Monnezza Capitale, individuati i siti: incognita su Civitavecchia - Terzo Binario News

Arriverà nelle prossime ore sulla scrivania della sindaca Virginia Raggi l’elenco dei siti nel territorio cittadino dove poter inviare i rifiuti di Roma. I siti sono contenuti nel verbale del tavolo tecnico tra Comune, Città Metropolitana e Regione Lazio che si è riunito in questi giorni: il tavolo ha trasmesso alla Regione il documento, e la Regione nelle prossime ore lo girerà al Campidoglio.

I siti, a quanto si è appreso, sarebbero circa una decina e fondamentalmente di due tipi: quelli più rapidamente attivabili e quelli con procedure di attivazione più lunghe. Tra i primi c’è l’ipotesi di Falcognana, sulla Ardeatina, che già oggi riceve rifiuti ‘pericolosì, per cui la modifica autorizzativa per accogliere la tipologia di rifiuti che la Capitale ha bisogno di smaltire non dovrebbe essere sostanziale. C’è inoltre, tra quelli ‘rapidì, un impianto a Monte Carnevale, a poca distanza dalla ex discarica di Malagrotta, e un altro sito nel IX Municipio (Roma sud est), lo stesso quadrante di Falcognana. Gli ultimi due sarebbero impianti per rifiuti inerti, e ci sarebbe dunque bisogno di una modifica autorizzativa più sostanziale. Nell’elenco di siti di secondo tipo c’è invece una lista di aree idonee a ospitare impianti che però sarebbero tutte da attrezzare. Ora la palla, stando all’ordinanza del governatore Nicola Zingaretti, passa alla sindaca Raggi che ricevuto il documento tecnico avrà una settimana – o scatteranno commissariamento e denunce – per scegliere una o più località dove collocare la spazzatura che Roma non potrà più inviare alla discarica di Colleferro. L’impianto di Colle Fagiolara, infatti, ha riaperto proprio ieri dopo uno stop dovuto a un incidente mortale sul lavoro, ma chiuderà i battenti definitivamente il 15 gennaio. Se ne discuterà certamente venerdì, quando l’Assemblea capitolina è stata convocata in seduta straordinaria per affrontare il nodo rifiuti: sono stati invitati il governatore Nicola Zingaretti e il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Già domani, però, si inizierà a mettere un altro tassello alla realizzazione dei ‘diktat’ contenuti nell’ordinanza regionale: si terrà un tavolo alla presenza dei rappresentanti di Regione Lazio, Comune di Roma, Città Metropolitana, Ama e Invitalia sull’avvio della gara per smaltire all’estero la spazzatura. Il clima è teso: «Stanotte ‘all’improvvisò – segnala sui social il capogruppo capitolino M5s Giuliano Pacetti – hanno preso fuoco i cassonetti in via Malagodi, via Checchi e via Marcotti. Altri tre incendi tutti nel IV Municipio. Roma è sotto attacco e chissà perché ogni volta che il dibattito sui rifiuti è in atto questi fenomeni diventano più frequenti». Ma l’aria è pesante anche sui territori, oltre i confini del Comune di Roma: il sindaco di centrodestra di Civitavecchia Ernesto Tedesco ha presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza di Raggi (nella veste di sindaca metropolitana) che ha destinato alla discarica della sua città una parte dei rifiuti capitolini. È solo l’ultimo dei gesti che la città portuale ha messo in atto per dire no alla spazzatura da Roma: lunedì scorso, nel corso di un presidio bipartisan a cui hanno preso parte sindaci e cittadini, un camion carico di immondizia da Roma è stato bloccato per un’ora dalla folla, e sulla strada che conduce alla discarica i vigili locali hanno fissato – d’accordo col sindaco – un limite di velocità a 10 km orari a causa, è stato spiegato ufficialmente, del dissesto stradale

Pubblicato giovedì, 5 Dicembre 2019 @ 06:00:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA