Omicidio Vannini e le armi: dove erano? chi le ha spostate? - Terzo Binario News

“Non sapere la verità è una cosa che non so descrivere”, dice la mamma di Marco intervistata da Giulio Golia. “C’è qualcosa che mi sfugge, che non so. Dentro quella casa hanno mentito tutti, hanno mentito anche le finestre”.

E qualcosa è sfuggito anche ai soccorritori che quella sera sono intervenuti, Quando i soccorritori arrivano trovano Viola e Federico in fondo alla strada. “Scendemmo dall’ambulanza”, dice uno dei due soccorritori, “e chiesi a Martina cosa fosse successo”. La ragazza, secondo quanto riporta il soccorritore, avrebbe risposto “non lo so io non c’ero”. Perché Martina dovrebbe dire una bugia così clamorosa? In aula, infatti, dice il contrario: “No, io non sono mai scesa, sono sempre stata vicino a Marco”, sostiene Martina in un primo momento. Ma poi continua: “Io sono scesa solo quando hanno portato Marco giù e quindi poi siamo andati al P.I.T”.

“Mi venne incontro il signor Ciontoli – continua il soccorritore – e gli feci la stessa domanda. Mi disse che c’era un ragazzo che era stato colto da un attacco di panico e si era sentito male”. Ma quando entrano i soccorritori trovano Marco sul pavimento: “Era incosciente, non rispondeva”.

Antonio Ciontoli avrebbe mentito ai soccorritori anche sulla dinamica. Uno dei soccorritori racconta: “Io ho provato a fare domande al signor Ciontoli, mi disse che stavano in bagno e mentre scherzavano sulla partita di calcio Marco è scivolato accidentalmente e, dopo essersi punto con questo pettine a punta, è stato preso da un attacco di panico”. Nessuno dei presenti smentisce questa versione. 

Quando i soccorritori vedono la ferita di Marco, non si accorgono che si tratta di un colpo da arma da fuoco. “Sfido chiunque a capire che fosse un colpo di arma da fuoco, era pulito, come cicatrizzato, come se fosse una bruciatura di sigaretta. Marco non era sporco di sangue”.

A non essere chiari sono anche gli spostamenti delle armi di Antonio quella terribile sera. Al momento della tragedia, infatti, il porto d’armi di Antonio Ciontoli era scaduto da due anni. Inizialmente, in aula, come rivisto ieri sera nel filmato de Le iene, Ciontoli dice che “le armi le comprai più o meno se non mi sbaglio o 2002 o 2003”. Ma poco dopo precisa che l’arma che ha sparato l’ha comprata, mentre l’altra sarebbe stata un dono della caserma dei carabinieri di Ladispoli. “Era un’arma che dovevano dismettere. Era tipo il 2007”.

Ma perché quel giorno Antonio ha tirato fuori le armi? “Visto che di lì a poco c’era un’altra esercitazione di tiro. E quindi la mattina la presi perché dopo avevo intenzione di dargli una pulita, in quel momento mi ha chiamato mia moglie e, niente, io praticamente le ho messe nella scarpiera in bagno”, racconta Ciontoli.

Inoltre, anche sul luogo dove sarebbero state queste armi, la scarpiera, qualcosa sembra non tornare. Viola nei giorni dopo la tragedia parla al telefono con la sua migliore amica che le chiede cosa fosse successo. La ragazza dice chiaramente che Antonio era convinto che le armi erano scariche, ma anche che le aveva asciate tutto il giorno sul divano. Questa intercettazione però non è mai entrata nel processo. Intercettazioni che sono sono agli atti del processo, ma che sono state fatte vedere durante lo speciale di ieri sera a le Iene.

E anche la fine che le pistole fanno dopo lo sparo sembra poco chiara. “Prendo queste armi perché mio padre mi dice di allontanarle, quando sono sceso giù il mio intento era quello di metterle in sicurezza. Non so se è stata ritrovata la polvere da sparo sul divano, però io le ho portate lì”, afferma Federico nell’interrogatorio dell’ottobre 2015.

Le pistole verranno poi ritrovate sotto il letto di Federico, che il giorno della tragedia dichiara di non avercele messe lui. Mentre Antonio dichiara di averle viste sul divano e averle portate nel cassettone del letto di Federico. Dalle intercettazioni ambientali in caserma del 18 maggio 2015 sembra che sia Federico a dire ad Antonio cosa dire in merito al luogo di queste armi. Non solo. Federico controllerebbe la versione anche con Viola. E proprio lei, a un certo punto, riferendo a Federico la versione data, dice “così ti ho parato un po’ il culo anche a te”. 

Pubblicato giovedì, 25 Aprile 2019 @ 09:33:33     © RIPRODUZIONE RISERVATA