Omicidio Vannini: la Procura di Civitavecchia verso la convocazione di Vannicola - Terzo Binario News

La procura di Civitavecchia sarebbe intenzionata a convocare Davide Vannicola, l’artigiano di Tolfa che qualche giorno fa in un’intervista a Giulio Golia de Le Iene ha fatto delle dichiarazioni importanti sulla figura del maresciallo Izzo e sui fatti di quella sera.

A riportarlo Il Messaggero in un articolo di questa mattina dove si parla del ruolo di Vannicola.

Nel servizio andato in onda domenica scorsa Davide Vannicola aveva parlato delle presunte confidenze fattegli dal maresciallo Izzo, ex comandante della stazione dei carabinieri di Ladispoli: a sparare non sarebbe stato Antonio Ciontoli, ma il figlio Federico, Izzo gli avrebbe consigliato di prendersi tutte le colpe. Non solo: Ciontoli non sarebbe stato presente, perché o a dormire al piano inferiore o addirittura fuori casa.

Che le responsabilità di quello sparo vadano cercate non in Antonio Ciontoli sembrava stare quasi per emergere però dalla testimonianza in aula del brigadiere Amadori, che aveva parlato di quello che aveva visto e sentito la sera in cui i Ciontoli erano stati convocati in caserma dopo i fatti. Amadori, che era in servizio alla caserma di Ladispoli, aveva parlato di un colloquio tra Izzo e Ciontoli, che in un primo tempo aveva detto: “Ora inguaio mio figlio”.

Il brigadiere Amadori, raggiunto per telefono da Le Iene, si dichiara all’inizio disposto ad essere intervistato ma poi spiega di avere bisogno dell’autorizzazione del Comando generale dell’Arma. Noi l’avevamo chiesta quell’ autorizzazione ma ci era stata negata.

Le Iene non si sono arrese e sono riuscite a trovare il brigadiere. Amadori aveva fatto chiaramente capire che per ottenere “altre ed eventuali sue dichiarazioni” sulla sorte di Marco avrebbe dovuto avere il via libera dei suoi superiori. In tv la ministra della Difesa Elisabetta Trenta è intervenuta sul caso e dal  suo intervento è sembrata incoraggiare il militare a parlare, qualora avesse delle cose da dire.  La ministra  ha detto di avere anche provato a chiamarlo, ma senza esito: “Credo che chiunque sappia qualcosa in più della vicenda debba sempre parlare. È utile che lui vada a dire quello che sa all’autorità giudiziaria. Marco è figlio di tutti, non è possibile che accada una cosa del genere”.

Alla luce di queste parole della ministra Le Iene sono tornate da Amadori ma ad aprirci la porta di casa è la compagna. La donna spiega che il marito non sta bene e non vuole parlare e ribadisce che nonostante la dichiarazione della Ministra tutto debba sempre passare per il Comando Generale. E che nessuno dal Comando ha mai chiamato suo marito.

Sulle presunte responsabilità di Izzo, come raccontate da Vannicola, dice: “Non credo proprio, assolutamente, non può fare una cazzata di questo genere. Sono molti che purtroppo sono mitomani”.

Il ministro della Giustizia Bonafede, intanto, avrebbe chiesto agli ispettori di indagare su alcuni aspetti del caso Vannini.

Pubblicato mercoledì, 8 Maggio 2019 @ 08:18:32     © RIPRODUZIONE RISERVATA