Lupi e cani "ibridi" attaccano il bestiame nelle campagne di Civitavecchia - Terzo Binario News

Fra lupi e cani “ibridi” sale la preoccupazione nei boschi intorno a Civitavecchia perché arrivano segnalazioni di aggressioni ad altri animali. L’ultimo episodio è del fine settimana, con un asino attaccato alle zampe posteriori che non ce l’ha fatta, a causa delle ferite gravi che ha riportato.

Partendo proprio da quest’ultimo evento, si può tratteggiare una situazione di per sé non (ancora) allarmante ma che va tenuta sotto controllo fermo restando che provare a prevedere i comportamenti di animali selvatici o inselvatichiti è impresa tutt’altro che semplice. Quanto all’asino, è stato un ciclista a trovarlo, nella campagne alle spalle di Santa Marinella. L’equino era immobile, ferito e sanguinante. Così è stata chiamata la Polizia di Città Metropolitana che, approfittando di un servizio in ambito faunistico, ha effettuato il sopralluogo con i suoi uomini. Agli agenti non è rimasto altro da fare che constatare la morte dell’animale e prendere dei campioni per inviarli all’Istituto regionale di Zooprofilassi come da procedura per capire chi sia stato a sferrare un attacco feroce a colpi di morsi.
La conferma del fenomeno arriva dagli esperti del settore, come l’Università Agraria di Tolfa. Capita infatti che i cacciatori incontrino spesso i lupi o i branchi di cani tanto che “ci sono stati mostrati anche dei video – fanno sapere dall’ente floro-faunistico – durante alcune battute di caccia in cui si vede chiaramente che i lupi ci sono. Per esempio, il modus operandi dell’attacco all’asino corrisponde perfettamente al profilo del lupo perché avvenuto probabilmente di notte e la preda è stata attaccata nell’area posteriore del corpo. Invece sembra che i cani “ibridi” siano presenti in buon numero nella zona di Canale Monterano”. Viene da chiedersi se regga il paragone con le apparizioni dei cinghiali che si presentano ai barbecue o intenti a rovistare fra i rifiuti della Capitale in cerca di cibo: “No, non stiamo certo a questo livello e per fortuna il nostro bestiame non è in pericolo però l’equilibrio fra specie va mantenuto. Anzi, per dirla tutta, il lupo è un ottimo “controllore” proprio dei cinghiali la cui proliferazione è andata fuori controllo. Il “re del bosco” caccia facilmente i cuccioli dei suidi, per questo rappresenta un freno alle nascite” concludono dall’Agraria tolfetana.

In tutto questo la burocrazia ci mette del suo. Infatti se ad attaccare è un lupo, il risarcimento spetta alla Regione; se invece agiscono i cani, deve intervenire il Comune: “Sembra paradossale ma è così – afferma Salvatore Verzilli, maresciallo dei Carabinieri Forestali – ed è il motivo per cui bisogna effettuare il campionamento sulle carcasse delle prede. Nel 2019 di segnalazioni ufficiali a noi ne è pervenuta una sola anche se sappiamo che il fenomeno è diffuso, proprio nella zona di Santa Marinella. Come arginarlo? È praticamente impossibile, ma se posso dare un consiglio a chi va in campagna per funghi o altri vegetali è quello di tenersi alla larga dai branchi di cani. Questi sono estremamente pericolosi mentre il lupo generalmente si tiene alla larga” conclude il carabiniere “verde”.

Pubblicato mercoledì, 9 Ottobre 2019 @ 07:25:57     © RIPRODUZIONE RISERVATA