Lupi del Litorale, Lipu: "Presenza di ibridi è deleteria per conservazione della specie" - Terzo Binario News

“Sono decisamente poco incoraggianti le novità emerse nel corso dell’ultimo anno di studio della presenza del lupo nelle aree naturali della Riserva del Litorale Romano. Nel nostro ultimo aggiornamento di pochi mesi fa avevamo comunicato l’ultimo preoccupante risultato del nostro monitoraggio. Lo scorso autunno avevamo infatti accertato l’arrivo in zona di un nuovo maschio, ripreso associato alla femmina riproduttiva (Aurelia). Purtroppo le prime immagini avevano immediatamente rilevato le evidenti anomalie fenotipiche del nuovo arrivato, che mostrava un mantello nero.
Le analisi genetiche su un escremento di recente deposizione, rinvenuto a dicembre 2018, avevano dato l’esito temuto: il nuovo maschio con mantello nero è un ibrido tra cane e lupo di recentissima generazione (F1 o F2)”. Questo quanto riferito dall’Oasi Lipu Castel di Guido.

“Come già annunciato nei mesi scorsi, la presenza di un individuo ibrido nel ruolo di riproduttore in un branco di lupi ha conseguenze gravi non solo per il futuro del branco del Litorale Romano, ma potenzialmente deleterie per la conservazione della specie lupo in un’areale ben più ampio (per di più in una zona di neo-ricolonizzazione della specie), considerata la probabile riproduzione nella primavera successiva alla formazione della nuova coppia”.

“E ciò che temevamo purtroppo si è avverato. Nel mese di luglio 2019 abbiamo accertato la riproduzione della coppia formata da Aurelia ed il nuovo maschio ibrido (Nerone), e la presenza di 7 nuovi cuccioli nelle aree riproduttive utilizzate dal branco da ormai 3 anni”.

“I nuovi nati sono oggi accompagnati da Nerone, Aurelia ed un maschio subadulto nato l’anno scorso, e che ora sta svolgendo la funzione di “helper”, dando supporto agli adulti nella crescita della nuova cucciolata.
La nascita di giovani lupi ibridi rappresenta un grave problema di conservazione per la specie selvatica. Infatti, i nuovi nati, una volta cresciuti, potranno in futuro disperdersi e ricolonizzare nuove aree, dove potenzialmente si riprodurranno, trasmettendo geni canini nelle generazioni successive”.

“Per questo motivo l’ibridazione antropogenica tra lupo e cane è considerata oggi una delle più gravi minacce per la salvaguardia del lupo.
Questo fenomeno rappresenta infatti una deviazione di un processo evolutivo naturale. Nell’ibridazione lupo x cane la diffusione di geni canini nella popolazione di lupo, probabilmente per nulla adattativi alla vita selvatica, può provocare la perdita di alcuni adattamenti specifici della specie selvatica, frutto invece di migliaia di anni di selezione naturale, e che hanno plasmato il lupo come lo vediamo oggi, predatore fondamentale nei delicati equilibri dell’ecosistema”.

“Tra i fattori che possono favorire questo processo giocano un ruolo fondamentale l’elevata mortalità causata dall’uomo nella popolazione locale di lupo, con conseguente rottura della coesione sociale dei branchi, e l’elevata densità di cani vaganti. Purtroppo constatiamo che nella nostra area di studio entrambi i fenomeni sono diffusi. Tra fine 2018 ed inizio 2019 infatti ben 3 giovani lupi nati lo scorso anno sono morti, due investiti ed uno per probabili cause naturali. E in più di un’occasione le nostre videotrappole hanno ripreso cani vaganti non controllati nei boschi della Riserva”.

“Nelle considerazioni su questo grave fenomeno, è importante ribadire che l’ibridazione è un problema solamente per la conservazione del lupo, e non per l’incolumità delle persone né per le predazioni sul bestiame domestico. I primi studi svolti in natura su individui ibridi infatti dimostrano che l’elusività nei confronti dell’uomo e la composizione della dieta di individui ibridi sono del tutto simili a quelle di individui puri”.

“Anche nel nostro caso non stiamo rilevando alcun tipo di cambiamento nella dieta del branco, composta ancora in massima prevalenza dal cinghiale (circa 94%)”.

“Ma per conservare il lupo, il fenomeno dell’ibridazione può e deve essere prevenuto, prima di tutto con un’attenta gestione dei cani, e combattendo la mortalità di origine umana a danno del lupo (bracconaggio e mortalità accidentale)”.

“E azione fondamentale quanto le precedenti, è l’intervento per minimizzare il potenziale riproduttivo di ibridi di recente generazione tramite cattura non cruenta, sterilizzazione (per vasectomia nei maschi e legatura delle tube uterine nelle femmine, per evitare modifiche ormonali e quindi comportamentali) e successivo rilascio in natura. Questo intervento è stato più volte da noi sollecitato, fin dall’autunno scorso, per annullare il potenziale riproduttivo di Nerone prima del periodo dell’accoppiamento (che nel lupo cade tra febbraio e marzo), ma mai eseguito per le inspiegabili mancate autorizzazioni da parte della Riserva del Litorale Romano”.

“La LIPU ha infatti immediatamente attivato tutte le istituzioni competenti al fine di intervenire per contenere il fenomeno della contaminazione genetica nel branco e potenzialmente anche nei territori limitrofi. Alla prontezza di risposta del parere positivo dell’Ispra e quindi delle necessarie autorizzazioni da parte del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, al sostegno tecnico-scientifico dell’Università La Sapienza, alla disponibilità del Comando dei Carabinieri forestali, al parere positivo da parte della Regione Lazio e soprattutto alla completa disponibilità da parte del Wolf Apennine Center ad effettuare l’intera operazione, compresa la responsabilità scientifica, purtroppo non è corrisposto analogo atteggiamento da parte della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, Comune di Roma, il cui incomprensibile ed ingiustificato immobilismo perdura a tutt’oggi”.

“Ora che le nostre previsioni si sono purtroppo concretizzate, qualsiasi potenziale intervento futuro diventerà più costoso in termini economici e di sforzo. La cattura e sterilizzazione di un solo animale, come facilmente intuibile, era decisamente la migliore strategia per evitare quanto accaduto.
Auspichiamo in ogni caso che la Riserva, responsabile delle autorizzazioni finali necessarie per l’intervento, si muova con celerità nei prossimi mesi per cercare di riparare ad un danno che da grave può diventare irreparabile nei prossimi anni”.

“Per chiunque fosse interessato ad approfondire la tematica, rimandiamo all’evento pubblico di Sabato 19 Ottobre presso il Borgo di Castel di Guido.
In occasione dell’evento dedicato alla festa per i 20 anni dell’Oasi LIPU Castel di Guido, avremo una presentazione dedicata proprio alla storia del branco di lupi del Litorale Romano, e sarà possibile fare domande ad uno dei ricercatori che segue il monitoraggio della specie nella nostra area”.

Immagine da videotrappola dove si vede l’intera cucciolata ripresa nel mese di Agosto nelle aree forestate della Riserva del Litorale Romano – Pagina Facebook Oasi Lipu Castel di Guido

Pubblicato mercoledì, 9 Ottobre 2019 @ 10:15:06     © RIPRODUZIONE RISERVATA