Ottobre19 @ 08:22:33     © RIPRODUZIONE RISERVATA