Nella situazione vergognosa della ristrutturazione del mercato, manca solo che nascano diatribe tra gli stessi operatori: in pratica una vera guerra tra poveri.

Nella stragrande maggioranza dei mercati italiani, Roma, Rimini, Bologna, Firenze, la gestione dei mercati è affidata a dei consorzi, normalmente emanazione delle associazioni di categoria, Cna, Confcommercio, Confesercenti.

Ovvio che il consorzio composto da operatori delle diverse tipologie deciderà quali competenze dovranno essere affidate.

Questa sarebbe la normalità, anche perché sarebbe sufficiente convocare gli ambulanti nella propria sede (sempre che ci sia una sede) e stilare una bozza di costituzione tramite un direttore o responsabile (sempre che ci sia).

Si saprebbe così il vero numero di aderenti al consorzio, con un presidente ed un consiglio direttivo.

Se si inizia una guerra (tra poveri) sui numeri si finisce male.

In questa situazione bisogna rispettare percorsi istituzionali chiari e definiti.

La protesta di alcuni ambulanti è giusta ma sarebbe utile sapere se (dopo i fatti incresciosi avvenuti al comune e le eventuali conseguenze penali) esista un delegato, se eletto o nominato, con quali competenze.

Non capisco perché non si crei anche da parte di altre organizzazioni un consorzio, che stante i numeri dichiarati porterà  con maggiore rappresentatività le proprie richieste.

Ripeto il comune ha incontrato l’unico consorzio presente, successivamente, auspico che  incontrerà le associazioni di categoria e spero che in una tappa successiva presenti il progetto ai residenti ed  alla città.

Se si va avanti contestando numeri ( vacui) e rappresentanza o altro,non facendo proposte  e non essendo consapevoli che l’obiettivo deve essere comune, la ristrutturazione del mercato avrà tempi biblici.

Tullio Nunzi

Pubblicato giovedì, 30 Novembre 2023 @ 07:58:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA
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