Omicidio Vannini, la Cassazione ha aperto una porta che sembrava chiusa - Terzo Binario News

di Alessio Vallerga

Poco prima di entrare nell’aula Brancaccio per la lettura della sentenza della Cassazione sull’omicidio di Marco Vannini è successo qualcosa di surreale.

Decine di persone fuori in attesa che quella porta si aprisse per la lettura del dispositivo che parlano finché non arriva la Procura Generale. Dai vetri della porta filtra una luce finché non viene consentito l’accesso al pubblico. Il silenzio è assoluto, la tensione altissima al punto che nemmeno Marina riesce ad avvicinarsi e, pur non lasciarla sola, anche Valerio rinuncia a presenziare. Silenzio e luce. Sembra lo specchio di quanto poi effettivamente è successo.

Perché la Suprema Corte ha messo dei paletti che la nuova sezione della Corte d’Appello a cui il giudizio verrà affidato dovrà seguire. Intanto è sicura la condanna di Antonio Ciontoli mentre l’interrogativo è sull’accusa (dolo eventuale o causa cosciente) e di conseguenza la pena. Merito della Procura Generale della Cassazione? Forse, con quei “110 minuti” della requisitoria della dottoressa Elisabetta Cennicola che hanno focalizzato l’attenzione solo sul dopo-sparo. Di sicuro della tenacia della Parte Civile, capace di non mollare in Appello di fronte a una sentenza per certi versi incomprensibile.

L’altro paletto è sulla posizione degli altri tre imputati: gli Ermellini hanno detto che la sorte di Martina e Federico Ciontoli con la madre Maria Pezzillo dovrà essere rimodulata. In questo senso il segnale appare chiaro ossia una rimodulazione sì e non certo verso il basso come avvenuto nel secondo processo.

In Appello un nuovo procedimento, una nuova Corte e una nuova sentenza. Ora scenderà ancora il silenzio per qualche mese e poi la luce che – forse – scriverà la parola fine su questa storia tanto dolorosa quanto assurda.

Pubblicato martedì, 11 Febbraio 2020 @ 05:59:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA