Alla proposta del consigliere comunale Giovanni Ardita di attivare una Love Boat tra il castello Odescalchi e Torre Flavia una nostra lettrice di 20 anni ha deciso di dire la sua. Ecco la sua lettera inviata alla redazione.
Chi scrive quanto segue lo fa in riferimento alla lettura di un articolo, pubblicato su Terzo Binario in data 16 gennaio 2018, quindi da semplice cittadina spogliata, ma non come vorrebbe la proposta, di qualsiasi impronta politica, semplicemente per dare un punto di vista culturale alternativo.
Per regolamentare la prostituzione sul nostro litorale si pensa alla creazione di una Love Boat che vada dal Castello Odescalchi a Torre Flavia.
Questo per risanare, cito, il bilancio comunale dopo un giorno, e, sempre secondo quanto leggo, ripristinare poi un altro barcone (Settebello) e a questo punto riportare il turismo della gioia e della felicità. Non ho dubbi, invece, che sarebbe il primo battello quello che porterebbe il turismo della gioia, ma soprattutto, e lo sottolineo, maschile.Un contributo, quindi, quanto basta, l’ottimistica idea è di un solo giorno, per finanziare il turismo. Poi, tutte le ragazze assunte a tempo determinato, come oggi si usa fare, per questa offerta lavorativa, chiamiamola eufemisticamente “bizzarra”, potrebbero tornare in strada.
Ora, il punto è uno: non interroghiamoci sulle modalità con cui rendere legale la prostituzione, operiamo fattivamente per combattere il mercato del sesso, offrendo lavori dignitosi alle donne che fino a questo momento hanno dovuto ripiegare sulla vendita del proprio corpo.Non si tratta di una polemica femminista, ma sentire, dal basso dei miei 20 anni, che la mia città dovrebbe lucrare e rimpinguare le casse del Comune grazie alle prestazioni sessuali delle mie coetanee mi sconcerta, mi inorridisce, mi dà una visione distorta di quelle che dovrebbero essere le politiche per lo sviluppo del turismo a Ladispoli.
Pensiamo a pulire le vie cittadine e renderle gradevoli per chi vi abita e vi soggiorna. Investiamo nella costruzione o nel risanamento di strutture ricettive, senza aspettare che il magnate di turno privatizzi queste possibilità.Il Turismo si nutre di storia, bellezza, arte, di sano divertimento, della Cultura a 360° insomma.
Queste righe sono piene di fiducia nel buon senso dell’universo maschile di boicottare ogni atto che possa ledere, anche moralmente, l’integrità e la dignità delle donne.Martina Colicci
