Palazzo Manzi a Civitavecchia: ricerca e tutela si incontrano nello studio dei dipinti murali

Set 30, 2026 | Civitavecchia, Cultura

Un nuovo contributo si aggiunge al percorso di conoscenza e valorizzazione dei dipinti murali,
replica della Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani, conservati nell’antico Palazzo
Manzi, in Piazza Leandra n. 2 a Civitavecchia.
Con protocollo n. 6549/2026 è stata trasmessa alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e
Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale una memoria avente ad oggetto
“Memoria per aggiornamento valutazione storico-artistica. Dipinti murali presso Palazzo Manzi,
Piazza Leandra n. 02, in Civitavecchia”. Il documento è stato acquisito nell’ambito del percorso di
studio relativo agli apparati pittorici dell’edificio, già interessati da precedenti indagini tecnico-
scientifiche e da un procedimento di tutela presso l’Ufficio competente.


La memoria, curata dalla dott.ssa Sara Fresi, giornalista e laureata magistrale in Storia e Società e
autrice della pubblicazione “Giuseppe Errante da Trapani a Civitavecchia. L’arte di eguagliare
Raffaello e i Grandi Maestri del XVI secolo”, pubblicata nel mese di marzo 2018 (link ad articoli
giornalistici risalenti al 19 marzo 2018: https://www.lemusenews.it/attivita-ricerca-carattere-storico-
giuseppe-errante-trapani-civitavecchia-larte-eguagliare-raffaello-grandi-maestri-del-xvi-secolo-
cura-della-dott-ssa-sara-fresi/ – https://www.centumcellae.it/cultura/larte-di-giuseppe-errante-nella-
ricostruzione-storica-di-sara-fresi/ – https://trcgiornale.it/sara-fresi-dedica-una-pubblicazione-al-
pittore-giuseppe-errante/ ), nasce dall’esigenza di integrare il quadro conoscitivo già disponibile con
ulteriori elementi di carattere storico emersi attraverso approfondimenti e confronti successivi.
Lo studio pubblicato nel marzo 2018 aveva posto l’attenzione sulla possibile riconducibilità dei
dipinti murali di Palazzo Manzi all’attività del pittore Giuseppe Errante (Trapani 1760 – Roma
1821), artista vissuto tra la seconda metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, la cui
produzione evidenzia un significativo rapporto con la tradizione dei grandi maestri del
Rinascimento e con il linguaggio raffaellesco.
L’ipotesi storico-critica si fondava su una serie di elementi convergenti, tra i quali:
 La compatibilità cronologica: la presenza documentata di Giuseppe Errante a Civitavecchia a
partire dal 1786 per la realizzazione di dipinti presso la Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e
Morte e il contesto storico legato alla famiglia Manzi, considerando che nel 1790 il
Governatore della Confraternita era quel Manzi, assentista del porto e proprietario dell’antico
Palazzo Manzi.
 Il contesto locale: i rapporti tra l’artista, la Confraternita di Santa Maria dell’Orazione e Morte
e l’ambiente della famiglia Manzi delineano un quadro storico compatibile con una possibile
committenza.
 La coerenza stilistica: la produzione conosciuta di Giuseppe Errante presenta caratteristiche di
equilibrio compositivo, eleganza formale e adesione ai modelli raffaelleschi, elementi
compatibili con quanto rilevato nei dipinti murali oggetto di studio.
 Le testimonianze coeve: alcune fonti storiche attestano la capacità dell’artista di confrontarsi
con i grandi maestri del Rinascimento attraverso una pittura orientata alla reinterpretazione dei
modelli del passato.
Le precedenti indagini avevano già collocato i dipinti nell’ultimo quarto del XVIII secolo,
evidenziando un ambito culturale e stilistico riconducibile alla tradizione raffaellesca. Questa
memoria ha inteso sottoporre alla valutazione dell’Ente di tutela ulteriori elementi storici utili a una
più approfondita definizione del contesto storico-artistico delle opere.
Nel documento trasmesso è stato precisato che, in assenza di documenti diretti quali contratti,
pagamenti o firme autografe, l’ipotesi attributiva riferita a Giuseppe Errante deve essere considerata
nell’ambito della ricerca storico-critica, fondata su elementi convergenti ma aperta al naturale
sviluppo degli studi e a eventuali ulteriori verifiche.

La Soprintendenza, con comunicazione pervenuta in data 22 luglio 2026 dalla Segreteria del
Soprintendente, dopo il confronto con la storica dell’arte referente, ha espresso apprezzamento per
il contributo ricevuto, precisando che l’ipotesi avanzata “corrisponde a quella contenuta nel vincolo
apposto dalla Soprintendenza alcuni anni fa” e che lo studio presentato “conferma quanto già
riportato dalla dichiarazione di interesse”.
La Dichiarazione di interesse richiamata dalla Soprintendenza risale all’ottobre 2018 ed è stata
oggetto, nel tempo, di attenzione anche attraverso articoli giornalistici dedicati alla tutela e alla
valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Civitavecchia (link articolo giornalistico: 
https://www.lemusenews.it/civitavecchia-sindaco-tedesco-e-consiglieri-comunali-in-visita-ai-
dipinti-di-tarcisio-de-paolis ).
La vicenda di Palazzo Manzi rappresenta un esempio del rapporto virtuoso tra ricerca indipendente
e attività istituzionale di tutela. Il confronto tra studi storico-critici e valutazioni tecnico-scientifiche
dell’Amministrazione evidenzia come percorsi di analisi differenti possano convergere verso un
medesimo quadro interpretativo, contribuendo a rafforzare la conoscenza di un bene culturale e del
contesto storico nel quale esso si colloca.
La ricerca, per sua natura, è un processo continuo: ogni documento, confronto e verifica
contribuisce ad arricchire il patrimonio di conoscenze condivise. È attraverso il dialogo tra studiosi,
istituzioni e territorio che la tutela del patrimonio culturale può svilupparsi in modo sempre più
consapevole e partecipato, a beneficio della comunità e della memoria storica collettiva.