Omicidio Vannini, Abbate su Vannicola: "Le sue dichiarazioni sono una patacca" - Terzo Binario News

“Le dichiarazioni di Vannicola sono una patacca, nel senso che non valgono nulla”. A dirlo il giornalista Carmelo Abbate dopo il servizio de Le Iene.

“Mi avete chiesto cosa penso, non posso sottrarmi – spiega il giornalista – Le dichiarazioni di Vannicola sono una patacca, nel senso che non valgono nulla. Tralascio ogni considerazione sui suoi trascorsi, e sul tempo passato prima di aprire bocca. La mia è una valutazione oggettiva, non soggettiva. Restiamo nel merito delle sue dichiarazioni. Quello che lui dice non è riscontrabile. Perché al tempo furono presi i dati sul traffico di cella, furono scaricati i tabulati, e non risultarono telefonate partite da casa Ciontoli, anche da utenze non identificate, in orario diverso rispetto a quello conosciuto.

Vannicola verrà sentito dai magistrati, forse sarà aperta una nuova inchiesta, che non porterà a nulla, almeno per i Vannini. Intanto, le parole di questo testimone che prima parla con la tv poi con gli inquirenti, sconfessano di fatto tutto l’impianto accusatorio contro i Ciontoli, che a mio avviso rimane solido, tanto è vero che il pubblico ministero ha fatto ricorso in Cassazione con la richiesta di condanna per omicidio volontario per tutti. Il punto non è più chi ha sparato, ma cosa hanno fatto dopo, tutti insieme. Se come dice quest’uomo con la coscienza a scoppio ritardato, a sparare fosse stato Federico, questo vorrebbe dire che lui, la sorella, la fidanzata, il papà, avrebbero recitato una lunga e corale sceneggiata la notte in cui furono intercettati in caserma. Non ci credo, almeno fino a prova contraria. Ma che siano prove, non chiacchiere che riportano altre chiacchiere.

Come quelle di due donne in treno che tre anni dopo riferiscono le parole di una vicina di posto. Una cosa è certa, nel frattempo: le affermazioni di Vannicola portano acqua al mulino dei Ciontoli. Tutti colpevoli, nessun colpevole”.

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Lui è Davide Vannicola, amico dell’ex comandante dei Carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo, il quale gli avrebbe confidato che Antonio Ciontoli lo avrebbe chiamato subito dopo lo sparo per dirgli che a casa sua avevano “fatto un casino”, e che a sparare a Marco Vannini sarebbe stato il figlio Federico. Mi avete chiesto cosa penso, non posso sottrarmi. Le dichiarazioni di Vannicola sono una patacca, nel senso che non valgono nulla. Tralascio ogni considerazione sui suoi trascorsi, e sul tempo passato prima di aprire bocca. La mia è una valutazione oggettiva, non soggettiva. Restiamo nel merito delle sue dichiarazioni. Quello che lui dice non è riscontrabile. Perché al tempo furono presi i dati sul traffico di cella, furono scaricati i tabulati, e non risultarono telefonate partite da casa Ciontoli, anche da utenze non identificate, in orario diverso rispetto a quello conosciuto. Vannicola verrà sentito dai magistrati, forse sarà aperta una nuova inchiesta, che non porterà a nulla, almeno per i Vannini. Intanto, le parole di questo testimone che prima parla con la tv poi con gli inquirenti, sconfessano di fatto tutto l’impianto accusatorio contro i Ciontoli, che a mio avviso rimane solido, tanto è vero che il pubblico ministero ha fatto ricorso in Cassazione con la richiesta di condanna per omicidio volontario per tutti. Il punto non è più chi ha sparato, ma cosa hanno fatto dopo, tutti insieme. Se come dice quest’uomo con la coscienza a scoppio ritardato, a sparare fosse stato Federico, questo vorrebbe dire che lui, la sorella, la fidanzata, il papà, avrebbero recitato una lunga e corale sceneggiata la notte in cui furono intercettati in caserma. Non ci credo, almeno fino a prova contraria. Ma che siano prove, non chiacchiere che riportano altre chiacchiere. Come quelle di due donne in treno che tre anni dopo riferiscono le parole di una vicina di posto. Una cosa è certa, nel frattempo: le affermazioni di Vannicola portano acqua al mulino dei Ciontoli. Tutti colpevoli, nessun colpevole. . . #carmeloabbate #storienere #marcovannini #cronacanera

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Pubblicato mercoledì, 8 Maggio 2019 @ 14:58:28     © RIPRODUZIONE RISERVATA