Omicidio Vannini: Dove era Antonio Ciontoli quella sera? - Terzo Binario News

Dove era Antonio Ciontoli la sera dell’omicidio di Marco Vannini?

Attorno a questa domanda si è sviluppato il servizio de “Le Iene” di Giulio Golia andato in onda ieri sera.

Tutto è partito dallo speciale andato in onda la scorsa settimana dove Davide Vannicola, un artigiano di Tolfa, aveva parlato delle presunte confidenze fattegli dal maresciallo Izzo, ex comandante della stazione dei carabinieri di Ladispoli: a sparare non sarebbe stato Antonio Ciontoli, ma il figlio Federico, Izzo gli avrebbe consigliato di prendersi tutte le colpe. Non solo: Ciontoli non sarebbe stato presente, perché o a dormire al piano inferiore o addirittura fuori casa.

Anche Maria Cristina, la vicina di casa di Ciontoli, mai sentita dagli inquirenti, aveva raccontato a le Iene i suoi dubbi di vicina del piano di sotto: “Quella sera ho sentito le voci di tutti familiari, ma quella di Antonio, che è inconfondibile, proprio non te lo posso assicurare. E questa cosa mi fa pensare che forse non c’era”.

Maria Cristina, in un servizio precedente, aveva anche detto che quella sera l’auto di Ciontoli non sarebbe stata parcheggiata davanti casa, al solito posto degli ultimi 20 anni, ma davanti al passo carrabile. Quando l’ambulanza stava per andare via col corpo di Marco, Maria Cristina avrebbe visto per la prima volta l’auto di Ciontoli parcheggiata ma in mezzo alla strada.

Una versione questa che sarebbe confermata anche da un altro vicino, non noto, che il nostro Giulio Golia aveva intercettato sotto casa Ciontoli.

A parlare ieri sera nel servizio anche due donne di Ladispoli che lavorano a Roma.

Secondo quanto detto, tre anni fa, il 17 maggio 2016, giorno della fiaccolata per il primo anniversario della morte di Marco Vannini, le due donne, pendolari, raccontano che si trovano a bordo di un treno e conversano dei fatti di Ladispoli con i vicini di posto.

Una ragazza ad un certo punto avrebbe detto di sapere con assoluta certezza che Antonio Ciontoli la sera della morte di Marco non sarebbe stato in casa, perché a cena da amici.

Che le responsabilità di quello sparo vadano cercate non in Antonio Ciontoli sembrava stare quasi per emergere però dalla testimonianza in aula del brigadiere Amadori, che aveva parlato di quello che aveva visto e sentito la sera in cui i Ciontoli erano stati convocati in caserma dopo i fatti. Amadori, che era in servizio alla caserma di Ladispoli, aveva parlato di un colloquio tra Izzo e Ciontoli, che in un primo tempo aveva detto: “Ora inguaio mio figlio”.

Pubblicato mercoledì, 8 Maggio 2019 @ 08:01:19     © RIPRODUZIONE RISERVATA