Omicidio Vannini: Ciontoli, il lavoro al Rud, e la richiesta di non parlare del colpo d'arma - Terzo Binario News

Giulio Golia ripercorre ora l’arrivo dei soccorsi. Secondo il racconto di uno dei soccorritori, alla domanda cosa fosse successo, Antonio Ciontoli avrebbe risposto che “c’era un ragazzo che era stato colto da un attacco di panico e si era sentito male”.

Non solo. Secondo la ricostruzione fatta a le Iene, Antonio avrebbe mentito anche sulla dinamica dell’accaduto. “Io ho provato a fare domande al signor Ciontoli, mi disse che stavano in bagno e mentre scherzavano sulla partita di calcio lui accidentalmente è scivolato e dopo essersi punto con questo pettine a punta è stato preso da un attacco di panico”.

Quando i soccorritori vedono la ferita di Marco, non si accorgono che si tratta di un colpo da arma da fuoco. “Sfido chiunque a capire che fosse un colpo di arma da fuoco, era pulito, come cicatrizzato, come se fosse una bruciatura di sigaretta. Marco non era sporco di sangue”.

Secondo la versione raccontata dai Ciontoli, solo quando il padre e il figlio Federico erano in macchina mentre seguivano l’ambulanza, Antonio avrebbe parlato al figlio del colpo di arma da fuoco. Federico gli avrebbe quindi consigliato di dirlo appena arrivati al pronto soccorso. Cosa che Antonio fa, dicendo al medico dello sparo.  Aggiunge però anche una raccomandazione. “Mi ha detto ‘per il lavoro che faccio se fosse possibile non segnalare questa cosa’”, riferisce il medico del P.I.T. di Ladispoli, Daniele Matera, nella sua deposizione.

Pubblicato giovedì, 25 Aprile 2019 @ 09:26:39     © RIPRODUZIONE RISERVATA