Pasto da casa, Francesca Toto: "La refezione scolastica non è obbligatoria, non è iscrivibile e connessa al tempo pieno" - Terzo Binario News

L’associazione Mamme Etrusche torna sul tema per pasto da casa all’interno delle scuole del litorale e lo fa carte alla mano.

Francesca Toto, presidente dell’associazione, ripercorre le varie fasi che hanno portato a Ladispoli all’introduzione del pasto da casa nonostante le prime resistenze dell’assessora Cordeschi. “Quanto dichiarato ad inizio dello scorso anno, ma anche di questo, dall’Assessore Lucia Cordeschi – dichiara Francesca Toto – è invero, fuorviante ed imbarazzante per tutta questa amministrazione. Infatti l’Assessore Cordeschi pur ricoprendo un ruolo istituzionale pubblico, tralasciando i suoi doveri di garante di tutti i cittadini, anteponeva gli interessi di una azienda a quelli delle famiglie, rilasciando a mezzo stampa dichiarazioni che sono state tutte puntualmente smentite. La prima ufficiale smentita l’ha ricevuta dal suo stesso Sindaco, Alessandro Grando, quando questi è intervenuto alla riunione pubblica da noi convocata presso l’IC Corrado Melone lo scorso anno.” Con un’assemblea alla presenza del preside Agresti e del sindaco era stata ribadita la possibilità di portare il pasto da casa.

Ancor più grave sarebbe quanto avvenuto quest’anno con il comune di Ladispoli che comunica alle famiglie l’obbligatorietà del pagamento del servizio mensa in caso di scelta del tempo pieno. Su questo la Toto è inamovibile: “L’istituzione pubblica deve essere al servizio del bene comune, quindi dei cittadini.  La refezione scolastica non è obbligatoria, non è iscrivibile e connessa al tempo pieno. La fruizione del tempo pieno è autonoma rispetto un contratto.”

La refezione scolastica (non solo) non è obbligatoria – continua la presidente di Mamme Etrusche – ma è un servizio pubblico a domanda individuale.  Il costo di questo servizio (ad oggi indeterminato e sconosciuto) è a carico però di tutti i cittadini, anche quelli che non hanno figli o nipoti, il concetto di comunità che è la base della motivazione di ogni pubblica domanda di servizio o fornitura è presente, ma esso è legato anche alla solidarietà e collettività.  Anche il trasporto scolastico, lo scuolabus è lo stesso tipo di servizio, eppure non mi pare ci sia la guerra ai genitori che portano i figli autonomamente a scuola , a piedi o con propri mezzi.  Se così fosse allora tutti i bambini dovrebbero pagare anche il trasporto scolastico. Una assurdità quindi obbligare o tentare di imporre una obbligazione economica alle famiglie senza la loro volontà. Ebbene, auspichiamo che tecnici comunali di livello invece rideterminino le condizioni contrattuali del servizio.”

“Certamente – conclude Francesca Toto – quella di Riccardo Agresti alla Corrado Melone non è una battaglia solitaria, anzi, è una tutela per la quale ringraziamo il DS che riconosce e rispetta ogni famiglia, ma lasciateci affermare che è triste , per chi si occupa di informare ed educare alla legalità , che altri dirigenti che conducono una scuola pubblica possano essere disobbedienti innanzi sentenze di diritto amministrativo. Dovrebbero sapere che le sentenze si rispettano, prima tra tutte quella del massimo grado di giudizio in materia , del Consiglio di Stato la n. 05156 del 3 settembre 2018.”

Pubblicato lunedì, 23 Settembre 2019 @ 06:19:03     © RIPRODUZIONE RISERVATA