Movimento Ladispoli Città replica ad Augello: "Si aspettava lasciassimo una scorta di cestini?" - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamo – Vorremmo far notare al consigliere Augello che la cultura non funziona a compartimenti stagni: si può amare il cinema e saper leggere i capitolati d’appalto dell’igiene ambiente allo stesso tempo.

Ad esempio, la cultura ci aiuta a non appellare le persone con sgradevoli aggettivi indefiniti tipo “qualche”, anteponendo l’arroganza ai contenuti. Ma il consigliere non si ferma a questo e, perentoriamente, parafrasando un noto detto nato nel 1918 al Teatro Carignano di Torino durante l’esibizione del compositore N.Paganini, afferma: “Non sono una persona a cui piace ripetere più volte gli stessi concetti”. Eppure i latini sostenevano che “repetita iuvant”, perché ripetere più volte le stesse domande può aiutare ad affinare le risposte che – in questo caso – magari finiranno con l’essere pertinenti a ciò che da tempo chiediamo al consigliere delegato.

Augello sostiene inoltre che alcune di queste nostre domande dovremmo farle in consiglio comunale. Beh, noi vorremmo, vorremmo davvero farlo, se solo le sedute per mozioni ed interrogazioni fossero sufficienti in numero e durata. Ad oggi, infatti, c’è un limite di due interrogazioni scritte per ogni gruppo, davvero poche per poter sollevare tutti i temi di criticità che l’attuale amministrazione genera nell’azione di governo. Inoltre, in poco più di un anno, il consiglio è stato convocato a discuterne soltanto 5 volte, ovvero soltanto per 5 ore complessive. Col senno del poi, a margine di quelle modifiche regolamentari – che anche noi votammo in un moto di fiducia verso la maggioranza (del tutto vano, possiamo dire oggi) – sarebbe stato più calzante scrivere: “non disturbate il manovratore”, poiché questo sembra l’intento ultimo di questo nuovo sistema in cui, addirittura, i capigruppo sono chiamati semplicemente a ratificare le date di convocazione dei consigli i cui punti all’O.d.G. vengono decisi dal Presidente e non più, come in passato, insieme ai gruppi di maggioranza e minoranza rappresentati in Aula.

Venendo al sodo e cercando di interpretare i confusi “chiarimenti” di Augello, ci imbattiamo in quello concernente i lavoratori della ditta Massimi. Sappiamo benissimo quanti dipendenti sono previsti nell’appalto e quanti il Comune ne riconosce economicamente in virtù della stima progettuale e del computo metrico estimativo. E’ chiaro che, se per motivi non riconducibili al Comune la ditta e costretta ad assumere ulteriore personale, questo non incide sulle casse dell’Ente ma su quelle della ditta. È sempre stato così, anche negli anni precedenti, così ci sfugge completamente dove sia lo scoop, la meraviglia che sembra emergere dalle parole di Augello.

Il consigliere inoltre ci parla di 83.000 mila euro spesi per rimpiazzare alcuni cestini nella Città. Un intervento necessario considerato che l’ultima sostituzione risale a circa 4 anni fa! Chi non ha un pregresso conoscitivo del settore urbano non sa che si usurano, si rompono, vengono vandalizzati, e spesso quelli in metallo anche rubati. Ci si aspettava che la vecchia amministrazione lasciasse in eredità una scorta di cestini?Magari proprio quelli in metallo?

Riportiamo testualmente: “Il denaro restante è stato impiegato per i servizi aggiuntivi non previsti nell’attuale contratto come, per esempio, l’aumento della frequenza di svuotamento dei cestini nelle aree pubbliche o le stazioni mobili nel periodo estivo. L’amministrazione uscente non si era accorta che Ladispoli è una città turistica e che in estate i cittadini residenti raddoppiano, e quindi non erano previste differenze tra i servizi invernali e quelli estivi”.

Questa affermazione ci desta non poca preoccupazione e un’altra serie infinita di interrogativi. Ma Augello o chi per lui si occupa di questo servizio primario per la Cittá, si è accorto che questi servizi aggiuntivi venivano regolarmente attuati dall’amministrazione precedente? Si è altresì accorto che venivano svolti durante tutto l’anno? A tal proposito è il caso di ricordare che l’attuale amministrazione – nel 2018 – ha fatto pagare ai cittadini di Ladispoli i soldi che servivano proprio per effettuare questi servizi durante tutto l’anno senza però conferirne l’incarico d’esecuzione alla ditta appaltatrice. A cosa sono stati destinati dunque i soldi di questi servizi?

Certamente non all’inserimento delle stazioni mobili, considerato che c’erano anche gli anni precedenti…
Andando avanti nell’interessante lettura del comunicato di Augello, ci accorgiamo di una sorta di “estrazione del Lotto” sulle quantità di conferimento: “nel mese di giugno 2018 sono state conferite 475 tonnellate di indifferenziato, mentre nel 2017 ne sono state conferite 520 tonnellate”. Falso! Ecco infatti i numeri reali: nel giugno del 2018 sono state conferite 525 tonnellate mentre nel giugno 2017 le tonnellate erano 457.

Se, come si usa dire “la matematica non è un’opinione”, è chiaro che l’attuale amministrazione ha perso 10 punti percentuali sulla differenziata, senza bisogno di lezioni e lezioncine su come si calcola la media della percentuale stessa, di cui davvero non si sente il bisogno.

Se quello impostato finora dalla giunta Grando è il miglioramento del servizio immaginato per Ladispoli e se si è convinti che il nuovo bando sarà la panacea di tutti i mali, ci urge dire – con un certo grado di allarme – che la velocità con cui rischierà di andare in fumo il lavoro svolto in passato sul livello di differenziata raggiunto a Ladispoli, sarà più dirompente di quella dei caccia visti passare durante l’Airshow.
Dando la nostra piena disponibilità anche per suggerimenti teatrali e cinematografici, ci auguriamo che Augello – in futuro- riesca a dare (e a darci) risposte più esaustive e pertinenti su tutte le domande poste dal nostro gruppo nell’ultimo anno.

Movimento Civico Ladispoli Città

Pubblicato giovedì, 9 agosto 2018 @ 12:19:19     © RIPRODUZIONE RISERVATA